Leggevo qualche settimana fa che l’assessore al Bilancio Rivoira (che non sappiamo se nella tormentata geografia correntizia del PD continua ad essere un devoto di Renzi o sia stato conquistato da Calenda) annunciava la volontà di scrivere niente meno che a Draghi per rinegoziare “l’enorme debito” del comune di Settimo.
Il giovane assessore non si è reso conto che di rinegoziati del debito ne hanno appena fatto uno l’anno scorso e almeno 4 o 5 negli ultimi 10 anni ottenendo ogni volta un riadeguamento del tasso di interesse e il corrispondente allungamento del brodo.
In altre parole la sua Amministrazione, non diversamente dalle altre, ha preferito ottenere un uovo oggi che una gallina domani. Anzi, nell’ultima ricontrattazione dei mutui, resa possibile dalla legge, il beneficio immediato è stato quello di dimezzare per un anno la rata di restituzione trasferendola con interessi sugli anni prossimi. La metafora dovrebbe in tal caso essere trascritta dicendo che Rivoira e la Sindaca Piastra hanno preferito una frittata oggi in cambio di due galline domani.
Ma non pago di ciò, il nostro giovane economista bancario, ha annunciato la fatidica lettera a Draghi. A questo punto occorre chiedersi quali effetti potrà avere sui mercati un proposito così “elevato”. Il Signor Rivoira per motivare tutto ciò rispolvera un vecchio cavallo di battaglia sempre utile per quel “populismo” in salsa locale che la sinistra – destra (o la destra della sinistra) ci ha ormai abituati: ”l’enorme debito del Comune di Settimo”.
Se invece di scrivere (o quanto meno proporsi di farlo), il Signor Rivoira avesse anche la compiacenza di leggere scoprirebbe che nel Documento Unico di Programmazione e nella Nota Integrativa al Bilancio di Previsione 2021, portati da poco all’approvazione del Consiglio Comunale, a proposito della sostenibilità del debito del Comune di Settimo si dice tutt’altro e in particolare che lo stesso è pari a circa il 50% di quello considerato per legge “sostenibile”.
Ma se non si ha la pazienza di leggere ciò che c’è scritto nelle proprie deliberazioni come si può pretendere che si legga ciò che c’era scritto nelle deliberazioni di chi ti ha preceduto ?
Vogliamo però fare noi questo lavoro e sforzo di memoria che evidentemente il Sig. Rivoira ritiene inutile. Nel 2005 (primo anno del mio mandato a Sindaco) il debito del Comune di Settimo era pari a 65,7 milioni circa, nel 2014 al termine del mio mandato il debito era di 66,4 milioni (incremento del 1% in 10 anni), oggi è previsto costante in circa 70 milioni. Nel 2014 si pagavano 2,7 milioni circa di interessi su 43,4 milioni di Entrate correnti. Oggi si prevedono 2,4 milioni di interessi passivi su 51 milioni di entrate correnti.
L’unica “enormità” è la costante crescita delle entrate correnti (tasse, tributi, trasferimenti statali ecc.), 7,6 milioni in più all’anno pari al 17,5% in più rispetto al 2014. Ma anche in questo caso occorrerebbe certamente approfondire.
Tornando agli investimenti, nel 2014 si rimborsavano circa 5 milioni di Euro l’anno di debito e oggi si prevede un rimborso di 3,3 milioni annui (vantaggi dei diversi rinegoziati).
Per il Comune il debito ha la stessa funzione che ha l’ammortamento nelle Aziende ed Enti con contabilità privatistica, infatti le rate di restituzione sono considerate “costi” e si restituiscono con le Spese Correnti.
Ma al di là dei tecnicismi e dopo aver chiarito che l’indebitamento del Comune di Settimo è nella norma e soprattutto abbastanza costante nel tempo occorre, prima di scrivere a Draghi, chiedersi se quello fatto è stato un “debito buono o cattivo”.
E’ infatti questa la distinzione proposta proprio dal nuovo presidente del Consiglio qualche mese fa e, modestamente, da me qualche anno fa (esattamente nel 2015). Proprio come è successo l’altra settimana con Letta gli esponenti del PD che più si lanciarono in crociate (a prescindere) contro il debito pubblico nel 2015 erano oggi in prima fila ad applaudire la clamorosa scoperta di Draghi: il debito pubblico può essere buono e necessario oppure cattivo ed improduttivo.
Sana verità che consente finalmente di valutare il debito fatto negli ultimi 20 anni per rifare gran parte dei marciapiedi di Settimo, il cavalcavia di Corso Piemonte, quasi tutti i parchi, il parco del Po, le fognature e lo scolmatore, la Biblioteca, l’Ospedale, la Suoneria, il teatro, il teleriscaldamento, oltre a centinaia di km di pavimentazione stradale, decine di rotonde, nuovi impianti di illuminazione a led, qualche asilo nido e scuola materna, la messa in sicurezza di decine di edifici scolastici, e molto altro ancora.
Il giovane assessore economista Rivoira usa ogni giorno questi investimenti, spesso partecipa a nuove inaugurazioni frutto di investimenti e decisioni passate. E’ possibile che non si domandi se sono un regalo del destino, o un lascito degli extraterrestri oppure il frutto di un debito buono che, come dice la sua relazione di bilancio, resta ampiamente al di sotto dei limiti di legge e ha consentito di migliorare davvero, e non a chiacchiere ed annunci, la nostra Città ?
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.