Parliamo dei cosiddetti “mozziconi” di sigaretta buttati qua e là in giro per la città. Esiste una legge del dicembre 2015 (la 221) nata per promuovere misure di green economyche, aldivieto di abbandono di mozziconi sul suolo, nelle acque e negli scarichi, in un preciso articolo suggerisce ai Comuni di installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori.
Si aggiunge il divieto di abbandono perscontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare punibile con sanzioni da 30 a 150 euro, aumentate fino al doppio per i mozziconi. Soldi da destinare alla tutela del territorio e del mare e ad apposite campagne di informazione e sensibilizzazione dei consumatori.
Sull’argomento esiste una mozione vecchia come il cucco e approvata all’unanimità il 29 luglio del 2016: primo firmatario il consigliere comunale Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Impegnava Sindaco e Giunta ad attuare quanto prima questa norma cominciando con l’installazione di un congruo numero di raccoglitori, magari in collaborazione con gli esercizi commerciali. Quindi anche a valutare, in sede di Commissione consigliare, campagne di sensibilizzazione sui danni da fumo e sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono di rifiuti anche se di piccole dimensioni. Infine ad emettere apposita ordinanza sul divieto ad “abbandonare mozziconi, prodotti da fumo e rifiuti di piccolissime dimensioni quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare, ecc.”.“Il decoro urbano e l’educazione civica ed ambientale - commenta ancora oggi Francesco Comotto - sono temi da prendere in grande considerazione in un’ottica di riqualificazione urbana e di rilancio dell’immagine e della vivibilità della città, soprattutto alla luce del potenziale flusso turistico trainato dal riconoscimento UNESCO. La Legge in oggetto prevede anche un impianto sanzionatorio che ridistribuirebbe al Comune accertatore il 50% delle sanzioni erogate per poter dar corso “ad attività di informazione e alla fornitura e posa dei raccoglitori di cui all’art. 232 bis”.
Da qui la richiesta di oggi di verificare quanto sia stato fatto dalla precedente Amministrazione elaborando ed approvando in tempi brevi un Regolamento, e intraprendendo una collaborazione con la SCS
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