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31 Luglio 2021 - 13:08
Silvio Magliano, consigliere metropolitano in forza ai Moderati
«La sicurezza stradale tra Caselle e Leinì non può essere subordinata alla costruzione di un centro commerciale». Parole dure quelle di Silvio Magliano, consigliere metropolitano, che nei giorni scorsi ha interrogato i vertici dell’ex provincia in merito al progetto per la nuova rotonda tra la Sp10 e la Sp460, un’opera che leinicesi e casellesi aspettano da almeno vent’anni per mettere in sicurezza un tratto di strada notoriamente pericoloso.
Il progetto esiste già da tempo e prevede la realizzazione di ben due rotonde, ma il problema è la mancanza di soldi, soldi che le pubbliche amministrazioni avrebbero trovato nell’ambito della costruzione del Caselle Open Mall come opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione. La pandemia e varie vicissitudini hanno però rallentato di gran lunga la costruzione del maxi centro commerciale e, di conseguenza, della tanto agognata rotonda.
«La risposta datami dal consigliere delegato ci lascia perplessi - sostiene Magliano -. Non ci risulta, come sostengono, che il Comune di Leini abbia ancora pratiche da svolgere o che debba comunque terminare procedure di esproprio dei terreni. Abbiamo di contro ben chiara l’urgenza di intervenire su quel tratto di strada e di territorio. La sicurezza delle nostre strade è precedente e prioritaria, da tutti i punti di vista, rispetto al progetto del centro commerciale Open Mall di Caselle e deve essere garantita a prescindere dalla realizzazione del centro commerciale stesso. Facciamo nostre senza mezzi termini le richieste dei sindaci e dei residenti di questa porzione di territorio».
Il vero problema riguarda le tempistiche molto incerte per la costruzione del Caselle Open Mall. «La realizzazione è tutt’altro che certa, se non nell’esito finale quantomeno nei tempi - rimarca Magliano -. Pretendiamo certezza assoluta e tempi brevi, invece, per quanto riguarda la realizzazione delle due rotonde. La sicurezza stradale del nostro territorio non può essere vincolata alla realizzazione di un centro commerciale. Il problema di sicurezza esiste peraltro da ben prima dell’ipotesi di costruire l’Open Mall e deve essere risolto a prescindere dalla realizzazione di quest’ultimo. La Città Metropolitana prenda un impegno e decida di intervenire direttamente se, entro una certa data, le due rotonde non saranno state realizzate da Satac. L’opera serve per la sicurezza di quel tratto di strada e di quell’intersezione, concepirla come mero intervento urbanistico alla luce dell’aumento del traffico potenzialmente causato dall’apertura del centro commerciale è un punto di vista miope. Satac ha più volte fatto sapere di non avere certezze sui tempi di realizzazione del Centro Commerciale e ha ripetutamente sottolineato la necessità di riconsiderare ogni progettualità alla luce della pandemia».
Della messa in sicurezza dell’intersezione, dapprima con l’ipotesi di un intervento configurato “a quadrifoglio” e poi con le due rotonde, si discute ormai da vent’anni. Anni durante i quali troppi sono stati gli incidenti, anche gravi, anche mortali. «Il territorio chiede con forza l’intervento e io faccio mia senza mezzi termini questa richiesta».
Non solo la viabilità, anche i trasporti. L’esponente dei Moderati ha portato il tema all’attenzione del consiglio metropolitano. «Sulla mobilità a nord di Torino questa Amministrazione Metropolitana ha fatto pochissimo - punta il dito -. I Comuni del territorio sono pronti a mettere di tasca propria parte delle necessarie risorse economiche. Leinì, Caselle e Volpiano sono pronti: hanno già firmato un protocollo di intesa per una linea di gronda che preveda una corsa ogni ora». Secondo Magliano la stessa estensione della linea fino a Brandizzo per il collegamento con l’ospedale di Chivasso è un’ipotesi percorribile.
«I sindaci sono convinti che una simile formula possa funzionare come forma efficace di collegamento su un territorio sul quale risiedono oltre duecentomila piemontesi - aggiunge -. Un progetto per realizzare il quale i Comuni sono disponibili a investire. E la Città Metropolitana? Il consigliere delegato si è detto dubbioso sull’efficacia delle linee di gronda. Bisogna vedere, però, come queste gronde sono pensate e progettate: tendenzialmente, le linee di gronda funzionano se propongono un numero sufficiente di corse e se collegano stazione con stazione. Questo è ciò che attualmente chiede il territorio a nord di Torino e ho chiesto all’Amministrazione Metropolitana di prendere altrettanto sul serio le istanze di questi Comuni, che da parte mia sostengo senza mezzi termini.Una linea di collegamento via autobus tra Brandizzo e Caselle unirebbe SFM2, SFM4, Ferrovia Canavesana e ferrovia Torino-Milano, collegando direttamente anche gli ospedali dell’ASL To4. Le molte sollecitazioni all’Agenzia della Mobilità Metropolitana e a GTT da parte dei Comuni interessati non hanno avuto, a oggi, esito positivo. Ancora non sono state definite né le modalità di esercizio né l’eventuale ripartizione dei costi. Solo con la linea di gronda tra Brandizzo e Caselle si potrà permettere un rapido accesso ai servizi ferroviari e all’aeroporto per tutti i cittadini della zona territoriale omogenea Area 4. Molti sarebbero gli effetti positivi sull’intensità del traffico e su nodi e arterie particolarmente congestionati di tutta l’area. I cittadini hanno inoltre necessità di un accesso diretto, che attualmente manca in alcuni comuni, al Sistema Ferroviario Metropolitano».
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