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Garante dei detenuti e rapporto della Digos. La Procura di Ivrea apre un’indagine

Garante dei detenuti e rapporto della Digos. La Procura di Ivrea apre un’indagine

Draghi Battisti, il post di Perinetto

A difenderla è rimasto solo lui.  Il Garante regionale Bruno Mellano. “Il post, che Paola Perinetto ha immediatamente rimosso quando gliel’ho personalmente segnalato - commenta - è indubbiamente un errore per un organo istituzionale, figura autonoma e indipendente ma non certo svicolata dal rispetto delle persone e delle leggi, anche quelle che si ritengono sbagliate e che si vogliono cambiare o abrogare. L’errore in cui è incorsa la collega non deve cancellare però il lavoro effettuato in questi anni. Credo sia doveroso dire, anche oggi, che Paola Perinetto è una garante comunale efficiente e disponibile, molto presente e assidua nel suo compito. Il sindaco e il consiglio comunale di Ivrea, con serenità, assumeranno le proprie decisioni”. Paola Perinetto dichiaratamente “No Vax” non è nuova alle proteste. In passato si era schierata contro l’installazione delle antenne 5G e sul suo profilo Facebook invoca spesso “Dio” e cita “Osho”, un santone indiano che professava il risveglio spirituale dell’individuo ed enfatizzava l’importanza della libertà, dell’amore, della meditazione, dell’umorismo e di una gioiosa celebrazione dell’esistenza, valori che egli riteneva soppressi dai sistemi di pensiero imposti dalla società e dalle fedi religiose. Fautore (sempre Osho) di una ribellione fondata sul senso critico e sul rifiuto di accettare qualsiasi norma di vita o valore sociale solo perché comunemente condivisi, con una forte avversione per le religioni organizzate e il mondo politico. La verità è che non è in discussione il lavoro di Perinetto come Garante dei detenuti presso il carcere di Ivrea. Tutt’altro. Quello che ha svolto (dal 2018 ad oggi) è stato un lavoro portato avanti con passione e rispetto. Glielo riconoscono tutti. Sempre pronta a farsi portatrice delle istanze dei detenuti. Il dito è puntato semmai sulla sua posizione contro il green pass e, soprattutto, su alcuni post “condivisi” su Facebook. In uno si è “accodata” a chi si stava scagliando contro il Presidente del consiglio Mario Draghi, paragonandolo a Cesare Battisti, leader del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, condannato all’ergastolo per 4 omicidi, latitante fino al 2019 e poi arrestato in Bolivia e portato in Italia dove è detenuto nel carcere di Rossano. “Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli. L’altro è Cesare Battisti”. Dove per “criminale” si intende il premier Mario Draghi.  Stupidità?  Semplice condivisione senza star troppo a pensarci su?  Un copia e incolla come se ne fanno tanti?  A specifica domanda Perinetto ha preferito non rilasciarci dichiarazioni. “Non ho nulla da dire. Non disturbatemi più...”. Fine della comunicazione. Durissima la sua reazione anche contro le forze dell’ordine, dopo lo sgombero del presidio al porto di Trieste, perchè avrebbero: «calpestato la Costituzione». E poi c’è lei che definisce la protesta triestina «la Tiennanmen italiana». E sempre lei a condividere un fotomontaggio con Benito Mussolini e il poliziotto che aveva dato il via allo sgombero.

Pioggia di critiche

Da qui in avanti un mare di critiche e, tra le tante, quella del garante nazionale dei detenuti Mauro Palma, che ha chiesto al sindaco  di Ivrea Stefano Sertoli di destituirla dall’incarico.  “Il parallelo da lei proposto e le valutazioni espresse nel post sono inqualificabili – scrive PalmaE’ necessario che si stabiliscano delle linee omogenee affinché i garanti localmente designati rispondano a criteri di indipendenza e professionalità”.   Si è accodato Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone: “Non è questa la vocazione pedagogica e la cultura giuridica di coloro che rivestono incarichi istituzionali in materia di diritti umani. Va recuperato un linguaggio rispettoso degli altri e un senso di solidarietà che manca in chi decide di non vaccinarsi”.  E per Ettore Rosato, presidente di Italia Viva chi paragona Draghi a Battisti dandogli del criminale “non è garante del greenpass, né della buona educazione, e certamente può continuare ad esserlo dei detenuti”.  A chiedere l’allontanamento anche  il Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria: “Con tali preconcetti ideologici come si può assolvere con serenità ed equilibrio la delicata funzione di garante dei diritti dei detenuti? Se non sa distinguere la quarta carica dello Stato da un assassino è proprio la persona sbagliata nel posto sbagliato”.

Le indagini sui pestaggi

Bene però dire che, anche grazie alla caparbietà di Perinetto, insieme ad Antigone e al predecessero Armando Micalizza, la polizia penitenziaria di Ivrea dovrà rispondere a precise accuse sui pestaggi avvenuti tra il 2015 e il 2016, i cui fascicoli, dopo una lunga serie di rinvii sono stati avocati dalla Procura di Torino. Tornando a Trieste, che Perinetto non abbia fatto nulla per non farsi notare lo chiariscono una serie di suoi commenti. “Dicono che i manifestanti tiravano oggetti contro la polizia. Nessuno ha tirato niente, io ero lì”, commenta in un video. E l’11 ottobre Perinetto lanciava l’appello: “Riusciamo a farci sentire bloccando l’Italia? Vale la pena fare qualche sacrificio”.

Le reazioni a Ivrea

Tra le prime reazioni, a Ivrea, quella del consigliere comunale del Pd Gabriella Colosso.  “Come ex candidata a garante questa cosa mi ha sconvolto – ci dice –  Per i termini utilizzati. Chi copre certi ruoli non può esentarsi dal fare quello che lo Stato chiede. Nella nostra costituzione la salute non è tutelata come diritto del singolo ma nel suo insieme. Ancora di più se come garante devi relazionarti con altri. Considerando che c’è un obbligo ai tamponi e al green pass ormai da mesi, immagino che Perinetto non entri in carcere da un bel po’. Tutto questo mi sembra scandaloso…”.  Ha fatto seguito la richiesta formale di rimozione e sostituzione, indirizzata al sindaco e firmata dal capogruppo del Pd Maurizio Perinetti a nome del Gruppo del Partito Democratico “Ci sono limiti - ha stigmatizzato Perinetti - che non possono essere superati, tanto più da persone che ricoprono cariche istituzionali come in questo caso. Le espressioni usate dalla Garante Paola Perinetto sono assolutamente inaccettabili, al punto da ritenere non più compatibile la carica pubblica da lai attualmente ricoperta...”. Dello stesso avviso la  Lega. “In un momento in cui la tensione sociale è già alta rispetto al green pass – gli fa eco Anna Bono  - assume contorni grotteschi il fatto che una persona con un incarico istituzionale si scagli contro il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la cieca veemenza che abbiamo letto”.

Consiglio a porte chiuse

Anche da qui la decisione del sindaco Sertoli di convocare con urgenza una conferenza dei capigruppo per modificare l’ordine del giorno del consiglio comunale in programma per lunedì 25 ottobre, durante il quale la vicenda verrà trattata a porte chiuse. “Il consiglio si dovrà per prima cosa concentrare sull’operato di Perinetto - mette le man avanti il consigliere comunale Francesco Comotto - Non mi piace questo clima forcaiolo ma non mi sembra ci siano i margini per ricucire. Spererei nelle sue dimissioni...”. E Comotto ricorda quando, qualche anno fa, il senatore della Lega Roberto Calderoli diede dell’orango all’ex ministro  Cecile Kyenge. “Nonostante ci fossero evidenti risvolti razziali - osserva - in pochi gli chiesero di dimettersi...”. Questo per dire che in Italia ne abbiamo già sentite e lette di tutti i colori. Ironia della sorte, proprio questo consiglio, vantava tra i punti all’ordine del giorno l’aumento dell’indennità al garante, da 300 a mille euro, con una modifica del regolamento, proprio come aveva richiesto Paola Perinetto, qualche mese fa, durante un collegamento per la presentazione del lavoro svolto. “Sono esterrefatto -  s’è limitato a dire Stefano Sertoli - che una persona con incarichi istituzionali possa lasciarsi andare a tale pensiero e a pubblicarlo sui social. Stupito perché, fin qui, aveva svolto bene il suo incarico.”.  Il successore di Paola Perinetto uscirà probabilmente tra coloro che nel 2018 anni fa avevano presentato la domanda: Valeria Ferraris, Raffaele Orso Giacone e Giorgio Rosas Roberto.

Indagini della Digos

Tra le notizie dell’ultima ora quella dell’apertura di un fascicolo di indagine da parte della Procura di Ivrea, sulla base di un rapporto della Digos diretta da Carlo Ambra. Per ora non ci sono nè ipotesi di reato nè indagati
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