Dove eravamo rimasti? Ah già... che il presidente della Consulta per gli stranieri Lekbir Nekkaz aveva chiesto l’apertura di uno specifico “Sportello stranieri” ma l’assessore agli affari sociali Giorgia Povolo gli aveva detto “no” senza tanti giri di parole. Con un’aggiunta: “Che ci pensi la Città Metropolitana...!”
Anche di questo, manco a dirlo, s’è parlato l’altra sera in consiglio comunale. C’èinfatti un problemae fa riferimento all’attuale servizio svolto da un unico sportello per molteplici categorie di persone, ma che non riesce a soddisfare le esigenze delle Comunità straniere. Cosa chiedono? Un aiuto per districarsi tra i meandri della burocrazia resa ancor più complicata dalla povertà di relazioni e di conoscenze e da una limitata padronanza della lingua italiana.
“Impossibile anche volendo - commenta Lekbir Nekkaz a nome della Consulta -riuscire acontattare i responsabili...”. E lui, peraltro, ci ha provato ripetutamente, attaccandosi al telefono come una cozza.
S’aggiunge l’alternanza di più persone senza alcuna professionalità.
Tra le proposte della Consulta l’apertura di uno “sportello stranieri” operativo almeno due mezze giornate alla settimana e l’individuazione di una persona preparata e collegata in rete con le altre organizzazioni del territorio (Sindacati, CAF, Consorzio In.Re.Te…).
“Nel 2019 - ha più o meno spiegato Povolo - abbiamo istituito un ufficio dedicato allo sviluppo delle attività produttive capace di intercettare i bandi e attrarremaggiori risorse economiche....”
Da qui la decisione di rivedere la pianta organica e le funzionalità dello sportello stranieri non prima di una serie di incontricon alcune associazionie con i patronatia cui è stata chiesta collaborazione. “Ci hanno confermato - ha specificato Povolo - la capacità e la propria competenza nello svolgere attività precedentemente svolte dall’operatore dello sportello....”
Insomma lo sportello c’è, ma non farà mai più quel che faceva prima, pur continuando ad offrire un servizio informativo. “Essendo uno sportello polifunzionale- ha aggiunto Povolo - ha anche un’importante funzione per anziani e disabili...”
E stando ai numeri forniti in consiglio, nell’ultimo anno, allo sportello stranieri, sarebbero arrivate circa 2100 richieste di informazioni e di aiuto (De visu, via mail e per telefono) di cui solo il 65% ricollegabili a cittadini residenti a Ivrea.Per il permesso di soggiorno, per la carta di soggiorno, per ricongiungimenti familiari e domande di cittadinanza oltre che per informazioni sul lavoro o su pratiche specifiche.“Per lo più - ha osservato Povolo - richieste di competenza di altri enti. Del Centro per l’impiegoper il lavoro o delle Poste italiane per il permesso e lacarta di soggiorno. Altre pratiche sono di competenza dell’Ufficio immigrazione in Prefettura...”Povolo peraltro non ci sta ad essere considerata come quella che non avrebbe ascoltato le ragioni della Consulta.
“L’argomento di discussione è stato oggetto di diverse riunioni - ha stigmatizzato - Come già detto, il dipendente comunale che svolgeva il servizio ha cambiato settore e l’inserimento di una sostituto richiederebbe una formazione e una disponibilità full time...”.
Da qui la decisione di garantire l’apertura alternando il personale a disposizione.
“Una decisione dettata dalla volontà di voler continuare a dare informazioni alla cittadinanza ...”, ha precisato
Altro affondo sul “preventivo” fatto pervenire dalla Consulta per la gestione di una parte dei servizi che Povolo ha cassato non sapendo come finanziarlo (“Il ruolo della consulta è meramente consultivo e le eventuali richieste andrebbero ai funzionari preposti...”).
Morale? In considerazione del lavoro svolto e di quel 35 % di richieste di aiuto riferibili a cittadini non residenti in città, Povolo ha richiesto il sostegno alla Città metropolitana per l’apertura di uno sportello sovracomunale.
“Riconosciamo - scrive Povolo - il bisogno dei cittadini stranieri di avere uno sportello professionale a loro dedicato, per aiutarli nel disbrigo delle innumerevoli pratiche burocratiche esistenti. Un’esigenza non solo dei cittadini eporediesi, ma di tutti i cittadini della Città Metropolitana...”.
Non tanto soddisfatto, il grillino Massimo Fresc (che peraltro siede nella Consulta in rappresentanza delconsiglio comunale insieme a Maria Piras e Anna Bono. Ha chiesto al sindaco (e lui ha subito accettato) di partecipare ad una delle prossime riunioni confidando sulla sua moderazione e capacità di ascolto.
“All’interno della Consulta si sono create una serie di situazioni che segnalano un certo scollamento - ha ribattuto - A mio modo di vedere si poteva concedere qualcosa di più concreto che il rimando ad un eventuale sportello della Città Metropolitana... L’inefficienza dello Sportello è di dominio pubblico.Non rispondono al telefono. Non si riesce a parlare con loro o ad avere indicazioni. Il disagio è grande. La scelta di distogliere da questo servizio chi se ne occupava ha causato disservizi. Rimbalzare il problema alla Città Metropolitana è provocatorio. Dei piccoli miglioramenti sono possibili...”. E Fresc ha comunque richiesto che si faccia “formazione” al personale.”
Chiosa finale del sindaco Stefano Sertoli: “Comprendo le preoccupazioni ma non c’è nessuno atteggiamento provocatorio. La situazione non è facile e non è mancanza di rispetto. C’è una problema di organico e facciamo fuoco con la legna che abbiamo. Le richieste sono aumentate e si sono accumulate, la popolazione è aumentata, il personale è sempre quello se non meno...”.
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