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IVREA. Calende greche per la nuova Biblioteca. E i reperti del Museo Etnografico?

IVREA. Calende greche per la nuova Biblioteca. E i reperti del Museo Etnografico?

Andrea Benedino

Se c’è una costante nell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Sertoli è la lentezza. Tutto si muove a fatica e i problemi, gli investimenti, le soluzioni restano lì, sul tappeto, per mesi e mesi. Lo Zac!, il Valcalcino, il senso unico in via Monte Stella, l’incrocio di Porta Vercelli, il prgc, giusto per citarne alcuni. Questa settimana il consigliere comunale Andrea Benedino (Pd) ne aggiunge un altro. Fa riferimento alla demolizione dell’ex Cena. Esiste un progetto? Si conoscono i tempi?  “Mi sembrava d’aver capito che sarebbe cominciata a settembre...”, stigmatizza. Di sottofondo: e venne ottobre e poi novembre... Benedino peraltro si chiede anche e soprattutto dove verrà ricollocato tutto il materiale che è qui conservato.  Come è noto, infatti, nei locali al piano terra, si trovano oltre 2.300 reperti del Museo etnografico del Canavese curati dall’Associazione Amici del Museo, attiva ad Ivrea dal 1977 e di cui fece parte anche la signora Lucia Guelpa, mentre nei locali al primo piano sarebbero conservati in depositi allarmati diversi materiali del Museo Garda, oltre a una parte del mobilio dell’ex alloggio della signora Guelpa. “E’ da più di un anno che si parla del nuovo hub culturale in Piazza Ottinetti, provvisoriamente denominato “Guelpa Center”  che andrà col tempo ad assorbire ed integrare le attività dell’attuale biblioteca civica “Nigra” e del museo “Garda” - commenta l’esponente del Pd - Per raggiungere l’obiettivo occorrerà mandare avanti, in parallelo, i lavori di messa in sicurezza degli attuali locali della biblioteca finalizzati all’ottenimento del Certificato di prevenzione incendi, quindi la demolizione del fabbricato dell’ex Istituto Cena e le attività di progettazione dei nuovi spazi - anche attraverso un percorso partecipativo che vede coinvolta l’Alta Scuola Politecnica in una fase di studio preliminare all’attività di progettazione vera e propria...”. La speranza è che, con il tempo che corre veloce, non si sprechino risorse finanziarie. Sarebbe un danno all’immagine della città e una pugnalata alla schiena di quella buonanima della benefattrice. Tutta l’operazione infatti sarà finanziata  attraverso una buona parte del lascito custodito dalla Fondazione Lucia Guelpa.
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