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FELETTO. L'opposizione è sul piede di guerra

FELETTO. L'opposizione guidata dall'ex sindaco Stefano Filiberto è sul piede di guerra. Ha fatto stampare un volantino in cui vengono snocciolate analiticamente tutte le presunte storture amministrative della Giunta Ferrero. La minoranza ne ha individuate tre. Per prima cosa, Filiberto & co. puntano il dito contro la munifica indennità percepita dalla sindaca e dai suoi assessori dall'inizio del mandato. Dicono dalla minoranza: "Il nuovo sindaco ha subito pensato di mettersi in aspettativa o di licenziarsi, e in questo modo ha potuto usufruire dell'indennità completa prevista per la sua carica". Che ammonterebbe a 1906,26 euro. A cui vanno aggiunte le indennità di vicesindaco e assessore, che però prendono molto meno. 381,25 euro il vicesindaco Enzo Bretto e 285,94 euro l'assessore Gloria Tolone. Secondo le normative vigenti, inoltre, le indennità andranno ad alzarsi nel corso degli anni. Nel 2024, la sindaca prenderà 2.208,00 euro, Bretto ne prenderà 441,60 e Tolone 331,20. Posto che tutti accettino la remunerazione massima prevista. Quello che fa sdegnare l'opposizione, infatti, è che sindaca e assessori (ma soprattutto la sindaca) avrebbero la possibilità di tagliarsi lo stipendio. Un gesto che non passerebbe inosservato in un momento di crisi come questo, e che sicuramente aiuterebbe anche a riscuotere un po' di consensi tra la popolazione. Anche perché, sostiene Filiberto, "il carico di lavoro di un Comune piccolo come il nostro è, per un sindaco, esiguo. L'importante, in Comune, è che ci siano i funzionari, ma il sindaco ha da fare pochissimo rispetto a comuni più grandi come Rivarolo o Chivasso...". Filiberto sostiene orgogliosamente che, quando il sindaco lo faceva lui, prendeva molto meno: "450 euro netti al mese. D'altronde avevo il mio lavoro per mantenermi, e in più usufruivo, come tutti, dei permessi retribuiti per fare il sindaco". Per lui lo stipendio da favola della sindaca sarebbe ancora più inopportuno in quanto "dicono dal Comune che non ci sono i soldi...". Integrato nel primo insieme di accuse c'è un altro problema: il Comune avrebbe assunto una funzionaria già alle dipendenze del Comune di Rivarolo, e questo perché la sindaca non conoscerebbe "le più elementari basi di Diritto amministrativo e degli Enti Locali". La nuova funzionaria costerà 8mila euro l'anno al Comune. Pallottoliere alla mano, la minoranza sostiene che quest'anno l'Amministrazione costerà 38mila 880 euro ai felettesi. 28mila 100 euro in più, dicono, rispetto alla precedente Giunta, presieduta proprio da Filiberto, che ne costava 10mila 780. Il secondo punto evidenziato dai consiglieri di opposizione riguarda gli acquisti fatti dal Comune. Con una delibera del dicembre 2021, infatti, il Comune acquistava mille euro di libri dall'associazione Arcc. Cosa c'è che non va? Nel volantino la minoranza ha provveduto a ricostruire la storia dell'Arcc, evidenziandone le stranezze. L'associazione, dicono, è subentrata alla Pro Loco cittadina, rilevandone tutti i beni, dopo la chiusura dei battenti avvenuta nel 2021. Arcc ne occupa anche i locali. Ma tale passaggio del testimone, secondo la minoranza, ha delle irregolarità, "considerando che l'Associazione Arcc non ha fini sociali e filantropici non essendo una Onlus", al contrario della Pro Loco che ha questo tipo di statuto. Anche il fatto che ne occupi i locali presenterebbe dei problemi evidenti. Questo perché "verbalmente, la passata Amministrazione comunale aveva detto al Presidente della Pro Loco di lasciare i beni nei locali del Comune, cosicché si potesse convocare un'assemblea dei cittadini felettesi per costituire una nuova Pro Loco".  A questa ragione "morale" bisogna aggiungerne una che ha a che fare con le normative: la Arcc, infatti, ha sede legale a Rivarolo Canavese. Altro aspetto: a presiedere la Pro Loco era Michele Mazzamati, diventato presidente anche della Arcc. Filiberto e i suoi hanno così scritto pungentemente che Mazzamati avrebbe "fatto confluire per incanto tutti i beni della Pro Loco nella nuova associazione". Tutti i beni compresi i libri. Libri poi venduti al Comune e che hanno fatto da miccia per la bomba fatta detonare dall'opposizione consiliare attraverso il volantino. Un particolare sfizioso da aggiungere? Michele Mazzamati è anche capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Feletto. Il terzo ed ultimo punto sollevato dall'opposizione riguarda degli alberi. Dei cipressi, per la precisione. L'Amministrazione precedente li avrebbe piantati nell'area dedicata allo spargimento delle ceneri nel campo nord spendendoci 600 euro. Questi alberi, dicono, sarebbero scomparsi "perché non di gradimento al nuovo Sindaco e alla nuova Giunta". Dall'opposizione si chiedono perciò dove possano essere stati piantati.
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