Gli ambulanti del non alimentare giovedì pomeriggio hanno incontrato la Sindaca e l'assessore Gaiola
Tutto è incominciato una decina di giorni con uno degli ambulanti più rappresentativi della città, Massimo Cirone, incatenato al mercato per protestare contro il divieto, imposto dal Governo, di montare i banchi non alimentari al mercato. Poi, in settimana, la protesta si è spostata sotto il Comune di Settimo con gruppi di ambulanti che hanno incontrato i rappresentanti dell’amministrazione locale.
Giovedì mattina mattina gli ambulanti si sono ritrovati nella piazza del Comune per manifestare di nuovo. La sindaca Elena Piastra e l’assessore al commercio Chiara Gaiola li hanno incontrati, come già era capitato lunedì scorso.
“Ciò che chiedono gli ambulanti è giusto – ha detto l’assessore - Non si capisce perché loro non possano montare al mercato quando gli stessi prodotti possono essere venduti in un negozio. La norma, scritta così, suona come una discriminazione. L’emergenza sanitaria impone dei limiti ed è giusto che sia così, ma questi non devono colpire alcune categorie senza un’apparente logica”.
Si schiera dalla loro parte anche la prima cittadina.“Queste persone chiedono di poter lavorare per sostenere le loro famiglie e credo sia giusto consentiglielo, naturalmente nel rispetto del distanziamento e delle precauzioni anti-covid – interviene Piastra – Si rivolgono a noi perché siamo l’istituzione più vicina ed è comprensibile, ma il Comune non ha il potere di scavalcare il dpcm del Governo. Stiamo lavorando comunque a una soluzione: sul fronte principale, facendo pressione con Regione e Governo perché autorizzino i banchi non alimentari con le categorie merceologiche di prima necessità, esattamente come avevamo fatto lo scorso novembre”.
La Giunta inoltre giovedì pomeriggio ha approvato un aggiornamento del regolamento comunale sul commercio e, nel rispetto del regolamento regionale, consentirà anche a Settimo ciò che già avviene in altri Comuni: la possibilità di realizzare aree su cui gli ambulanti possano montare in piccoli gruppi.
“Non sono mercati, ma spazi destinati al commercio – spiega Gaiola – . Non può certo essere la soluzione definitiva a tutti i problemi sollevati dagli ambulanti, ma senz’altro uno strumento legittimo di sostegno alla categoria, oltre che un servizio ulteriore ai cittadini, utile anche a ravvivare il commercio locale. Invieremo la delibera ai Comuni vicini chiedendo di fare lo stesso, in modo da dare un segnale e proporre una soluzione”.
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