Sarà un’assemblea di fuoco quella di martedì, all’ospedale di via Santa Cristina. All’ordine del giorno c’è l’internalizzazione del personale infermieristico della struttura, una scelta che, a detta dell’amministratore, dovrebbe far risparmiare risorse all’ospedale.
Ad aprile, infatti, il contratto tra Saapa (la società che gestisce l’ospedale) e la Cooperativa Frassati (che fornisce il personale) finirà e per i 170 dipendenti scatterà il “licenziamento collettivo”. A dispetto di quanto detto nel parlamentino settimese, qualche mese fa, quando l’amministratore Alessandro Rossi raccontava “a breve bandiremo la gara per l’affidamento dei servizi”, le cose stanno imboccando una strada ben diversa. Sul piede di guerra, in questo momento, ci sarebbero anche i sindacati, sorpresi dalla decisione dell’amministratore e con i 170 dipendenti della Cooperativa Frassati (tra infermieri e Oss) che rischiano di restare senza lavoro da aprile. Dopo il licenziamento dalla Frassati, infatti, dovrebbero mettersi “in coda” per essere riassunti da Saapa. Non è detto, però, ad oggi, che il percorso per l’internalizzazione del personale preveda la riassunzione di tutta l’attuale forza lavoro e, soprattuto, nel momento in cui dovesse aprirsi una selezione, non è detto che gli ex dipendenti vengano assunti tutti. Punti oscuri, anche sul futuro dell’ospedale che non sono ancora stati sciolti. Diventerà una struttura completamente pubblica? Sarà acquisita dalle Asl? Dalla Regione? Beh, se le cose dovessero andare così la selezione pubblica non potrebbe che essere l’unica strada per l’assunzione dei dipendenti e allora auguri. Se, invece, la struttura dovesse restare una Spa (come oggi) l’assorbimento della maggior parte del personale, ora presente in forza alla Frassati, potrebbe essere più semplice, senza passare per un concorso.
Tutto, però, dipenderà da quello che sarà il futuro dell’ospedale, una questione su cui l’attuale amministratore, Alessandro Rossi, dopo mesi alla guida delle struttura, non si è ancora pronunciato. Men che meno l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, che tra un viaggio di nozze e l’altro l’ospedale di Settimo non l’ha mai visto. A nulla è servito, inoltre, l’annuncio, tre settimane fa, dell’accreditamento dell’Ospedale da parte della Regione per le attività di ricovero a ciclo continuo di Recupero e Riabilitazione Funzionale. Nei fatti, nulla ancora è cambiato e nulla si è ancora deciso. A tutto questo, infine, si aggiunge la questione del debito.
Il bilancio di Saapa, la società che gestisce l’Ospedale Civico di Santa Cristina, non è stato ancora pubblicato ma, le prime voci, parlano di un debito da circa 2 -3 milioni di euro. La struttura, come detto, dal 2007, è gestita dalla Società SAAPA S.p.A(Società Assistenza Acuzie e Post Acuzie), alla quale partecipano in qualità di soci l’Asl To4 (34%), l’Asl To2 (18%), il Comune di Settimo (31,48%), la Cooperativa Sociale Pier Giorgio Frassati (16,50%) e il Patrimonio della Città di Settimo (0,02%). Una situazione che, quindi, potrebbe farsi complicata anche per lo stesso comune. C’è il rischio, infatti, che l’amministrazione di Settimo, in qualità di socio, debba ripianare il buco di bilancio. Su questo la speranza è che, nel più breve tempo possibile, possano arrivare i ristori promessi dalla Regione Piemonte.
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