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SETTIMO. 2 milioni di euro di buco nel bilancio dell'ospedale, si spera nei ristori regionali

Il bilancio di Saapa, la società che gestisce l’Ospedale Civico di Santa Cristina, non è stato ancora pubblicato ma, le prime voci, parlano di un debito “monstre” da circa 2 milioni di euro. “- fanno sapere dall’ospedale - questa dovrebbe essere, a grandi linee, la cifra con cui si chiuderà l’esercizio finanziario del 2020”.  La struttura, come detto, dal 2007, è gestita dalla Società SAAPA S.p.A  (Società Assistenza Acuzie e Post Acuzie), alla quale partecipano in qualità di soci l’Asl To4 (34%), l’Asl To2 (18%), il Comune di Settimo (31,48%), la Cooperativa Sociale Pier Giorgio Frassati (16,50%) e il Patrimonio della Città di Settimo (0,02%). Una situazione che, quindi, potrebbe farsi complicata anche per lo stesso comune. “C’è il rischio - racconta l’ex assessore e oggi segretario di Articolo 1, Sergio Bisacca - che l’amministrazione di Settimo, in qualità di socio, debba ripianare il buco di bilancio. E non parliamo di bruscolini ma almeno di 700 mila euro per coprire il debito, speriamo che si trovi una quadra per risolvere la questione”. L’Ospedale di Settimo, durante tutta la pandemia, è stato uno dei presidi fondamentali dell’AslTo4 nella lotta al Covid, ospitando i pazienti positivi a bassa intensità. Questo, però, ha portato ad una serie di problemi legati al bilancio e al blocco degli stipendi per la Cooperativa Frassati che gestisce il personale. “Non sono stati ancora valorizzati - spiegano dall’Ospedale - i ricoverati per Covid e per questo si è creato un debito. In ogni caso, dai nostri calcoli, se i ricoverati Covid fossero valorizzati anche con la più bassa specialità che abbiamo dovremmo andare in lieve avanzo”. Nessun miracolo, però, all’orizzonte, l’idea dei vertici della struttura è di “congelare” il debito in attesa che il governo regionale stabilisca le necessarie compensazioni.  In Piemonte infatti, dovrebbero arrivare complessivamente, 42,5 milioni di euro destinati a ristori per il sociale. In particolare 30 andranno alle Rsa in convenzione con il Sistema sanitario regionale, nonché per tutti i presidi in convenzione (disabili, psichiatrici, tossico dipendenti e minori). Il ddl regionale prevede anche un sostegno economico per i presidi socio assistenziali autorizzati al funzionamento e non accreditati (poco più di 10 milioni), l’esenzione Irap per le aziende pubbliche di servizi alla persona (un milione a far data dal 1 gennaio di quest’anno) e da ultimo il sostegno ai fornitori accreditati di servizi domiciliari sociali e sanitarie, che riceveranno un milione e mezzo. Il disegno di legge, approvato, un paio di settimane fa, in Quarta commissione regionale, è stato approvato dal Consiglio Regionale. Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino, artefice del provvedimento: “Raccogliamo – spiega Caucino – i risultati di mesi di lavoro, nei quali mi sono battuta proprio affinché le strutture più coinvolte nello tsunami Covid ricevessero un sostegno concreto e tangibile. Si tratta di un contributo fondamentale, frutto di un grande sforzo per la Regione, che offre però un importantissima boccata d’ossigeno per le strutture e per i fornitori di servizi per persone fragili del Piemonte, che hanno sofferto, forse più di ogni altro, gli effetti nefasti della pandemia da Covid19”.
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