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Lauriano
23 Ottobre 2023 - 10:33
Sergio Sapetti
La calligrafia è un mondo pieno di informazioni, per chi è capace di riconoscerle, una capacità sviluppata con l'apprendimento e lo studio.
A Lauriano c'è un grafologo, stenografo, professore alle scuole superiori, profondo conoscitore della storia del suo paese, un uomo con un legame forte, importante, indissolubile con la sua terra.
Il suo nome è Sergio Sapetti.
Appena entriamo in casa sua ci colpisce l'enorme mole di attestati, premi, foto e riconoscimenti, tutti incorniciati e appesi alle pareti. Per non parlare dei tanti libri, anche scritti da lui e oggettistica varia.
Comprendiamo, prima ancora di chiacchierare con lui, che siamo di fronte a un uomo che possiede un sapere molto articolato. E sappiamo che il nostro lavoro sarà quello di mettere insieme le varie anime di quest’uomo. Sergio parte dalla grafologia per tuffarsi nella stenografia, le sue due grandi passioni, ciò che lo caratterizza.
“Io sono un grafologo, che è la base attorno a cui ruota il resto.
L’uomo è formato da un certo tipo di carattere, stabilito alla nascita, ed è la cosa che resta tale nel corso degli anni, e dalla personalità, che è in sviluppo, la parte dinamica e modificabile, quella che cambia durante la vita, in base a determinate caratteristiche, modellate dall’educazione, dall’istruzione, dalla cultura familiare, dalle frequentazioni, dagli eventi. Attraverso il corpo, leggendo il corpo, si legge la persona, anche se uno può provare a mascherare alcuni lati, l’insieme dato dalla parte esteriore e interiore, diviene chiaro dal suo corpo. Certo è che per esaminare una persona occorre un contesto, poter fermare il tempo in un istante preciso, raccogliere dei momenti, altrimenti diventa tutto molto sfuggente.
La grafia invece è un dato fermo, fisso, essa parte dalla mente e attraverso lo strumento del braccio arriva alla scrittura, e si entra in sintonia con la personalità di quell’individuo. In parole semplici, la grafia è una fotografia di un determinato e preciso momento, e attraverso essa, noi vediamo l’uomo nel momento in cui scrisse quel particolare testo. Quindi, dal fisico leggo la persona che è oggi, dalla sua grafia di un testo scritto 10 anni fa, leggo l’uomo che fu 10 anni fa.”
Ascoltiamo attenti, come tante volte ci è capitato, e come altrettante volte, ritorniamo sui banchi di scuola davanti al professore che ci spiega la lezione.
Sergio è anche uno stenografo, ha partecipato a gare, anche come allenatore, ha ottenuto premi e riconoscimenti. La stenografia è parte di un aspetto lavorativo che consisteva in un lavoro di scrittura veloce ormai obsoleto, perché oggi si hanno a disposizione strumenti più performanti, per lo stesso scopo.
Ed è rimasta la parte diciamo ludica della materia, ogni 3 anni si disputano gare, campionati vari, e proprio in questi giorni Sergio sta preparando una gara di stenografia che si svolgerà in Sicilia.
Al Politecnico della Terza Età di Torino invece nel 1994 è stato inserito il corso di stenografia, come materia propedeutica per mantenere in forma la mente nell’anzianità.
E nel 1993 Sergio ha vinto il mondiale di stenografia che si disputò a Istanbul, come allenatore di Riccardo Bruni, già campione europeo nel 1991. Riccardo, grafologo per eccellenza, insegnante, appassionato stenografo del sistema Cima, è stato ideatore del sistema ‘Stelo’, stenografia leggera, capace di esportare la disciplina anche all'estero, fu lui infatti a introdurre il sistema Cima in Polonia. Riccardo ci ha lasciato il 27 aprile di quest’anno, uno dei più prestigiosi agonisti di stenografia pratica, autore di numerose pubblicazioni, divenuti tutti best seller del settore. E noi vogliamo omaggiare Riccardo, con un piccolo ricordo, riportando una sua frase significativa, apparsa nel suo libro dal titolo ‘Un artista di Santità, indagine grafologica tecnico-emozionale del Beato Francesco Faà di Bruno’: La grafologia è la carta d’identità dell’anima, la chiave che consente di aprire le porte del cuore.

“Io sono stato suo allenatore, e quando lo vidi stenografare a 150 parole al minuto, mentre io andavo a 90-100 parole, gli chiesi come mai non avesse ancora vinto un mondiale. Decisi di seguirlo, risolvemmo le problematiche interiori, non erano certo intoppi tecnici a frenarlo, e la vittoria arrivò. La sfortuna è stata quella che subito dopo la vittoria del mondiale del 1993, la stenografia crollò, diventando una materia obsoleta.
Riccardo e io siamo riusciti a pubblicare nel 2009, tra i vari libri, ‘Leggere l’anima’ per Psiche 2, la chiave che apre le porte della Grafologia. Un best seller del settore.
Ma, cosa più importante, sono stato suo grande e intimo amico, ci capivamo con uno sguardo, e io ho perso un punto di riferimento con la sua scomparsa, ho perso davvero la terra sotto i piedi.”
E Sergio ci pare visibilmente affranto, ricordando l’amico Riccardo, e ci balza agli occhi l’importanza fondamentale della presenza del Bruni nella vita di Sergio. Davvero, la morte dell’amico gli ha portato via una parte fondamentale della sua vita.
Nel libro ‘Leggere l’anima’, i due autori, partendo da domande classiche che un grafologo si sente porre, come «è la persona giusta per me?», «mi devo fidare?», «che cosa devo fare?» cercano le risposte attraverso la grafologia.
“La stenografia non è la scrittura abituale in corsivo, ma un metodo razionale con il quale si deve sfruttare lo spazio e il tempo, raggiungendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Per utilizzare un eufemismo, la stenografia è la Formula 1 della scrittura.”
Sergio parla lentamente, scandendo le parole, con un ritmo costante, senza interruzioni, se non le nostre domande. Sergio torna a parlare della grafologia, dopo aver dedicato una parte della chiacchierata all’amico Riccardo.
“La grafia invece esprime la personalità nel momento in cui si scrive, quindi agendo sulla grafia, si ha la possibilità di mettere a posto delle difficoltà operative nelle dinamiche del proprio ambiente, arrivando a modificare se stessi, attraverso la modifica della grafia. Come siamo riusciti a fare con Riccardo, prima di vincere il mondiale a Istanbul. Soltanto una precisazione: esaminare la grafia non è leggere ciò che si scrive, il grafologo analizza soltanto la grafia di una persona, il modo di scrivere, come forma questa scrittura, come scrive le singole lettere, quanto queste vengono allungate verso l'alto, caratteristica che indica l'inventiva o verso il basso, caratteristica che indica la concretezza. Ogni segno ci dice se quella persona, nel momento preciso in cui ha scritto quel testo, sia un egoista, un narcisista, un altruista, un individuo che vuole mettersi in luce sugli altri e tante altre caratteristiche.
E sfatiamo un mito, la bella calligrafia non indica per forza una bella persona."
All’inizio dell’articolo l’abbiamo anticipato che questa settimana la nostra chiacchierata avrebbe rappresentato un viaggio passando da un argomento all’altro, grazie alle tante sfaccettature del nostro interlocutore Sergio Sapetti. Chiudiamo la propedeutica chiacchierata con Sergio, parlando di sogni, di quelli che aveva da bambino, e di quelli che coltiva oggi.
“Io, fin da piccolo sognavo di aiutare gli altri. Pensi che alle elementari, aiutavo nei compiti il mio vicino di banco e questi mi portava pezzi di automobili. E quel mio compagno di classe, oggi, come lavoro restaura automobili antiche.
Io insegno alle superiori, faccio il professore di ragazzi disabili, perché la mia natura è sempre stata quella di cercare di dare gli strumenti a chi ha qualche difficoltà, affinché possa esprimere se stesso.
Non si può far finta di non vedere ciò che siamo. E oggi ho lo stesso sogno di allora, nulla è cambiato dentro me; devo darmi da fare per il prossimo, mi realizzo attraverso questo compito, perché io sono questo. ”

Dipinto e poesie di Sergio Sapetti
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