Si dice che chi dorme non piglia pesci e il risultato è sotto gli occhi di tutti. A dormire (sonni profondi, sigh) continua ad essere l’Amministrazione comunale guidata dal “soporifero”
Stefano Sertoli, ancor più soporifero (concedeteci questa divagazione non tanto poetica) nelle occasioni in cui s’accompagna ad alcuni esponenti di giunta (sigh!). Tant’è! Tornando a chi dorme, la notizia è che non esiste ancora un seguito alle dimissioni, avvenute a giugno, per motivi di salute, dell’ultimo presidente della
Fondazione Guelpa Roberto Battegazzorre.
In vista non c’è alcun bando e se anche si dovessero velocizzare le pratiche, mettendo la quinta o la sesta marcia, prima della fine dell’anno (siamo a settembre) il “nominato” non sarà operativo, anche considerando che questa volta dovrà pure essere votato dal consiglio comunale.
Sveglia
Sertoli, giù dalle brande, il sole è già alto nel cielo!
La domanda è: può restare senza guida un Ente che dovrebbe condurre e impacchettare tutta la partita della nuova biblioteca?
E ancora: si è pensato a che futuro dare alla Fondazione?
E sembra quasi una “maledizione”. La maledizione della Fondazione Guelpa che in poco meno di tre anni ha già visto succedere non uno, non due, addirittura tre diversi presidenti e prima di Roberto Battegazzorre, ricordiamo Luca Beatrice. E prima di Beatrice quel Domenico Iallà, su cui l’ex sindaco Carlo Della Pepa costruì le barricate, quasi rischiando di far cadere il governo della città.
Risuonano ancora le parole della nostra ultima intervista all’ultimo presidente.
“Il momento per la Fondazione è nodale in quanto se il suo ruolo non sarà riprogettato è difficile immaginare un futuro diverso dalla chiusura - ci disse -
Forse un presidente eletto dal Consiglio comunale, come prescrive il nuovo statuto, potrebbe cambiare, o chiarire, le prospettive. L’ho già detto al Sindaco, dovrebbe avere competenze amministrative per riequilibrare le componenti attuali del consiglio di amministrazione che sono per la metà di impronta “artistica”.
Un po’ c’è da capirli (s’intende quelli della giunta), il nuovo presidente, infatti, per com’è andata negli ultimi tre anni, dovrà per forza di cose essere un “non pensante”, un “non vedente”, un “non” e basta, supino alle linee, guida informalmente tracciate dalla giunta, che sono a dir poco imbarazzanti.
Anche quest’anno, infatti, la Fondazione Guelpa (crepi l’avarizia) spenderà più di 250 mila euro per finanziare le attività culturali della città. Soldi trasferiti all’Amministrazione comunale (con gaudio e tripudio dell’assessore
Costanza Casali) che a sua volta li ha distribuiti e li continuerà a distribuire, attraverso i bandi, alle associazioni e, in parte, li sta utilizzando per mandare avanti il Museo Garda. Senza alcun dubbio un mucchio di soldi considerando che si era detto (non ce lo siamo certo sognato la notte) che si sarebbe dovuta mettere la parola “fine” alle erogazioni per non correre il rischio di ritrovarsi prima o poi senza i fondi necessari per la nuova Biblioteca.
“La verità – scrivevamo qualche mese fa –
è che la nuova biblioteca, forse, in fondo in fondo, non la si vuole costruire, comunque non adesso, a due anni dalle elezioni amministrative, con la necessità che c’è di far divertire la popolazione e continuare ad alimentare un certo clientelismo…”.
A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca e, anche in questo caso, a farcelo pensare sono i numeri. Ci dicono che dei 7,5 milioni a disposizione ne sono stati stanziati 1,7 per
la demolizione del Cena e per i certificati anti-incendio della vecchia biblioteca, altri 2,5 per il funzionamento dell’Ente (cioè per le attività culturali di cui sopra (da spendere e spandere come si puote), infine, quel che rimane, vale a dire circa 3,3 milioni, per gli investimenti.
Morale?
I 3,3 milioni per una nuova biblioteca non basteranno. Ce ne vorrebbero almeno 6 o 7, cioè tutti i soldi attualmente in cassa. Certo si potrà attivare un mutuo. Si potranno cercare sponsorizzazioni.
Si potrà anche dire che la coperta e corta o tirare due “imprecazioni” a chi c’era prima, ma in tutta verità questa sembra la favola della formica e della cicala, in una città che quando si parla di cultura (Carnevale, San Sasn Savino, Grande Invasione ecc) non si fa alcun problema ad aprire la borsa della spesa. Figuriamoci se non lo farà a due anni dalle elezioni.
“Questo è il problema – metteva già le mani avanti con noi
Roberto Battegazzorre –
Si deve assolutamente chiarire il destino della Fondazione...”
Insomma, senza star troppo a girarci intorno, così come stanno le cose, la Fondazione Guelpa erogherà quel che gli rimarrà in cassa e poi si esaurirà….
Che si sia già giunti praticamente al “capolinea” lo dimostra la
dipartita, del segretario generale
Manuela Mondino, sostituita ad agosto da
Elisa Brunero, una semplice impiegata amministrativa (non ce ne voglia la nuova arrivata), del tutto in linea con le caratteristiche dell’avviso pubblico di luglio per un contratto a tempo determinato di tre anni part-time.
Cosa ci piacerebbe? Sapere cosa ne pensano gli altri mebri del cda: da Daniela Broglio a Giacomo Bottino, passando per Giancarlo Guardini e al vicepresidente Bartolomeo Corsini. Se non glielo chiediamo direttamente è solo per non metterli in imbarazzo.
Il futuro
Quel che si spera è che prossimamente in consiglio comunale si cominci a discutere seriamente del futuro di un Ente nato per costruire una biblioteca e un museo ma che nel corso degli anni si è praticamente limitato a
erogare contributi a destra e a manca nè più e nè meno di un bancomat.
Finito il tempo in cui grazie agli interessi che maturavano sulla cospicua eredità lasciataci dalla buonanima di Lucia Guelpa (circa 8 milioni) si riuscivano ad accontentare tutti o quasi, si dovrà decidere che futuro può avere – e se lo ha – un organismo destinato a rimanere senza soldi.
Tra le tante domande che aspettano una risposta peraltro c’è quella sull’acquisto di una quota pari a 100 mila euro della Società Mozart s.r.l., proprietaria della nuda proprietà dell’Auditorium del Liceo Musicale. Manca ancora – e non se ne capisce il perché – il parere della Corte dei Conti, sollecitato dall’ex membro del cda Franca Vallino, dimissionaria proprio per
questo.
Liborio La Mattina