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La mozione di Filippin trasforma il consiglio in una Babele

La mozione di Filippin trasforma il consiglio in una Babele

Matteo Filippin, candidato sindaco di "Lanzo per Noi"

Quando, durante l'ultimo consiglio comunale, il capogruppo di Lanzo per Noi Matteo Filippin ha letto il testo della sua mozione sulla costruzione di un tavolo di monitoraggio sulla crisi economica, si capiva già che le idee che conteneva non sarebbero passate facilmente. Alla fine della discussione della mozione (che coincideva con la fine del consiglio) si è arrivati a una proposta che accontentava un po' tutti, e che infatti tutti hanno votato. E recita più o meno così: l'idea del tavolo di monitoraggio verrà discussa in sede extraconsiliare (forse) per capirci qualcosa in più. Anche perché dal dibattito in parlamentino, che su questo punto è rimasto impantanato per circa un'ora, non si è capito granché. La sua proposta Filippin l'aveva lanciata anche su questo giornale. In generale, l'idea era chiara: chiedere l’istituzione di un tavolo anticrisi straordinario per monitorare, ridurre e arginare le conseguenze della crisi energetica, economica e sociale. Il tavolo dovrebbe, secondo Filippin, coinvolgere enti locali, terzo settore, servizi sociali e via dicendo. Tutti assieme, i vari attori dovrebbero impegnarsi per raccogliere dati e informazioni sulla crisi. Per darle un nome, insomma, e per prendere i dovuti provvedimenti. La risposta dei membri della Giunta non si è fatta attendere, ed è stata abbastanza fredda. "Lanzo non è un'isola felice né un'isola infelice - ha messo così i puntini sulle i l'assessore Ernestina Assalto -. E' collegata al territorio nazionale, e risponde alla crisi come sta rispondendo tutto il territorio". Cioè male. E il fatto è che per Assalto (e pure per Vottero che ha ribadito gli stessi messaggi) non serve mettere in piedi grandi indagini sociologiche per capirlo: è davanti agli occhi di tutto, soprattutto ai loro, che operano sul territorio quotidianamente. Non sarebbe neanche giustificato il carattere "eccezionale" che Filippin attribuiva al territorio nella sua mozione: certo, hanno risposto dalla Giunta, il territorio è in un'area interna, e sta avendo le stesse difficoltà delle altre aree interne... Insomma, Filippin voleva provare a dare un nome e un cognome alla dimensione "lanzese" della crisi, facendo delle indagini approfondite su scala territoriale. Assalto, invece, pensa che vada bene così, tanto ci sono gli assessori competenti che hanno tutti i dati a disposizione. E quindi il capogruppo di minoranza l'avrebbe fatta troppo lunga quando in realtà i dati che cerca ci sono già tutti. Forse però la proposta di Filippin era diversa. Poteva essere astratta e generale, e forse nelle sue intenzioni c'era proprio quello di concretizzarla e possibilmente di iniziare a buttare giù l'atto di nascita. Secondo il consigliere sarebbe stato necessario non solo disporre di dati immediati e non contestualizzati (tipo il numero di residenti che percepiscono il reddito, tanto per dirne uno) ma di un quadro più generale che aiuti il comune a farsi valere anche di fronte alle istituzioni sovraordinate, numeri alla mano. Cosa che peraltro il Comune vuole fare: in consiglio, infatti, poco prima della mozione di Filippin, c'era in approvazione un ordine del giorno dell'Uncem con chi si chiedeva agli enti superiori di reagire il prima possibile al caro energia. Niente, dalla Giunta non sembravano convinti. Ma quindi, idea bocciata? Non proprio... dopo una buona mezz'ora di consiglio - Babele con un botta e risposta infarciti di esempi di ogni tipo, si arriva alla conclusione di "affidarci a un tecnico, se no ci arrampichiamo sugli specchi" (Filippin) e di rimandare tutto alla prossima volta. Soluzione non condivisa da Vottero, che con piglio realistico ha concluso amaramente: "Il problema è che se rinviamo poi ricominciamo tutto daccapo"...        
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