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IVREA. Dai cassetti polverosi del Municipio spuntano un paio di delibere sull’Anfiteatro romano: c’è da mettersi a piangere ...

IVREA. Dai cassetti polverosi del Municipio spuntano un paio di  delibere sull’Anfiteatro romano: c’è da  mettersi a piangere ...

anfiteatro romano di Ivrea

Nell’ambito del progetto di revisione del Patrimonio comunale c’è l’Anfiteatro Romano, che, insieme al castello, all’Unesco, alla via Francigena potrebbe diventare un volano importante di sviluppo economico, turistico e culturale della città. “Da anni la percezione, anche nei nostri uffici comunali, era che l’Anfiteatro (con casa del custode e  parcheggio) fosse di esclusiva proprietà del Demanio. - commenta in un comunicato stampa il vicesindaco Elisabetta Piccoli - Abbiamo piacevolmente scoperto che più di tre quarti del bene è, da quasi 50 anni, di proprietà del Comune....” Più nello specifico nel 1969, con delibera n.113, il Consiglio Comunale ha dato mandato alla giunta di  acquisire gli immobili necessari alla “sistemazione urbanistica della zona dell’Anfiteatro romano”;  nel 1973  si è perfezionato un primo acquisto e nel 1980 un secondo.  Prossimamente l’Amministrazione comunale procederà all’acquisto di quel che rimane nelle mani del  Demanio o a richiederne la disponibilità. E già ci immaginiamo la faccia di qualche lettore alla domanda su come sia possibile che in Municipio si trovino delle “carte” così per caso, carte che nessun “buon padre di famiglia” - e volutamente utilizziamo una terminologia giuridica - dimenticherebbe mai nel cassetto. Insomma non c’è niente di cui brindare, al massimo c’è da mettersi a piangere e pure tanto... E per chi non ne conoscesse l’esistenza spieghiamo che quando si parla di Anfiteatro Morenico ci si riferisce a quel che resta di grande edificio di forma ellittica destinato a ospitare da dieci a quindicimila spettatori, dedicato ai giochi dei gladiatori, agli spettacoli di caccia e alle esecuzioni capitali dei “dannati ad bestias”, ovvero di coloro che erano stati condannati a essere sbranati o dilaniati da bestie feroci. Costruito a metà del I secolo d.c. nei pressi della strada per Vercelli, addossato a sud a un poderoso muraglione che aveva la funzione di sostegno per il terreno digradante.  l.l.m.
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