KOUROU. Conclusa missione del 'mini-Shuttle' europeo Ixv
11 Febbraio 2015 - 18:17
navetta europea Ixv
Cento minuti di adrenalina e poi un tuffo nel Pacifico: è stata un successo la missione del 'mini-Shuttle' europeo Ixv partito alle 14.40 (ora italiana), con un ritardo tecnico, dal centro spaziale di Kourou (Guyana Francese) a bordo del razzo 'italiano' Vega. La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) è stata realizzata con una grande partecipazione italiana, con un contributo economico del 40% e il coinvolgimento di numerose aziende e enti di ricerca: "difficile pensare a una missione più italiana di questa", ha commentato Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il successo della navetta di test Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle) rappresenta un fondamentale passo in avanti per la creazione di un futuro Shuttle europeo e dei possibili voli suborbitali. E' iniziata con un fuori programma l'adrenalinica missione di Ixv, a 4 minuti dal lancio countdown è stato fermato. A quanto si è appreso successivamente, lo stop è stato dovuto a delle operazioni di verifica più lunghe del previsto e la missione non ha mai corso nessun rischio. Vega è così partito alle 14,40 (ora italiana) portando con sé il 'mini-Shuttle' europeo. Una volta raggiunta la quota di 412 chilometri è iniziata la parte più rischiosa della missione: la discesa in caduta libera della navetta che ha toccato punte di 27.000 chilometri orari. L'attrito con l'atmosfera ha generato un calore di 1700 gradi, una temperatura capace di fondere il metallo ma non il nuovo materiale progettato appositamente per proteggere lo 'scafo' di Ixv. La discesa è avvenuta 'surfando', mantenendo in alto la punta e sfruttando due flap posti sul retro e dei piccoli motori la navetta ha infatti planato. La missione si è conclusa con l'apertura dei paracadute e un 'tuffo' nel Pacifico dove una nave di recupero era pronta a raccogliere la capsula. "E' insolito per noi controllare una missione che deve poi ricadere a Terra", ha commentato Laura Appolloni, dell'agenzia spaziale francese e direttore delle operazioni del volo di Ixv. "Emozionante - ha aggiunto - ma tutto è stato perfetto!". Il successo di Ixv apre ora le porte allo sviluppo di nuove tecnologie allo sviluppo di una navetta europea per il rientro spaziale il cui prossimo passo sarà con Pride, una missione che verrà definita con dettaglio nel 2016 dai responsabili europei dello spazio. Il 40% dei costi, il centro di controllo, l'assemblaggio, test, molti componenti nonché il razzo che la porta in orbita: il ruolo dell'Italia nel progetto 'apripista' per creare una navetta tutta europea è stato fondamentale. Attraverso l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), sono state circa una decina le aziende e i centri di ricerca italiani, a iniziare da Thales Alenia Spazio, che hanno permesso lo sviluppo della navetta Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle). Coprendo il 40% dei costi, l'Italia è il maggiore 'azionista' del progetto europeo a cui hanno partecipato anche Francia, Svizzera, Spagna, Belgio, Irlanda e Portogallo, per un costo totale di 150 milioni di euro. Il ruolo di 'prime contractor' è stato di Thales Alenia Spazio che ha avuto il compito coordinare il contributo di circa 40 tra aziende, università e istituti di ricerca sparsi in tutta Europa. Nella sede di Torino della società franco-italiana sono anche stata anche integrate tutte le componenti del veicolo. Contributi sono stati apportati dalle aziende: Alenia Aermacchi, Selex, Avio, AeroSekur, Altec, TelematicSolutions, Telespazio, Elv, Dtm e Neri. Vari test tra cui quelli di impatto con l'acqua e di apertura dei palloni galleggianti sono stati eseguito dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira) con la collaborazione dell'Aeronautica Militare, e il centro Insean del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Analisi sull'aerodinamica e il sistema di propulsione è stata effettuate da gruppi dell'Università Sapienza di Roma, Università di Napoli e Università di Padova.
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