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IVREA. Botta e risposta sui 300 mila euro di contributi a sostegno delle attività economiche

IVREA. Botta e risposta sui 300 mila euro di contributi a sostegno delle attività economiche

Annalisa Thielke, Il baguccio

Ha letto il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale e l’ha smontato punto per punto. Annalisa Thielke, titolare del Bistrot “Il Baguccio” di corso Vercelli non intende fare un passo indietro che sia uno. Sul bancone la raccolta firme, che continua. “Le motivazioni date me le aspetterei da un funzionario, non da un vicesindaco -  ci dice - Elisabetta Piccoli non ha risposto alla domanda. E la domanda è intende svincolare altre risorse per i commercianti ingiustamente esclusi? Ricordo che bar e ristoranti stanno partendo ancora oggi le conseguenze della pandemia: seppure aperti, abbiamo riscontrato cali continui dovuti alle varie novità dei provvedimenti. L’estate 2020, per esempio, è andata molto bene in quanto erano ancora limitati gli spostamenti da Regione a Regione. Questa estate è stata peggiore perché tantissime persone hanno anticipato le ferie addirittura a giugno e le hanno prolungate non avendo potuto godere del 2020. Si aggiunge il sempre minore potere di acquisto con l’impennata dei prezzi. Pertanto sarebbe addirittura superfluo, a mio parere, chiedere a bar e ristoranti il calo di fatturato. Per questa categoria i ristori andavano elargiti a pioggia. Ricordo inoltre al vicesindaco che, anche a locali chiusi, bollette e contributi sono arrivati lo stesso e ciò ha comportato un accumularsi di debiti. I ristori avrebbe dato sollievo a tutti. Peraltro il Regolamento comunale  sui contributi pubblici non dice assolutamente nulla a riguardo. Anzi, dal regolamento, si legge “sono esclusi dalla disciplina del presente regolamento sovvenzioni, sussidi e qualsiasi altro beneficio economico reso a favore di persone fisiche e di iniziative con fini di lucro”. Pertanto io non trovo, a livello normativo, motivi ostativi all’erogazione di contributi in forma diffusa e ritengo che il Comune di Ivrea potrebbe farlo alla stregua di quanto hanno fatto altri comuni, anche piccoli.  Nella delibera di Giunta che precede il bando non si fa comunque riferimento al regolamento. Pertanto avrebbero potuto estrapolare i soggetti a cui era stata già ridotta la tari e comunicare a questi la disponibilità a bilancio... pubblicando un avviso anziché un bando!”. Altra critica sui 15 giorni di pubblicazione all’albo pretorio “E’ il minimo previsto dalla legge. Per un bando che preveda una diffusione dei contributi sarebbe opportuna una pubblicazione più lunga.  Lo Stato ha dato mesi di tempo per elargire i ristori con notizie su tutti i canali televisivi, per esemplificare. Il Comune di Ivrea ha dato la notizia soltanto a La Sentinella: un unico articolo, uscito una volta sola, su una unica testata locale, non fa una rassegna stampa. In Canavese ci sono almeno otto testate giornalistiche, tra cartacee e digitali!   In ogni caso... In ogni caso forse Piccoli non conosce la normativa: questa prevede che i fondi fossero impegnati a bilancio entro il 2021, ma spendibili nel 2022, quindi il bando poteva essere chiuso anche ad inizio 2022. Inoltre, il nuovo Decreto Sostegni ter, pubblicato il 21 gennaio scorso, permetterà di destinare come aiuti nel 2022 le economie di bilancio. Gli strumenti per emanare un nuovo bando, o prevedere ristori sotto un’altra forma, ci sono. La domanda è: Piccoli vuole avvalersi di questi strumenti o non gliene importa nulla? C’è anche un’altra considerazione da fare... Quale? Quando l’Amministrazione sostiene che il bando “È stato pubblicato a ridosso di fine anno perché solo allora è stato possibile calcolare la cifra esatta di quello che era ancora disponibile, dopo avere chiuso le minori entrate e le maggiori spese comunali anche legate ad altre misure di sostegno precedentemente erogate”.  Eh... Il passaggio, avrebbe potuto anche essere svolto al contrario: il Comune avrebbe potuto decidere alla base quale fondo degli oltre 2milioni di euro di aiuto Covid ricevuti dallo Stato erogare a favore dei commercianti… non aspettare di sapere quanto fossero gli avanzi. La cifra elargita rappresenta circa il 10% delle risorse che erano disponibili, si poteva calcolare anche prima. Nel comunicato comunque si legge che anche le attività avviate nel 2019 potevano partecipare. Si richiedeva solo la sede legale/operativa a Ivrea nel 2020. Nelle FAQ pubblicate sul sito, si precisano le modalità per fare domanda a chi avesse aperto solo nel 2019. Bene, sono andata a leggermi le Faq su “Coloro che hanno iniziato l’attività nel corso del 2018 o del 2019”. La domanda è: possono presentare richiesta di contributo? I dati richiesti fanno riferimento ai bilanci per cui sono indipendenti dalla data effettiva di avvio delle attività purchè siano nel 2018 o nel 2019”. Pertanto non mi sembra che la risposta della Piccoli sia una risposta soddisfacente: se ho aperto nel 2018 è chiaro che se mi chiedi la media mensile del fatturato devi chiedermela a partire dal mese in cui ho aperto,  altrimenti difficilmente posso accedere, e allora mi stai soltanto prendendo in giro. Colpa di chi? Nessuno ha accusato i tecnici di negligenza: ho accusato la Giunta di aver scritto, nero su bianco, “i controlli saranno eseguiti a campione”. Se l’italiano è italiano, significa che i controlli saranno effettuati su alcuni, a caso, e non su altri. Inoltre, mi spieghi l’Amministrazione Comunale come farà a verificare chi ha avuto aumenti o riduzioni sull’affitto: chiederà i contratti di locazioni e le eventuali scritture private tra locatore e locatario? E per quanto riguarda i costi per la sanificazione, gli uffici si faranno dare i bilanci e le fatture e andranno a controllare voce per voce? Il bando è stato scritto male ma la colpa è di chi legge? Questa è la conclusione che si evince dalle giustificazioni di un’Amministrazione Comunale che si arrampica sui vetri..”
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