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IVREA. Benedino vs Bono:“Se la mucca sta nel corridoio”

IVREA. Benedino vs Bono:“Se la mucca sta nel corridoio”

mucca nel corridoio

Quando ad un certo punto, l’altra sera, ha preso la parola il capogruppo della Lega Anna Bono per urlare ai quattro venti che “francamente” mai e poi, sul Movicentro e sullo Zac!, si sarebbe immaginata di venire attaccata così sui giornali, c’è venuto il latte alle ginocchia e mezza colata di vomito. E un po’ come se ci avessero accusati d’aver avuto le traveggole e di esserci inventati di lei che, vestita da Agente 007, s’era messa a fotografare lo Zac! da tutte le angolazioni per dimostrare un uso improprio dell’atrio. Di lei come prima firmataria di una lettera alla giunta (datata maggio 2020) in cui chiedeva di non rinnovare il comodato d’uso. E infine sempre di lei che faceva la matta e abbandonava una riunione di maggioranza convocata proprio per parlare di questo A cantargliene quattro e a riportarci tutti nel mondo relae, per fortuna, ci ha pensato il consigliere comunale Andrea Benedino. “Come direbbe l’onorevole Bersani - ha inforcato -  la mucca sta nel corridoio ...”. Evidente a tutti “l’atteggiamento con cui una parte della maggioranza ha affrontato questa questione, e la necessità del bando, . con un pregiudizio nei confronti di chi aveva la titolarità della concessione di quei locali. E’ talmente evidente questa mucca nel corridoio che, sul parere dell’avvocato Dal Piaz, si sono dovute tenere due conferenze nei corridoi, una per la maggioranza e una per la minoranza. Un precedente pericoloso. Non sono un capogruppo ma invito il mio, d’ora in avanti, a rifiutare riunioni separate e riservate. Per parlare di questioni serie esiste la conferenza dei capigruppo....” Arringa inutile? Ci sa tanto di sì. Il presidente del consiglio Diego Borla ha fatto finta di non sentire,  il consigliere della Lega Mara Bagnod  di non capire e mancava giusto solo uno pronto a dire di non aver visto nulla. “Mi spiace - ha inforcato la leghista - sentire dire da Benedino che Bono ce l’ha con lo ZAC. La priorità della maggioranza è di risolvere il problema il prima possibile…. Non siamo contro lo Zac! Vogliamo solo risolvere un problema che ci siamo trovati…” Idem come sopra, il consigliere Donato Malpede: “Lo Zac! sta diventando uno scoop elettorale. Tutta demagogia inutile. Lasciateci lavorare. Noi non siamo contro lo Zac! e i suoi lavoratori. Stiamo lavorando per il bene di tutti. Sono solidale con lo Zac!...”. Insomma, tutta colpa dei presunti attacchi “personali”.  Dice di averli subiti la vicesindaca Elisabetta Piccoli,  non si è capito bene chi avrebbe osato farlo. Proprio a lei, così perfettina e puntigliosina  ...  “Un modo scorretto di presentare la vicenda ...” l’ha rimproverata il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti “Ho l’impressione che i consiglieri confondano il nostro ruolo politica e la nostra posizione personale.  - ha ribattuto il consigliere Francesco Comotto - Se esistono dichiarazioni fuori luogo o che hanno causato dei danni che vengano fuori. Cos’è? Non possiamo più dire niente? Ognuno di noi, quando parla, si assume le proprie responsabilità...”. E sarebbero state due le azioni, da non fare. La prima fa riferimento a questo giornale e alla pubblicazione di uno stralcio del parere dell’avvocato Dal Piaz, la seconda ai commenti sulla relazione di Dal Piaz che secondo Piccoli  doveva essere accettata come i “Dieci comandamenti” .  Che poi in realtà a Dal Piaz si rinfaccia soprattutto la premessa in cui si dice che manca una variante del Prgc, quando ormai anche i muri sanno che ce ne sono state almeno due. Come si può considerare corretta un’analisi se le premesse sono tutte sbagliate? Sarà anche bravo ma gli si sarebbero dovute inviare le giuste informazioni.  “Quella relazione - ha denunciato Bono - non doveva essere fornita a quel giornale. C’era il divieto di divulgazione. Se l’ha avuta significa che qualcuno non ha rispettato la richiesta di collaborare a risolvere una situazione che abbiamo ereditato...” Anche più severo il primo cittadino Stefano Sertoli: “Vedere quel documento fotografato in una pagina di giornale ci è molto dispiaciuto... Una volta i giornali erano un’altra cosa”. Ed era un’altra cosa anche l’Amministrazione della cosa pubblica. Mai negli ultimi 50 anni si erano viste riunioni organizzate in tutta fretta per parlare “in gran segreto” di documenti (la relazione di Dal Piaz è di dicembre) tenuti nei cassetti per settimane e settimane. E mai fino ad oggi un sindaco e un assessore si erano permessi di “oscurare” un parere legale. C’è stato un tempo, non molto tempo fa, in cui i giornali esistevano solo se qualcuno aveva la voglia e la passione di scriverli e qualcuno la voglia e la passione di leggerli e in questa categoria non per forza dovevano essere inclusi gli amministratori pubblici.  C’è stato un tempo in cui a Ivrea (correva il 1848) alcuni amministratori pubblici  come Sertoli e come Piccoli, come Bono e come Bagnod, scesero in piazza per bruciarli, quei giornali. Si chiamava l’Eco della Baltea Dora. Resistette a quel fuoco e diede impulso, insieme a tanti altri giornali, al Risorgimento italiano. Non esageriamo nel dire che di Risorgimento, ne occorrerebbe un secondo, specie a Ivrea.
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