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Oltrepo
25 Aprile 2023 - 21:17
Tavole piene per la Mangiolanga
Quanto ci impiega un'iniziativa a trasformarsi in tradizione?
Ce lo siamo chiesti perché siamo circondati da eventi che si ripetono e si susseguono negli anni fino a che la loro origine, le motivazioni che li hanno generati e gli uomini che hanno avuto il coraggio, oppure l'idea di inventarli, non si ricordano quasi più. Ci stiamo avvicinando al primo maggio, la Festa del Lavoro, ricorrenza nata a Parigi il 20 luglio del 1889, durante la Seconda Internazionale. Ma noi non vogliamo certo parlare di questa festa, che affonda le radici in un tempo lontanissimo.
Restiamo sempre al primo giorno di maggio, giorno durante il quale, da una ventina d'anni, sul territorio dell'OltrePo chivassese si organizza la Mangialonga.
Come sempre, abbiamo chiacchierato con un protagonista non solo della Mangialonga, ma anche di tante le altre iniziative. Stiamo parlando del simpatico e disponibile Roberto Sesia detto Cele, Presidente della Pro Loco di Cavagnolo da ben 33 anni. Possiamo quindi affermare, senza esagerare, che Cele è la colonna portante dell'associazione cavagnolese.
“L'edizione di quest'anno è la 23esima, quindi la Mangialonga iniziò intorno al 2000. Ma c'è da fare una precisazione fondamentale, cioè, dire Mangialonga, è dire Pro Loco di Lauriano, è dire beneficenza.”
Cele inizia subito a parlare e come un divulgatore esperto, inquadra l'argomento partendo da quando tutto ebbe inizio.
E noi ne siamo contenti e ascoltiamo piacevolmente la voce di quest'uomo, un uomo che ha dedicato un'intera vita come volontario per il nostro territorio.

“Circa tre anni prima del 2000, la Pro Loco di Lauriano mise in piedi la Mangialonga sul suo territorio. E la Pro Loco del paese decise di donare le somme raccolte ad associazioni che si occupano di bambini.
Siccome Lauriano è un paese piccolo, come tutti gli altri del resto, l'allora presidente della Pro Loco di Lauriano, Rosato, ebbe l'idea di allargare la manifestazione ai comuni di Monteu da Po, Cavagnolo, Brusasco e Verrua Savoia. Tutti i comuni accolsero felici l'invito.
Grazie alla brillante idea di Rosato, alla sua visione capace di proiettare nel futuro la Mangialonga, la manifestazione è cresciuta nel tempo, diventando un appuntamento annuale fisso, un'iniziativa importante per tutto il territorio che si estende da Lauriano a Verrua Savoia. Ma, la conseguenza fondamentale di questa apertura agli altri comuni fu la crescita della somma da destinare alla beneficenza, rispetto ai primi anni di vita, quando la Mangialonga era un affare solo del comune di Lauriano.”
Non vogliamo interrompere il racconto anche dettagliato di Cele, perché davanti abbiamo chi la storia la conosce bene perché attore comprimario, e quindi restiamo attenti ad ascoltare.
“A organizzare la Mangialonga sono le Pro Loco dei 5 comuni che vi prendono parte. La prima edizione si svolse nel mese di settembre. E ogni anno la data non era mai la stessa. Dopo qualche anno, l'attuale sindaco di Brusasco, Giulio Bosso, sindaco anche all'epoca, propose una data fissa per organizzare la Mangialonga e venne fuori il giorno del primo maggio. E ogni anno, l'appuntamento fisso del primo maggio sul nostro territorio si chiama Mangialonga.
La cosa che decidemmo sin da subito, fu quella di mantenere i numeri costanti nelle varie edizioni, quindi trovammo un accordo sul far prendere parte alla Mangialonga a 500 persone, affinché la manifestazione rimanesse un bell'evento. Lo sappiamo bene cosa potrebbe capitare se aumentasse il numero dei partecipanti, si creerebbe cioè una gara tra i 5 comuni, che sfocerebbe in una guerra dei numeri, come è già per altro capitato in Piemonte ad alcune manifestazioni simili. E a farne le spese sarebbe la manifestazione stessa, con il rischio concreto di interromperla.
E in tutta onestà, abbiamo constatato che 500 partecipanti è il numero perfetto per non creare un cortocircuito, anche perché la forza delle 5 Pro Loco messe insieme, è quella.”
Ecco lo spirito giusto, pensiamo, piacevolmente colpiti, un lavoro di gruppo e obiettivi comuni, il tutto condito, neanche a dirlo, con tanta sana passione. Sapere che nel nostro territorio c'è una manifestazione che unisce le Pro Loco di 5 comuni, è già di per sé una gran bella vittoria su tutte quelle divisioni che si creano inevitabilmente tra paesi limitrofi.
Cele ci racconta in maniera schietta le ragioni che hanno portato gli organizzatori della Mangialonga a decidere di avere un numero di persone preciso e costante nelle varie edizioni della manifestazione.
Negli ultimi anni le prenotazioni si chiudono 15-20 giorni prima del primo maggio.
Durante i primi anni, la Mangialonga toccava tutti e 5 i comuni; ritrovo a Lauriano e spostamento con bus fino al ponte sul Po di Verrua Savoia, da dove iniziava la camminata. Poi si è deciso di risparmiare sulla spesa dei bus, scegliendo ogni anno uno dei 5 comuni come ospitante.
Ogni anno due Pro Loco decidono a chi destinare la beneficenza, quest'anno tocca a Monteu e Brusasco.
La Mangialonga in tutti questi anni ha donato soldi a diverse realtà, ne citiamo solo alcune come la Sucos di Chivasso, Solidarietà Uomo Cooperazione Sviluppo, l'associazione VIP ViviamoInPositivo dei volontari-clown dell'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, la UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, la Samco di Chivasso, che si occupa delle cure palliative e il sostegno alle famiglie. L'anno scorso fu l'associazione Semplicemente Edo di Cavagnolo, che si occupa di bambini autistici e delle loro famiglie, la destinataria della beneficenza raccolta grazie alla Mangialonga.
Quest'anno il destinatario della beneficenza della Mangialonga è CasaOz di Torino, che accoglie i bambini e le famiglie che incontrano la malattia. CasaOz è una casa per chi assiste il proprio bimbo in ospedale, dove poter riposarsi, fare una doccia, mangiare o stare in compagnia.
Nella Mangialonga le Pro Loco si dividono i compiti dell'organizzazione in questo modo: Brusasco prepara il primo piatto, Cavagnolo la grigliata, Monteu si occupa dell'approvigionamento delle stoviglie, della preparazione dei tavoli e dei camerieri, Lauriano prepara i panini da consegnare al mattino ai partecipanti e Verrua Savoia porta la fragolata.
I primi anni la Luxottica offriva i cappellini per la manifestazione.
La Crai di Cavagnolo dà sempre una mano donando succhi di frutta e crostatine per la colazione, prima dell'inizio della camminata.
E quando chiediamo a Cele di raccontarci un aneddoto, sembra che lo abbia pronto per l'occasione.
“Durante una Mangialonga, chiacchieravo con una signora arrivata da Torino. Io a un certo punto faccio una battuta: con tutta questa gente che c'è, speriamo di trovare ancora da mangiare quando arriviamo. Nemmeno ho terminato la frase che la donna mi aveva già staccato di 30 metri. E non l'ho più vista.”
Come spesso accade davanti a una battuta, ridiamo insieme al nostro interlocutore, immaginando la scena divertente.
Il simpatico Cele ci saluta con questa frase, pronunciata con un filo di orgoglio.
“La Mangialonga non è cambiata, è rimasta uguale in tutti questi anni.”
Lo sappiamo bene, le cose che funzionano, costruite con la passione e portate avanti con amore, non necessitano di cambiamenti.
L'edizione di quest'anno verrà ospitata dal comune di Brusasco.
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