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IVREA. Fondazione storico Carnevale: via Gillardi, largo a Binaghi?

IVREA. Fondazione storico Carnevale: via Gillardi, largo a Binaghi?

Gillardi Piero, presidente della Fondazione dello storico Carnevale

Ottimo! Ci siamo! Ancora qualche settimana (si spera non mesi) e si conoscerà il nome del nuovo presidente della Fondazione dello storico Carnevale.  Le domande dovevano pervenire all’ufficio protocollo del Comune entro il 30 giugno e ne sono arrivate tre. Quella dell'uscente Piero Gillardi (proprio non se ne vuole andare.... sigh!), di Franco Rosso e di Roberto Binaghi. Franco Rosso, ex dirigente Telecom e presidente dell'Associazione sportiva Rugby, è uno che con il Carnevale ha un feeling davvero particolare. Vicepresidente della Fagiolata del Castellazzo, ex presidente dei Mercenari ai tempi del Consorzio dello storico carnevale collaborò con le presidenze di Paolo Bruni e Ottavia Mermoz. Nel curriculum di Roberto Binaghi (molto vicino alla senatrice Virginia Tiraboschi) una sfilza di incarichi ricoperti ai massimi livelli dell'organigramma. In Nielsen, in Cia Media Network, in Mindshare, in Omd, in GroupM Italy, in  Manzoni,in Assocomunicazione e nel consiglio di amministrazione di Audiweb, Audipress ed Audiposter. E' anche stato presidente di IAB Italia. Oltre ad un nuovo presidente, il sindaco Stefano Sertoli (come da nuovo statuto) dovrà procedere alla nomina dei quattro consiglieri di amministrazione. Tre scelti in una rosa di dieci persone proposte dalla Conferenza dei capigruppo e uno su indicazione dell'Associazione delle Componenti (che ancora non c'è!). Alla buon ora considerando che il cda, composto oltrechè da Piero Gillardi  anche da Roberto Panetti (vice Presidente), Marina Zannini, Marco Boni e Paolo Cafasso  è da considerarsi scaduto come minimo dal giugno del 2020, con la chiusura del bilancio dell’edizione 2019. L'intero nuovo cda, come da nuove disposizioni, scadrà nel 2023 con la fine della legislatura. Tra gli ultimi impegni di Gillardi c'è il bilancio da chiudersi entro settembre. Da un punto di vista politico, non c'è più uno, seduto tra le file dell'Opposizione o della maggioranza, che pensi di riaffidare l'incarico a Gillardi. Peraltro a benedire l’operazione #mandiamoloacasasubito era stata, qualche mese fa, durante una riunione di maggioranza, anche la senatrice azzurra Virginia Tiraboschi, sottolineando come la manifestazione abbia oggi bisogno più che mai, non solo di organizzatori che sappiano promuoverla a livello internazionale, ma capaci di trovare sponsorizzazioni all’altezza dei costi. Insomma ci vorrebbe un manager (Binaghi potrebbe essere l'uomo giusto) prestato al Carnevale e non un “piantagrane” come più o meno tutti, con diverse sfumature, hanno apostrofato Gillardi. Che i suoi giorni siano contati, lo si era capito chiaro e tondo anche dalle parole del sindaco pronunciate, in due diversi consigli comunali, in occasione della presa d’atto della seconda versione del nuovo statuto che riportava a 5 i membri del cda che Gillardi avrebbe voluto portare a 7, come richiesto dalla Regione Piemonte. “Credo che vada riconosciuto al cda di aver lavorato al meglio delle proprie capacità e possibilità…” s’era lasciato andare Sertoli.  Che tradotto significa: “… arrivano fino a lì!”. L’ennesima occasione per far dire alle Opposizioni quanto fossero distanti da un modello di gestione che ha creato solo tensione, frizioni e spaccature con il Comitato delle Componenti e con il Circolo Ufficiali e, al sindaco, di voler lavorare per  un nuovo statuto. Dai disastri statutari a quelli giudiziari con la querela presentata dell’ex vivandiera Federica Di Matteo nei confronti di Alberto Bombonato, candidato si a vestire i panni di Generale. Poi lo scontro al Tar promosso da 11 ufficiali sui 29 esclusi dal bando di arruolamento e, infine, la richiesta al Tar di Bombonato per annullare l’atto con cui il cda aveva rinominato Vincenzo Ceratti per la seconda volta (e siam tutti in attesa della sentenza del Tar). Infine, e fanno “tre disastri”, il problema finanziario dell’edizione 2019 chiusasi con una stratosferica perdita di 36.947 euro nonostante gli incassi per gli ingressi fossero passati da 132 a 176 mila (44 mila in più) e i contributi pubblici  da 141 a 186 mila.  In coda lo scandalo per una gara riguardanti i servizi tecnici, della bellezza di 48.700 euro, aggiudicata a Edil di Renzo Pagliero di Castellamonte e subito subappaltata alla Sicet di Gianluca Actis Perino, che in Fondazione occupava il ruolo di “responsabile organizzativo”. Insomma, nelle prossime settimane terminerà la peggiore gestione di un Ente a cui la città abbia mai dovuto assistere, subendola. E adesso che si fa? Il problema è che aldilà della  “forma”, nella sostanza, le Componenti non riescono proprio a digerire di dover passare da due a un rappresentante in seno al cda eletto da una associazione che è ancora da costituire e non sarà facile trovare la sintesi. Da qui il comunicato del 9 febbraio 2020 in cui il Comitato delle Componenti bollava la decisione come un “fatto gravissimo”  e definiva la Fondazione  sorda e inerte di fronte agli appelli rivoltigli. Le Componenti infine chiedevano al sindaco la convocazione di un tavolo di lavoro nella prima decade di marzo il più possibile allargata. Quasi inutile sottolineare che di quel tavolo non se n’è vista traccia, così come è rimasto lettera morta  l’impegno assunto sempre dal sindaco nella seduta del 25 novembre 2019 di convocare una riunione dei capigruppo con il Consiglio di Amministrazione della Fondazione. “Il Carnevale di Ivrea  – stigmatizzano Perinetti, Fresc e Comotto – è una manifestazione di tutta la città, delle sue componenti che contribuiscono a realizzarla e renderla viva e non appannaggio di un gruppo ristretto di persone facenti parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione”
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