Inumeri sono di un’oggettività tremenda. E i numeri sono questi. Anche quest’anno la Fondazione Guelpa (crepi l’avarizia) spenderà la bellezza di 256 mila euro per finanziare le attività culturali della città. Tutti trasferiti all’Amministrazione comunale (con gaudio e tripudio dell’assessore Costanza Casali) che a sua volta li ha distribuiti e li distribuirà, attraverso un bando, alle associazioni e, in parte, li sta utilizzando per mandare avanti il Museo Garda. Senza alcun dubbio un mucchio di soldi considerando che si era detto (non ce lo siamo certo sognato la notte) che si sarebbe dovuta mettere la parola “stop” alle erogazioni per non correre il rischio di ritrovarsi prima o poi senza i fondi necessari per la nuova Biblioteca.
La verità è che la nuova biblioteca, forse, in fondo in fondo, non la si vuole costruire, comunque non adesso, a due anni dalle elezioni amministrative, con la necessità che c’è di far divertire la popolazione e continuare ad alimentare un certo clientelismo. Le cose van così fin dai tempi deiromani nell’arena, sarà già che doveva proprio essere Sertoli (non è mica un gladiatore) a darci un taglio.
A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca e, anche in questo caso, a farcelo pensare sono i numeri. Ci dicono che dei 7,5 milioni a disposizione ne sono stati stanziati 1,7 perla demolizione del Cena e per i certificati anti-incendio della vecchia biblioteca, altri 2,5 per il funzionamento dell’Ente (cioè per le attività culturali di cui sopra (da spendere e spandere come si puote), infine, quel che rimane, vale a dire circa 3,3 milioni, per la nuova biblioteca.
Morale?
I 3,3 milioni per una nuova biblioteca non bastano. Ce ne vorrebbero almeno 6 o 7, cioè tutti i soldi attualmente in cassa. Certo si potrà attivare un mutuo. Si potranno cercare sponsorizzazioni.Si potrà dire che la coperta e corta, ma in tutta verità questa sembra la favola della formica e della cicala, in una città che quando si parla di cultura non c’è alcun limite alla borsa della spesa. Per questo non ci sono soldi per le manutenzioni, perchè evaporano con il Carnevale, con la Grande Invasione, con San Savino, con il Teatro eccetera, ecccetera..
In futuro, le Amministrazioni che verranno, con un pizzico di fortuna magari riusciranno ad accendere un mutuo ma anche loro dovranno fare i conti con una serie di “Se” e i “Se” sono così tanti da far strabuzzare gli occhi.
“Questo è un po’ il problema - mette le mani avanti anche il presidente della Fondazione Guelpa Roberto Battegazzorre - Noi dobbiamo assolutamente chiarire il destino della Fondazione. Da un punto di vista finanziario, almeno nel brevissimo periodo, non si preannuncia un rialzo del rendimento dei titoli e gli interessi sul capitale sono vicini allo zero. Una ripresa del ruolo della Fondazione come gestori di Fondi, proprio non ce lo vedo almeno nell’arco dei prossimi5 o 6 anni. Erogherà quel che gli rimarrà in cassa e poi si esaurirà…. In realtà con le indicazioni forniteci dall’Amministrazione Comunale la nostra missione sarebbe già praticamente terminata. E’ vero che i fondi stanziati nonsaranno sufficienti per fare una biblioteca ma il Comune ha sempre dichiarato di voler integrare...”
Tra le ultime operazioni portate avanti da Battegazzorre c’è un “Challenge” con l’Alta Scuola Politecnica creata dal Politecnico di Torino e dal Politecnico di Milano. Alcuni dei migliori studenti del triennio (circa 6 o 7),coordinati dai migliori professori dei due atenei, entro un anno, realizzeranno un progetto “architettonico” logistico e digitale sul polo culturale di Ivrea. Proposto dalla Fondazione Guelpa (a cui competeranno alcune piccole spese) sarà completamente finanziato dal Miur.
“Servirà all’architetto o agli architetti -chiarisce Battegazzorre - in fase di progettazione esecutiva della nuova biblioteca. L’obiettivo del Challenge è di allargare il campo ad altre scienze oltre all’architettura...”
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