Giurin giuretto. Tra le promesse, si spera non da “marinaio”, dell’Amministrazione comunale a guida veteroleghista che governa la città, ce n’è una che è bene ricordare. Ed è quella sull’indennità , o rimborso spese, al garante dei detenuti Paola Perinetto.
Se ne è parlato per l’ultima volta ad un consiglio comunale dello scorso mese di luglio grazie ad una delle tante mozioni delle Opposizioni. Dopo una discussione, come al solito, lunga come la quaresima, la giunta s’era impegnata a portarla da 300 ad almeno a mille euro all’anno.“Ho poco da aggiungere – aveva in allora commentato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti – salvo chiedere di passare dalle parole ai fatti. Tutti abbiamo sostenuto che il carcere è un quartiere della città e tutti abbiamo sottolineato l’inadeguatezza dello stanziamento. E’ anche una questione di sensibilità politica…”.
Dello stesso avviso il consigliere comunale Francesco Comotto.“Mi sembrava ci fosse una volontà in tal senso – aveva sottolineato – Ricordo che quando abbiamo appreso delle 300 euro ci siamo tutti messi una mano sulla coscienza. A me paiono pochi anche quei 1000 euro all’anno….”
Il grillino Massimo Fresc aveva citato i diritti negati ai detenuti nel tempo del Covid, sui colloqui, sulle visite, sul rispetto delle tempistiche per alcune domande e procedimenti.“Meno male che c’è il Garante – aveva aggiunto – Durante la pandemia solo lei poteva entrare nella struttura. Si è fatta carico di tutte le situazioni critiche, con più di un centinaio di colloqui e un impegno di oltre 100 ore…”.
E quindi che si fa?
Stando alla cronaca, si sarebbe dovuto modificare prima il regolamento del Garante approvato il 27 novembre del 2012. E’ infatti lì che si stabilivano di quanto sarebbe stata l’indennità, cioè le attuali 300 euro all’anno.“Porteremo la modifica al prossimo consiglio comunale”, aveva promesso il presidente Diego Borla.
Ecco: dovremmo quasi essere al dunque. Vedremo…
E quando si parla di Paola Perinetto, però, due cose bisogna ribadirle. Per intanto che nei giorni di mercatoin tanti l’hanno già vista passare tra i banchi di frutta e verdura a raccogliere quella più matura, quella che i mercandin non venderebbero più, quella del buon cuore di chi la offre gratuitamente. Mele, pere, arance quando ci sono le arance, kiwi e tante altro ben di Dio da distribuire tra i detenuti del carcere di Ivrea.Paola Perinetto (chi la conosce lo sa) è fatta così. Era così prima di accettare l’incarico, lo è a maggior ragione oggi.
Anche per questo quei 300 euro di “rimborsi spese” all’anno attribuiti dall’Amministrazione comunale “gridano vendetta”.
Se ne lamentava già il predecessore Armando Michelizza e, durante un consiglio comunale trasmesso on-line nel gennaio 2020 il consiglio comunale ne aveva preso atto e si era anche un po’ vergognato.
“Una cifra esigua– aveva sottolineato Perinetto – Piccola perchè limita la possibilità di incontrare, partecipare a convegni e formazioni con lo scopo di rendere più incisivo l’intervento del garante sul territorio. Spesso devo intervenire pagando personalmente o rinunciando…”.
E di fronte a quella che era stata per tutti una notizia – e pure brutta – la reazione non si era fatta attendere e il sindaco Stefano Sertoli si era impegnato (mettendoci la faccia) a modificare lo stanziamento in bilancio. Parole al vento considerando che da allora sono passati più di 9 mesi, si sono già fatte almeno un paio i variazioni di bilancio e manco a dirlo lo stanziamento è rimasto di 300 euro anche nelbilancio unico di previsione 2021-2023.
Liborio La Mattina
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