Nei prossimi mesi il birrificio di via Ariosto 36bis potrebbe restare vuoto. I locatari, infatti, negli ultimi anni, hanno avuto problemi nel pagare l’affitto con regolarità. Difficoltà che, nell’ultimo anno, con la pandemia, sono aumentate e hanno portato ad un’ingiunzione di pagamento, e conseguente sfratto, da parte del Comune (che è proprietario del fabbricato).
Il tema, negli ultimi giorni, è tornato agli onori della cronaca grazie, o per colpa, di un accesso agli atti della civica Insieme per Settimo.“È stato depositato - racconta Antonino Pultrone, segretario della civica - un decreto ingiuntivo contro l’azienda che è all’interno e avviata una procedura di sfratto con il contestuale rilascio dei locali. Su questo non c’è nessuna sorpresa, era quello che si aspettavamo”.
Pultrone, però, interroga l’amministrazione su quello che succederà all’interno del fabbricato nei prossimi anni.“Quale sarà il futuro prossimo dei locali, - continua il segretario di Insieme per Settimo - si tratta di una questione politica non tanto tecnica, cosa vuole farne l’amministrazione di quel luogo? Il tema è più politico che tecnico, c’è un progetto, ne parleremo sicuramente ancora in consiglio comunale”. A pungere, sul tema, c’è anche il segretario di Articolo 1, Sergio Bisacca.“Settimo - attacca - ormai è piena di luoghi vuoti o chiusi, vuoi per un motivo vuoi per un altro (la pandemia). Penso al Dado, la Suoneria, a Siva ora si aggiunge anche la struttura di via Ariosto. Spero che l’amministrazione abbia già pensato a cosa fare in quell’edificio, già il museo del Frediano è mezzo abbandonato, dovesse restare vuoto per molto anche l’attuale birrificio non sarebbe una buona cosa”.
Per quanto riguarda il birrificio, ci sono in ballo arretrati risalenti al contratto di locazione per il periodo dal 2012 al 2019 ma anche per l’intervallo di tempo risalente ai primi mesi del 2020 (l’attuale contratto scade nel 2025). “Preso atto - scriveva l’amministrazione qualche mese fa in una determina - che l’entità dell’importo del credito vantato dal Comune di Settimo Torinese, al primo semestre 2020, è di 109.159,85 euro, e dato atto che le procedure attivate dal Servizio competente ai fini della riscossione bonaria del credito non sono andate a buon fine, nonostante i numerosi solleciti di pagamento, a questo punto non resta altro che procedere al “recupero coattivo del credito accertato mediante ricorso per decreto ingiuntivo”.
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