Il verolenghese Paolo Bironzo, ricercatore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, è risultato vincitore del bando internazionale su base competitiva promosso dall’azienda farmaceutica Pfizer. Gli è stato assegnato un finanziamento di 150.000 dollari per la realizzazione del progetto “IMPACT: Innovative Molecular Platform for Advanced lung Cancer Treatment”.
L’obiettivo è ottimizzare i tempi della diagnostica molecolare in pazienti con cancro del polmone.
“I test molecolari per il carcinoma polmonare in stadio avanzato sono talora condizionati da lunghi tempi di risposta. Le linee guida internazionali suggeriscono che tutti i pazienti con cancro polmonare ad istologia non squamosa - spiega il dr. Bironzo - dovrebbero essere valutati per almeno cinque principali bio-marcatori prima di iniziare il trattamento sistemico iniziale”.
“Tuttavia, diversi studi suggeriscono che - aggiunge la Prof.ssa Silvia Novello, docente di Oncologia medica e responsabile dei programmi di Oncologia toracica all’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga - fino al 50% dei pazienti trattati in ospedali di comunità non ricevono questo tipo di informazione, quando iniziano i trattamenti di prima linea. L'avvento delle piattaforme di sequenziamento genico ha aumentato la possibilità di testare più alterazioni genetiche utilizzando un solo test, risparmiando così tempo e tessuto. Non tutti i centri sono, però, attualmente in grado di eseguire queste costose analisi”.
Il laboratorio di diagnostica molecolare coordinato dal Prof. Marco Volante, docente di Anatomia patologica, fornisce diagnostica molecolare per altre tre unità oncologiche inserite nello stesso distretto. Poiché i campioni diagnostici devono essere inviati dai centri coinvolti al laboratorio centrale, e quindi elaborati, il tempo intercorso tra procedure diagnostiche e i risultati dei test molecolari può registrare ritardi nell'avvio della terapia di prima linea e così un maggiore disagio nei pazienti in attesa dei risultati. Il progetto IMPACT mira a ridurre il tempo di ritardo tra diagnosi (spoke center) e risultati dei test molecolari (hub di laboratorio). Ciò avrà un impatto sui percorsi terapeutici del paziente riducendo i tempi di inizio del trattamento.
Il progetto darà l'opportunità ai componenti del gruppo multidisciplinare di ciascuna istituzione di tracciare in tempo reale l’iter dei campioni diagnostici. Infine, la possibilità di richiedere una valutazione virtuale del gruppo multidisciplinare di esperti aiuterà nella selezione delle strategie di trattamento in caso di alterazioni rare (ad es. fusioni NRG1, mutazioni HER2). L’innovazione del progetto consiste nella realizzazione di una piattaforma virtuale per condividere l'agenda delle procedure diagnostiche, le caratteristiche cliniche dei pazienti (ad esempio età, sesso, abitudine al fumo) e i risultati delle indagini molecolari tra i centri cooperanti. Inoltre, i patologi interagiranno utilizzando vetrini digitali per la valutazione dell'adeguatezza dei tessuti a distanza nei casi ove il materiale diagnostico può apparire problematico in termini di qualità del tessuto ottenuto tramite biopsia del tumore.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.