La città non dimentica. Gli eporediesi non dimenticano. I giornali non dimenticano. Sullo sfondo un Generale tra i più divisivi di tutti i tempi. Chissà se il Sostituto lo ha scritto nel libro dei verbali. La verità è che Vincenzo Ceratti nel 2019 ne ha combinate più di Bertoldo. Nei confronti della Mugnaia Federica Ranieri lasciata sola in più di una occasione. Nei confronti del Circolo Ufficiali, in combutta con il Presidente della Fondazione Piero Gillardi, per tagliare i ponti con il passato e con le vecchie leve. E per certi versi anche nei confronti dei giornali “non allineati” al pensiero “va tutto bene Monsieur le General”. Divisivo, egocentrico, iconoclasta … E un po’ è come se lo vedessimo. Al mattino, mentre si guarda allo specchio e si compiace di conoscere l’universomondo.
Lui che sa tutto o - se si preferisce - che sa tutto lui. Sa quando è l’ora di passeggiare per le strade della città e creare assembramenti in piena pandemia. Sa quando è l’ora di banchettare, girando intorno ai divieti. Sa pure - perchè parla con il Governo regionale un giorno sì e l’altro pure -quando si deve tornare a fare il Carnevale. E dire che da che era il “brutto anatroccolo” ad oggi, di tempo non non ne è passatopoi molto.
Il problema di Vincenzo Ceratti? L’ostentazione, l’esibizione, lo sfoggio, il continuo desiderio di voler mostrare qualcosa al mondo anche quando il mondo non lo sta affatto guardando. Diciamo che l’aver indossato i panni di Generale per ben due volte e mezza, quindi quelli di segretario cittadino di Forza Italia, hanno di fatto contribuito ad aumentarne l’esuberanza. Peraltro nella sua doppia veste, carnascialesca e politica, c’è da stare attenti anche per il futuro governo della città. E’ un attimo ritrovarselo sindaco, vicesindaco o assessore pronto a dividere i “buoni” dai “cattivi”, i “meritevoli” dai “non mertitevoli” eccetera eccetera…
Fortuna vuole che, oltre alla mugnaia Federica Ranieri in Grijuela e al Gran Segretario dell’Ordine della Mugnaia Luisa Mussano, in città anche altri non si stanno mordendo la lingua. Per qualcuno è l’Innominato, per altri “Il Pelato”.
Nell’elenco ci sono adesso pure gli Scorpioni d’Arduino. Ecco che cosa ci hanno recapitato….
“Il Direttivo degli Scorpioni d’Arduino, in merito alle dichiarazioni rilasciate alla Sentinella del Canavese dal signor Vincenzo Ceratti, intende fare alcune doverose precisazioni per fugare eventuali mistificazioni della realtà dei fatti. Per correttezza riportiamo fedelmente le parole di Ceratti: <<Se non sono andato alla cena degli Arduini – dice – è perché non ero stato invitato. Nei volantini che giravano per la città c’era solo il nome della Mugnaia. Non potevo andare a una cena senza essere invitato>>Si tratta di un episodio del 2019, ma assolutamente ben impresso nella nostra memoria a tal punto da ritrovarci ad effettuare questa nostra precisazione. Innanzitutto, la nostra tradizione vuole che alla Cena degli Scorpioni D’Oro vengano invitati TUTTI i personaggi della parte storica, senza esclusione alcuna, facendo recapitare loro l’invito attraverso i rispettivi addetti/aiutanti di campo e nel 2019 è accaduto così.Per chi non lo sapesse, la Cena degli Scorpioni D’Oro è un appuntamento che si svolge un Venerdì sera a distanza di qualche settimana dalla chiusura del carnevale ed è molto sentito dai nostri associati, in quanto riservato a coloro che hanno raggiunto l’undicesimo anno consecutivo di tiro ed a tal proposito rimarchiamo che non vengono affissi “manifesti” o stampati volantini pubblici proprio perché si tratta di un evento interno alla squadra....”.
Ah già dimenticavamo. La risposta dell’ex Brutto Anatroccolo“non s’è fatta attendere”. Sui social un post in cui ci definisce “il nulla” e dà del “niente” a Giancarlo Maffeo storico presidente degli Scorpioni d’Arduino. Amen!
Liborio La Mattina
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