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Quello che voglio dirti ivrea, #quellocheivrea

Quello che voglio dirti ivrea, #quellocheivrea

#quellocheivrea

Metti che una mattina ti svegli, sali in macchina o ti incammini per andare sul luogo di lavoro e, in giro per la città, altro non vedi che strani manifesti con su scritto a caratteri cubitali «Quello che voglio dirti di Ivrea». Senza sapere chi, come e perchè, qualcosa per la testa da dire o da cantare ti viene. L’inno del Carnevale o due imprecazioni per la buca che ti scassa gli ammortizzatori, per esempio. Solo in un momento successivo ti chiederai il senso. Di chi sono?  Chi li avrà appiccicati?  L’arcano è stato svelato in tutta fretta  sul profilo #quellocheivrea di   Instagram. Si tratta di una campagna, riservata agli under 30, generazione percepita come silenziosa e assente. Ne è promotrice la cooperativa Zac! in collaborazione con l’associazione culturale Dynamoscopio, all’interno di «Co-Incidenze», il progetto vincitore del bando Open2Change di Fondazione Compagnia di San Paolo. Di domande a cui rispondere ce ne sono tante. Qual è il posto più significativo di Ivrea? Cosa faccio in città con i miei amici? A cosa penso quando cammino per le strade, dal pullman a scuola? Cosa amo di questa città e cosa non sopporto?… Diversi gli strumenti per rispondere: si potranno postare sui social foto, disegni o meme, registrare audio su whatsapp al 351 6344285, scrivere testi e poesie da imbucare in box appositi.  I contributi raccolti saranno poi consegnati a una redazione di under 25, la quale trasformerà il tutto in una rivista creativa, una fanzine illustrata, un poster o altro ancora. All’iniziativa hanno aderito diverse scuole superiori e centri di formazione professionale, il Polo Universitario Officina H, varie associazioni sportive, il gruppo scout Ivrea 3, i servizi dell’educativa territoriale e molti negozi che ospiteranno i box dove imbucare i contributi.
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