"Nemmeno fossero delle criminali: in venti, tra assistenti sociali e carabinieri, qualche giorno fa hanno tentato di prelevare con la forza due ragazzine di 14 e 11 anni di Ivrea e portarle in una comunità, togliendole alla madre con cui vogliono stare, e al padre, cui sono affidate ma dal quale sono fuggite perché maltrattate...".
A denunciare la vicenda è l’avvocato Francesco Miraglia, paladino di Bibbiano, il legale modenese che ha contribuito a far nascere l’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi indiscriminati. Inchiesta che nasce in Emilia e affonda le radici in Piemonte. “Da anni sostengo che Torino sia peggio di Bibbiano e il nuovo caso di cui mi sto occupando ne è l’ennesima dimostrazione” batte i pugni Miragliaabituato a lottare contro quelli che definisce “affidamenti facili”.
Stando al racconto dell'avvocato, le ragazze, al momento del blitz, si trovavano in auto con i nonni e si sono dovute asserragliare dentro la vettura per un’ora prima che le forze dell’ordine e le assistenti sociali demordessero dal loro intento. Ma è stata una tregua temporanea: i carabinieri hanno successivamente fatto irruzione nell’abitazione della mamma per ben due giorni di seguito, piazzandosi dentro casa per ore nel tentativo di convincerle ad andare in comunità. Strazianti le urla e le suppliche della più piccola, mentre implorava i carabinieri di lasciarla con la mamma. Irrefrenabile e inconsolabile il suo pianto. Per il momento hanno desistito: ma quanto durerà?
"Le ragazze - spiega l'avvocato - non vanno più a scuola, hanno paura ad uscire di casa, temendo di venire prelevate con la forza e portate in comunità. Urge quindi che il tribunale dei minorenni di Torino annulli il suo provvedimento, emanato senza tenere in minima considerazione il racconto delle due ragazzine, che parlano di maltrattamenti da parte del padre, al quale appunto sono state affidate. E perché poi? Quale sarebbe la colpa della loro mamma? Nessuna...".
In realtà i fratelli sono tre: oltre alle due ragazzine di 14 e 11 anni, c’è anche un fratellino che di anni ne ha 10. I loro genitori si sono separati, magari con una certa frizione tra loro. Ma quello che è capitato alla donna ha dell’incredibile: tre anni fa inizia ad essere perseguitata dalla nuova compagna dell’ex marito, con azioni talmente pesanti che costei sarà giudicata colpevole e condannata a 2 anni e mezzo per stalking.
"E qui accade l’inverosimile - aggiunge Miraglia - il tribunale affida i tre ragazzi al padre, consentendo alla donna di vederli periodicamente. Come se venire perseguitati fosse una colpa e facesse di questa donna una pessima madre. Ma i bambini dal padre non si trovano bene e lo dicono alla mamma, lo ripetono alle assistenti sociali e lo ribadiscono anche davanti al giudice del Tribunale per i minorenni di Torino, che li convoca per ascoltarli. Parlano di maltrattamenti fisici e psicologici e chiedono di poter stare con la madre. Ed ecco che la giustizia balzana, messa in atto spesso dai tribunali dei minori, che tutti ascoltano tranne che i bambini, assume un provvedimento ai limiti dell’incredibile: il maschietto dovrà stare con il padre, le sorelle in una comunità. E per portare i ragazzi a destinazione, sono intervenuti i carabinieri in forze, trattando le due ragazzine come le peggiori dei criminali, solo perché si rifiutavano di seguirli per restare con la mamma..."«Chiediamo di revocare questo ingiusto provvedimento emanato del Tribunale dei minorenni» passa e chiude l’avvocato di Modena - «Si fa un gran parlare dell’importanza di ascoltare i minori, di tenere in considerazione i loro desideri, ma in questo caso si è scelto di ignorare le parole dei ragazzi e di sbatterli in comunità, allontanandoli da quanto conoscono e amano. Ma ancora più incredibile è l’atteggiamento tenuto dagli operatori delle forze dell’ordine, parcheggiati in casa dei nostri assistiti per due giorni a spaventare i ragazzi, minacciando la madre, senza un briciolo di sensibilità ma con tanta arroganza. Sono in nostro possesso dei video eloquenti, che comprovano il comportamento dei carabinieri intervenuti e che sarà nostra cura inoltrare al Comando provinciale dell'Arma per le opportune valutazioni in merito. Da parte sua il Tribunale per i minorenni ancora una volta dimostra d’essere inadeguato e non pensa a come risolvere il problema né ascolta i minori, ma si limita a passare un colpo di spugna su tutto, allontanandoli dalle famiglie per rinchiuderli in una comunità: è come mandare degli agnelli in un macello».
Lo studio legale Miraglia ha in carico circa 800 pratiche, da Bolzano a Catania, tutte relative a bambini allontanati dalle proprie famiglie. A novembre si era occupato di un caso a Settimo Torinese. L’avvocato si batte contro gli “affidi facili” e punta il dito contro i 5miliardi di euro che ogni anno vengono distribuiti alle case famiglia che accolgono questi minori: “Non sappiamo quante ce ne siano esattamente in Italia. Non esiste un vero e proprio registro di queste strutture. Basta un’autocertificazione per aprire…”.Per molti genitori Miraglia è l'ultima ancora di salvezza.
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