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Il comandante dei civich Alberto Pizzocaro lascia Ivrea e va a Venaria a partire dal 17 maggio

Il comandante dei civich Alberto Pizzocaro lascia Ivrea e va a Venaria a partire dal 17 maggio

Il Comandante della Polizia Municipale Alberto Pizzocaro

Continua il fuggi-fuggi di dipendenti dal Comune di Ivrea. La novità ha appena fatto capolino sull’albo pretorio e riguarda il Comandante della polizia municipale Alberto Pizzocaro, 43 anni. Ha vinto un concorso in quel di Venaria e, dal 17 maggio, assumerà nella città della Reggia l'incarico a tempo indeterminato di Dirigente e Comandante e a Ivrea era sì comandante, ma non dirigente. Era arrivato sotto le rosse torri nel dicembre 2010 con il sindaco Carlo Della Pepa. In questi dieci anni, tra le operazioni di un certa rilevanza ricordiamo lo smantellamento di una banda specializzata in furti di rame in tutto il nord Italia e le indagini su una banda di parcheggiatori abusivi poi condannati per estorsione. Pizzocaro - si legge in delibera - non rispetterà il preavviso di almeno due mesi e ha chiesto di essere esonerato dalla corresponsione dell’indennità per mancato preavviso come peraltro è previsto nel contratto nazionale di lavoro. Insomma meno uno o, se si preferisce, meno un altro. Del fuggi-fuggi se n’era animatamente discusso in consiglio comunale nello scorso mese di dicembre non foss’altro che da quando al governo della città siede il sindaco Stefano Sertoli l’elenco s'è fatto lungo come la quaresima. Si comincia con l’ex dirigente del settore sviluppo economico Annamaria Marinaci trasferitasi a Torino, passando da Flora Gianola, ex responsabile dell’ufficio legale emigrata a Cossato nel biellese.  Lavorava all’ufficio legale anche Paolo Albano che oggi però è in organico alla Scs. E poi c’è Domenica Vittonatti ex impiegata all’ufficio lavoro che oggi lavora a Montalto. Elena Di Salvo che si occupava dell’ufficio scuole e oggi è impiegata a Piverone.  Linda Palese dell’ufficio tecnico oggi in organico a Rivarolo. Luca Gastaldo Moro, ex dell’ufficio ragioneria e oggi di stanza a Bollengo. Infine l’ex responsabile dei servizi sociali Luisa Delfino trasferitasi a Genova nella sede della Regione Liguria. Si aggiungono i pensionamenti. Quello di Guliana Reano (ex dirigente del settore Cultura) e di Anna De Iaco, responsabile dell’ufficio Commercio e del Suap. Nell’elenco anche un paio  di impiegati della biblioteca (Rosangela Gianonatti e Gennaro Guarino), Angelo Gianotto dell’ufficio tecnico, Giuliano Cervino e Antonio Nervo dell’ufficio patrimonio e un altro paio di persone di cui una all’ufficio del personale. Insomma un disastro di proporzione bibliche. Ciliegina sulla torta il part-time concesso al segretario generale, la punizione inflitta all’ex responsabile dell’ufficio tecnico Nedo Vinzio passato alla cultura, di cui, bontà sua, capirà poco, per non dire niente. L’altra “punizione” a Paola Mantovani declassata da vice dirigente a semplice direttore del museo Garda. Dulcis in fundo  il sovraccarico per Giovanni Repetto che aveva solo le scuole e adesso si occupa anche di servizi sociali e lavoro. Quel che non c’era e adesso c’è è però un capo di Gabinetto con i controfiocchi, cioè quel Renato Lavarini chiamato dall’ex sindaco Carlo Della Pepa ad occuparsi di Unesco e che fin dal primo giorno di Sertoli ha cominciato ad interessarsi di un po’ di tutto, facendo sempre più spesso le veci del sindaco. “Ve lo dico io perchè se ne sono andati – aveva più o meno sentenziato in quel famoso consiglio comunale dicembre il consigliere comunale Mara BagnodAvevano una dignità. Hanno capito che adesso qui si lavora in un’altra maniera e con più serietà…”. Dire che quest'affermazione possa valere anche per Pizzocaro pare un'oscenità. Ad introdurre il dibattito, concentrandosi su quei  114.290 euro  che, nell’ultima  variazione di bilancio, corrispondevano a “economie” per mancata copertura dei posti vacanti, ci aveva pensato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Oggi, manco a dirlo si aggiungeranno, malcontenti, altri 40 mila euro. “Due figure apicali dell’ufficio tecnico, una del legale, poi i servizi sociali, gli appalti, i tributi… sono tutti andati via – aveva satigmatizzato PerinettiTutto questo ci preoccupa. Ci preoccupa l’inadeguatezza della struttura comunale. Si deve prendere atto che le buone idee camminano sulle gambe delle persone. Se non ci sono….”. Epperò, guarda un po’ te, la maggioranza, oltre a Bagnod s’intende, non la pensava per niente così E se secondo il consigliere comunale Monica Girelli l’attuale lentezza dell’amministrazione della cosa pubblica era ed è dovuta principalmente alla pandemia per l’assessore Giuliano Balzola non bisognava fare di tutta un’erba un fascio, considerando che una parte del personale che non c’è più è andato in pensione e l’altro ha fatto carriera.  “Io punto sugli interni. Per anni non si è fatta progressione verticale ma solo orizzontale – ha aggiunto – All’ultimo concorso  su settanta partecipanti ne sono risultati idonei solo tre e tutti già nostri dipendenti. Fuori da qui la preparazione è imbarazzante. Il personale del Comune sta  facendo un gran lavoro rispetto a quanto gli viene chiesto…”. Che poi, peraltro, nessuno si è mai messo a sottovalutare chi è rimasto in organico, ma mettere le mani sul fuoco come Muzio Scevola, sul risultato di un concorso gestito dagli interni a cui partecipano e vincono gli interni, al posto di Balzola, nessuno ce la metterebbe.  “Si poteva creare un percorso di crescita con  affiancamento ai dirigenti  che non ci sono più – aveva inforcato Francesco Comotto  – Non mettiamoci a parlare dei singoli casi. Non è vero che sono andati tutti in pensione. ..”.
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