In foto, l’assessore allo Sport e al lavoro Daniele Volpatto
Ricucire con Corgiat e Bisacca? No, ricucire con una sinistra moderna. È questo il messaggio dell’assessore Daniele Volpatto, la risposta ai tanti inviti al conforto arrivati dal segretario di Articolo 1, Sergio Bisacca. “Parliamoci chiaro - commenta l’assessore - ma Corgiat e Bisacca chi rappresentano? Da quello che so io, a Settimo, Corgiat e Bisacca rappresentano solo loro stessi e basta. Ma poi, come ci si può interfacciare con qualcuno che parte sempre dal presupposto che “io sono io e voi non siete un cazzo”, è complicato”. Parole dure, durissime.
“C’è una lista, - prosegue Volpatto - Sinistra Civica, che mi pare abbia rotto con quel mondo. Infatti sono iniziati dei dialoghi cordiali con la consigliera Elena Ruzza e anche con Matteo Cantamessa (segretario regionale di Articolo 1) su alcuni temi che ci vedono vicini. Sergio e Aldo, invece, sono all’interno di Articolo 1 e non sono presenti nel consiglio comunale, loro, tra l’altro, rappresentano anche una mozione minoritaria nel partito. Ad oggi, se guardo alle persone che erano in lista con loro molti se sono andati. Cosa e chi e rappresentano? Forse si devono guardare un attimo in casa e provare ad ipotizzare che forse non fanno tutto tutto giusto. In tutti questi anni non li ho mai visti ammettere un errore e questo potrebbe essere un punto su cui lavorare. Per poter porre le basi per un confronto occorre rispettare gli altri, io l’ho sempre fatto loro invece non l’hanno fatto, neanche con me. Bisacca racconta che io non l’ho chiamato ma in tutte le riunioni dice che io sono una “testa di quiz” o che sono uno dei più divisivi nella sinistra mondiale, mah”.
Ma non è solo un problema di rapporti personali, non c’entrano solo antipatie e simpatie, il punto è anche la visione politica. “Io ho l’idea - prosegue Volpatto - che, però, vediamo la sinistra con occhi diversi. Io credo che da quel lato si stia cercando di protrarre un’idea di sinistra che è novecentesca nei ritmi, nelle analisi e nell’interpretazione della società, un’idea un po’ stantia e polverosa. A me interessa provare ad immaginare una sinistra diversa che dica chiaramente chi voglia rappresentare, io non divido più il mondo in classi ma in base alla condizione sociale, quindi tutti quelli che hanno uno stato di precarietà, siano essi partite IVA, professionisti, operai o altro. Parliamo di investimenti? Occorre concentrarsi sull’istruzione e la formazione (e lo stiamo facendo come Comune), io devo dare a tutti le stesse possibilità ma poi “vince” il più bravo. Io penso che l’assistenzialismo puro sia sbagliato, loro cosa pensano?”.
Diverso, invece, secondo Volpatto, l’approccio dei vecchi compagni. “Corgiat e Bisacca - continua - hanno vissuto un mondo differente. Faccio un esempio: io quando sento parlare di “Ulivo” mi vengono i brividi, non perché non mi piaccia ma perché l’Ulivo non è uno strumento per l’oggi ma andava bene anni fa. Oggi serve sciogliere questi nodi prima di iniziare a parlarsi e il cambiamento puòavvenire solo dai giovani che mi sembra di capire li abbiano abbandonati”. Arriva, poi, anche la frecciatina, ma non è che stanno facendo tutto sto casino per la nostalgia delle poltrone? “Io non dirò mai che valgono zero - spiega Volpatto - ma vogliono ricostruire la sinistra o vogliono solo un posto perché non riescono a stare senza la stanza dei bottoni? Possibile che non sia stato mai fatto nulla di giusto da parte di questa amministrazione? Ci accusano di idolatrare quanto fatto ma confondono la fedeltà con la lealtà, la prima indica un subordine la seconda è una cosa diversa. Ritengono di non sbagliare mai, attaccano sempre ma non dicono cosa vogliono, che sinistra vogliono”.
E, infine, l’immancabile “gara” su chi possa rappresentare più la sinistra. “Sono più di sinistra io - conclude Volpatto - o loro che, continuamente, passano le veline alla Lega? Io non ci riuscirei. Con tutto il rispetto che ho per la Lega ma non ce la farei. Purtroppo, per loro, c’è un vuoto totale lasciato dalla destra, per pigrizia forse, e si fanno guidare dalla vecchia sinistra. Ma torniamo all’inizio: chi sono Sergio e Aldo, di chi stiamo parlando? Di quali numeri? Chi rappresentano? Solo loro stessi”.
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