Con la mancata elezione di
Roberto Binaghi alla presidenza della Fondazione dello storico Carnevale qualcosa si deve essere rotto nei rapporti tra il sindaco Stefano
Sertol i e Forza Italia,
laddove per Forza Italia si fa riferimento a tre persone: la senatrice
Virginia Tiraboschi, il vicesindaco
Elisabetta Piccoli e il segretario cittadino
Vincenzo Ceratti. I “tre” che sono grandi amici come i “tre porcellini”, come “Qui Quo e Qua”, come i “Tre Moschettieri” o, se si preferisce, come “Aldo, Giovanni e Giacomo”, non gliela vogliono perdonare. La teoria è che avrebbe dovuto fare qualcosa di più “per convincerlo” a fare su e giù da Milano e, invece, in pratica, avrebbe fatto di tutto per indurlo a scappare via a gambe levate. Della serie...
“Che vieni a farci qui. Ma chi te lo fa fare. Ascolta il consiglio di un amico: scappa. Fottitene di Tiraboschi… Eccetera, eccetera...”.
Insomma,
Tiraboschi non è stupida e ha capito il doppiogioco di
Sertoli. Le diceva “
Sì, sì va bene e, intanto, lavorava per Gillardi ….”.
Nel solco della tradizione, tutta interna del centrodestra, sui panni che è meglio lavarli in pubblico, piuttosto che a casa propria,
Tiraboschi s’è subito fiondata sul suo profilo di Instagram chiamando alla carica i due suoi amici.
“Per me - s’è lanciata -
il Presidente del cda del Carnevale e l’intero progetto di rilancio erano altra cosa da “Ex on the beach!”. Ognuno ha i suoi gusti e la Tiraboschi, a quanto pare,
piace il reality in onda su Sky in cui si racconta di ragazzi e ragazze in cerca d’amore che approdano in una nuova e meravigliosa parte del mondo per conoscersi meglio e passare una vacanza indimenticabile. Ciò di cui non avevano tenuto conto è l’arrivo degli ex che rischia di rovinare il divertimento.
In questo caso, manco a dirlo, l’ex sarebbe
Piero Gillardi.
Ma pensa te che collegamento...
“Il nostro amato Carnevale - le fa eco
Vincenzo Ceratti -
non può più prescindere da crescita, internazionalizzazione e sostenibilità economica della manifestazione. Ne va del suo futuro…”.
Seguono i “mi piace” e i cuoricini del vicesindaco
Elisabetta Piccoli, a sua volta ricambiata in quel delirio di egocentrismo che è stato l’attacco al presidente del consiglio
Diego Borla, colpevole e pure reo confesso, d’averle tolto la parola, non foss’altro che stava “straparlando”.
Tant’è! Secondo i più autorevoli commentatori politici schierati a centrodestra il cambiamento di “rotta” dei tre, sarebbe coinciso con le dichiarazioni del deputato della Lega
Alessandro Giglio Vigna sul “Sertoli Bis” rilasciate a questo giornale.
Da mesi, infatti, si sarebbero messi a lavorare per costruire la candidatura a sindaco di
Elisabetta Piccoli o, perché no, della stessa
Tiraboschi, che anche lei, quando finirà il mandato, nel caso non fosse ricandidata, quindi eletta, in politica vorrebbe continuare a restarci.
Che alla
Piccoli piacerebbe lo sanno tutti. Si racconta di una riunione propedeutica alle scorse elezioni di Ivrea, in cui, di fronte alla domanda “chi candidiamo” se ne uscì dando la propria disponibilità. “
Ci fu il gelo per qualche secondo…” raccontano in tanti. Poi venne fuori il nome di
Sertoli e tutti tirano un sospiro di sollievo...
“Nelle ultime elezioni #amministrative - scrive la senatrice, sempre su Instagram -
le donne sono state completamente assenti. Quali caratteristiche deve avere una donna per emergere in politica? Deve essere aggressiva, spietata e urlante o deve saper esprimere con sensibilitá e eleganza le sue competenze? Attorno a questi interrogativi si raccolgono pareri contrastanti: credo che la donna debba essere se stessa, autentica e naturale, abbandonando qualsiasi sovrastruttura culturale…”.
Per intanto
- diciamo noi - dovrebbe cominciare a farsi capire. Nulla da dire sul concetto in sè, ma le “sovrastrutture culturali” meriterebbe davvero un approfondimento.