Se c’è una cosa che a Ivrea funzionano benissimo sono i cosiddetti “Patti di valorizzazione”.Dal 2014, anno in cui il consiglio comunale ha approvato il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la valorizzazione dei beni comuni urbani”, ne sono stati sottoscritti più di una dozzina.
Alcuni di questi Patti prevedevano la realizzazione di interventi circoscritti della durata di alcune giornate e sono pertanto esauriti; diversi altri, tuttora attivi, prevedono invece la gestione da parte di Associazioni e cittadini di interventi continuativi, dalla manutenzione del verde pubblico, alla gestione di spazi e di edifici a disposizione della collettività.
Di questo si parlerà nel consiglio comunale in programma per lunedì 29 novembre. Di una delibera che mira a rilanciare lo strumento e, più in generale, a consolidare tutte le forme di partecipazione civica.
Si tratta di una serie di proposte scaturite dal Seminario del 18 gennaio 2020 organizzato da “Laboratorio Civico Ivrea”, che ha visto la partecipazione di molte delle associazioni titolari di Patti di Collaborazione e della Amministrazione Comunale.
Con la delibera (redatta da Laboratorio Civico, è sottoscritta da 6 associazioni: Rosse Torri, Zac!, Albero della Speranza, Serra Morena, Legambiente e Bellavista Viva)l’Amministrazione comunale si impegnerà a considerare un arco temporale di almeno tre anni come prospettiva minima per poter elaborare progetti di adeguato respiro. Ma anche a favorire e a contribuire alla stipula di convenzioni-quadro con operatori del settore assicurativoa condizioni agevolate e con modalità flessibili e personalizzate. A rendere pubblici i risultati ottenuti in un’apposita sezione del sito web del Comune. A pubblicizzare on line una modulistica con le linee guida generali cui i cittadini e le Associazioni che vogliano proporre l’attivazione di un nuovo Patto possano ispirarsi. Ad individuare un referente politico, nonché un referente amministrativo per promuovere i Patti e tutte le altre forme di partecipazione da parte della cittadinanza attiva, anche nella prospettiva della possibile costituzione di un “Ufficio Partecipazione”.
“Riteniamo - commentano Erna Restivo e Giuseppe Bonaldo di Laboratorio Civico- che i Patti di Collaborazione si configurano in termini di corresponsabilità tra pubblico e privato. Essi non possono rappresentare in nessun caso uno strumento con cui il pubblico delega semplicemente a cittadini volenterosi la gestione di ambiti che ricadrebbero nell’ambito di responsabilità del soggetto pubblico. Occorre darsi strumenti per un continuo e periodico confronto tra titolari di patti ed uffici comunali; tale confronto è necessario sia per consentire un monitoraggio continuativo sulla realizzazione del lavoro, individuando i problemi che dovessero presentarsi e definendo le opportune soluzioni, sia per darsi l’opportunità di costruire una progettazione condivisa ...”.
Un ultimo tema, infine, riguarda la co-progettazione, strumento distinto dai Patti, ma simile nelle finalità.“Per entrambi - aggiungono Restivo e Bonaldo- si tratta di fare dialogare Amministrazione e privati, in un caso per gestire beni comuni, nel secondo per individuare le soluzioni progettuali maggiormente efficaci per risolvere un problema collettivo.In entrambe le situazioni, l’Amministrazione riconosce i propri limiti – di risorse gestionali, di capacità progettuale, di conoscenza di un determinato problema – per aprirsi alla collaborazione con altri soggetti. A seguito dell’approvazione del Codice del Terzo Settore del 2017, sono ora praticabili precise modalità per attivare percorsi di co-progettazione, attraverso procedure di evidenza pubblica e atti amministrativi conseguenti.La Regione Emilia-Romagna ha prodotto una sorta di manuale - “Costruzione di Politiche Pubbliche Partecipate ed Evolutive” - sulle modalità amministrative per avviare percorsi di co-progettazione ...”:
Insomma, Laboratorio civico ritiene che anche ad Ivrea i tempi siano maturi per avviare delle sperimentazioni che adottino queste metodologie per affrontare problemi oggi difficilmente risolvibili con le più consuete prassi amministrative.
“Pensiamo - concludono- alla progettazione di modalità di utilizzo e di affidamento degli spazi del Castellazzo o alla gestione di Spazio Arte Giovani. Entrambi sono ad oggi inutilizzati e potrebbero essere reinventati attraverso percorsi di co-progettazione con gruppi informali ed associazioni giovanili...”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.