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GROSCAVALLO. Per la farmacia di Migliere non tutto è perduto

GROSCAVALLO. Per la farmacia di Migliere non tutto è perduto

Giuseppe Giacomelli, sindaco di Groscavallo

Non tutto è perduto. C’è una speranza di non veder chiudere per sempre la farmacia di Migliere, a Groscavallo.  Ad affermarlo è il sindaco, Giuseppe Giacomelli, che racconta di aver fatto «tutto il possibile per il mantenimento del servizio sul territorio». 

«Ci sono un paio di trattative di acquisizione in corso, diversi soggetti sono interessati - racconta Giacomelli -.   Io non ho nessun titolo per obbligare l’attuale gestore a rimanere a Groscavallo, ma vorrei che fosse molto chiaro che la chiusura non c’entra nulla con il costo dell’affitto dell’immobile, anche se qualcuno dice il contrario».

Qualcuno, basta fare due più due, è il gruppo di minoranza “Groscavallo Domani”, che qualche giorno fa ha pubblicato un post su Facebook proprio sugli affitti annuali dei locali di proprietà del Comune, tra i quali la farmacia, che al terzo anno di gestione ha pagato di locazione 3.190 euro, molto di più rispetto ad altre proprietà comunali affittate ad attività commerciali e non.

«Ho parlato con alcuni dei soggetti interessati, mi hanno contattato e mi hanno detto chiaramente che avere 3mila euro di affitto all’anno non inficia sul bilancio, non è la cifra che ti fa decidere di tenere aperta o chiusa una farmacia -  racconta -. E poi dev’essere chiaro che a me, personalmente, la farmacista non ha detto nulla. Ha preso carta e penna e ha mandato una Pec al Comune, alla Regione e all’Asl dicendo che il 1° ottobre avrebbe chiuso. Da quel che mi risulta non ci sono state lamentele sul canone».

Per rendere possibile una trattativa privata per l’acquisto della licenza della farmacia, Giacomelli si è recato dall’attuale gestore per chiedere un posticipo della chiusura.  «Le avevo chiesto una sospensione fino al 31 dicembre, lei ha fatto richiesta fino al 15 novembre - prosegue il sindaco -. Adesso so che c’è una trattativa in corso e non posso fare altro che sperare che vada in porto, così che non si interrompa il servizio».

E se la trattativa non dovesse andare a buon fine? «La farmacista darebbe indietro la licenza e noi chiederemmo alla Regione di metterla a bando, ma i tempi si allungherebbero» ammette Giacomelli.

Il primo cittadino racconta comunque di aver fatto tutto quanto in suo potere per sventare la chiusura.

«Sono andato personalmente a parlare con la farmacista per trovare una soluzione, ma mi ha risposto che non c’è nulla da fare - conclude -. Avrà le sue motivazioni, io non le so ma non posso contestare una sua scelta. Avrei anche potuto ridurre l’affitto, ma non certo azzerarlo, altrimenti avrei dovuto azzerare il canone a tutti e non sarebbe possibile con un bilancio come quello di Groscavallo. Bisogna anche dire che alcuni cittadini che ora si lamentano della chiusura sono gli stessi che, quando l’abbiamo fatta aprire, avevano polemizzato per lo sperpero di denari pubblici. Ma in tutti questi anni il servizio è servito e ora, che si rischia di perderlo, dispiace a tutti...».

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