LANZO. Domenica 1 maggio alle ore 21, al teatro Flecchia a LanzoIncontra, la regista e attrice Elisa Macario Ban porterà in scena il suo spettacolo “Parole d’America”. La giovane regista ciriacese aveva già portato a Lanzo lo spettacolo “Sacre Sindoni”, dedicato ai lavoratori dell’Ipca di Ciriè.
Con “Parole d’America” si torna a parlare di lavoro, ma lo si fa da un’altra prospettiva. I protagonisti, infatti, si spostano dall’Italia agli Stati Uniti proprio per ricercare un’occupazione. Siamo all’inizio del ventesimo secolo e gli Stati Uniti costituivano una meta agognata da coloro che venivano dal lato povero del mondo. Lo spettacolo ha già debuttato a Torino, e quella di Lanzo sarà dunque la prima volta in cui verrà recitato in provincia.
“I protagonisti Giovanni e Maddalena - anticipa Elisa Macario Ban - partono uno dal Canavese e l’altra dal sud Italia, e si ritrovano allo sbarco per andare a Ellis Island”. Una storia come tante ce ne furono in quel giro di anni, che costituirono per l’Italia anni di emigrazione massiva verso altri lidi, nella speranza condivisa di trovare condizioni di vita migliori.
“Ho voluto raccontare i migranti di ieri per parlare anche di quelli di oggi - spiega Macario Ban - e ho voluto dedicare lo spettacolo a chi oggi è costretto a scappare dal proprio paese per i motivi più svariati, ad esempio la guerra”.
La storia che sta alla base dello spettacolo è basata su episodi realmente accaduti, e che la regista conosce di prima mano: “La storia - dice - è tratta liberamente dalla vita di mio bisnonno, che andò due volte in America”.
Centrale, come un filo rosso che attraversa tutto lo spettacolo, è l’idea del sogno americano: “I due protagonisti, dapprima, lo cercano, ma ne vivono anche la crisi”. Le difficoltà per un italiano negli USA sono infatti tutt’altro che modeste: “Gli italiani venivano chiamati ‘pelle oliva’, ‘mafiosi’, ‘anarchici’ e ‘assassini’” racconta la regista, che ha fatto precedere alla scrittura dello spettacolo un dettagliato momento di documentazione.
Altro tema fondamentale è quello del sacrificio e della forza di volontà riposta interamente in un progetto di costruzione del proprio futuro. Tema che, inevitabilmente, si intreccia con la lotta delle donne per l’autoaffermazione.
“Maddalena, infatti, trova lavoro non appena giunge negli Stati Uniti - racconta MacarioBan - grazie alla sua caparbietà, e questo la porta a costruirsi l’idea che l’emancipazione è possibile negli USA, mentre in Italia non lo è. Ai suoi occhi, così, l’indipendenza femminile si intreccia col sogno americano”.
Nonostante il tema comune, il lavoro, per Elisa Macario Ban questo spettacolo differisce radicalmente dal precedente, “Sacre Sindoni”: “Questo spettacolo è più poetico, dà meno fastidio del precedente”.
Eppure ha un messaggio forte e chiaro per chi vi assisterà: “Racconta di come potremmo essere costretti da un giorno all’altro a fare una scelta di migrazione. In questo momento, però, ci troviamo nella posizione di accogliere chi emigra, e non siamo ancora in grado di accettare il nuovo e il diverso, nonostante l’incontro tra culture diverse sia sicuramente difficile”. fm
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