La statua di San Francesco opera dell’italo americano Beniamino Bufano, detto Benny che fa ombra alla tomba di Adriano Olivetti verrà spostata a Villa Belli Boschi. La notizia, diffusa su queste pagine la scorsa settimana, non ha colto tutti di sorpresa.“Beniamino De’ Liguori - commenta l’assessore Costanza Casali - me ne aveva parlato durante l’annuale cena delle Spille d’oro.Non è roba nostra. Massima libertà nelle decisioni...”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente delle Spille d’oro Laura Salvetti. “La famiglia -ci dice -è stata con noi molto cortese e ci aveva già informati. La cosa non ci disturba. In realtà nel disegno originale della tomba giardino di Adriano Olivetti, e nel rispetto di una sua volontà, c’è un semplice prato verde a minimo impatto. Un giardino che noi, grazie a Rita Munari, curiamo con tanto amore...”.
Sulla statua esiste on line un bell’articolo diGiuseppe Silmo, autore di numerosi libridedicati all’Olivetti.
“Grazie a Enrico Sargentini, - scrive Silmo - ingegnere assunto da Adriano, a cui è stato a fianco per tre anni fino a quel tragico 27 febbraio si è finalmente sollevato il velo sullo scultore e sulla storia completa della statua. L’autore dell’opera non poteva che essere uno dei grandi scultori dello scorso secolo: Beniamino “Benny” Bufano, che Sargentini conosce personalmente nel 1962 a Forte dei Marmi, quando lo scultore si reca a Pietrasanta per approvvigionarsi di materiali per le sue sculture. Nato a San Fele, in Basilicata, il 15 ottobre 1890, e morto a San Francisco il 18 agosto 1970. All’età di tre anni emigra con la sua famiglia negli Stati Uniti. Passa la sua gioventù a New York, dove studia alla Art Student League sotto la guida di scultori famosi. La sua opera di scultore la svolge soprattutto a San Francisco, di cui diventa cittadino onorario e dove insegna al San Francisco Institute of Art, da cui presto però viene sollevato dall’incarico, poiché considerato troppo moderno; insegna poi al UC Bertkley, al Oakland’s California College of Arts and Crafts. (...).”Bufano è conosciuto soprattutto per i suoi monumenti legati alla pace, di cui alcuni di grandi dimensioni. Tra gli altri l’obelisco, a forma di missile, alto 28 metri che svetta su un promontorio a Timber Cove, sulla costa del Pacifico, a Nord di San Francisco, per protesta alla guerra e alla crisi di Cuba. Poi un altro obelisco del 1965, in acciaio inossidabile, anche questo a forma di missile, alto 30 metri, vicino al municipio di Santa Clara in California, commissionato dal sindaco nel 1962.Quindiuna grande mano in rame, alta 9 metri, del 1967, posizionata nel parco di Walnut Creekin California. Infine il San Francescoof the Guns del 1968, alta solo 3 metri, da molti ritenuta la più famosa che è molto simile al San Francesco eporediese. La statua è collocata di fronte all’entrata del Palazzo delle Scienze del City College di San Francisco.
La fonte di ispirazione per la statua sono stati gli assassinii, nel 1968, di Martin Luther King,e Robert F. Kennedy, in seguito ai quali il sindaco di San Francisco promosse una donazione spontanea di pistole, raccogliendone più di 2000, che diede a Bufano per farne una statua. Da qui il nome della statua (of the guns). Lo scultore fuse le armi aggiungendo del bronzo per evitare la corrosione. La notorietà della statua sta non solo nel materiale, ma nel suo mosaico. In alto ci sono i volti di Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedye Martin Luther King, tutti uccisi da pallottole di pistola. In basso sono raffigurati i bimbi delle varie parti del mondo, che cantano tenendo in mano di fronte a loro lo spartito musicale.
Tornando al San Francesco eporediese e “da quanto ci testimonia Enrico Sargentini - scrive Silmo - possiamo datare la statua a dopo il 1961, perché in quell’anno incontra, a New York, Grazia Galletti, che gli confida di avere intenzione di acquistare una statua di San Francesco da Benjamin Bufano, con il preciso scopo di porla di fronte alla tomba di Adriano. Sargentini la vede poi, negli anni successivi, nel giardino di Villa Belli Boshi ad Ivrea, la casa di Adriano, dove la statua rimane qualche tempo prima di venire sistemata nel cimitero, nella posizione per cui è stata pensata. Di questa opera purtroppo non si hanno notizie da fonti americane, ma, richiamando in tutto il Saint Francis of the Guns, possiamo darne una lettura. Le due statue sono entrambe in metallo, hanno praticamente la stessa altezza e sono uguali nella raffigurazione di San Francesco. Le differenze sono nel mosaico. Abbiamo lo stesso coro di bimbi multietnici che cantano con lo spartito musicale sostenuto dalle loro mani, ma qui c’è una grande colomba davanti a loro e, sopra di loro, la scritta: Adriano Olivetti 1901 -1960. È il messaggio di Bufano che si ripete, anzi, qui rinforzato dalla colomba in primo piano, che non può che rappresentare Adriano Olivetti: uomo di pace e di concordia interculturale ed etnica.”
Tutto bene salvo lo scopo. La statua venne sì commissionata da Grazia Galletti a Bufano ma per abbellire il giardino di Villa Belli Boschi. Ultimata in Italia nel 1965 venne infatti portata proprio lì e qui vi rimase fino al 1988 quando Lalla Olivetti decise di traslocarla al cimitero.“E’ noto – sottolinea Beniamono De’ Liguori Carino – che Adriano Olivetti aveva lasciato disposizioni perché presso il suo luogo di sepoltura non vi fossero monumenti funebri e tantomeno celebrativi. La statua venne trasferita da Villa Belli Boschi al cimitero di Ivrea per volontà di mia madre Laura Adriana Olivetti solo nel 1988, ovvero a quasi 30 anni distanza dalla morte di Adriano Olivetti…”
Fin troppo facile ipotizzarne le ragioni, considerando ciò che quell’immagine poteva rappresentare per lei, orfana del padre a soli 9 anni.
L.l.m.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.