Ma quanto guadagna il Presidente di Seta? Come è stato deciso? Perché? C’è stato il risparmio promesso dalla Sindaca Piastra? “A leggere il sito di Seta direi di no - spiega Mencobello - ma attendo i chiarimenti dell’amministrazione in consiglio”. Saranno più o meno queste, a grandi linee, le domande che, giovedì pomeriggio, in consiglio comunale, il capogruppo della Lega, Antonio Mencobello, rivolgerà all’amministrazione comunale. Al centro della discussione c’è Massimo Bergamini, 62 anni, geologo, ex direttore generale della R.S.A. Srl la società, a capitale pubblico, che da tempo gestisce il risanamento dell’ex amiantifera di Balangero. Dopo l’estate, i 30 soci pubblici dell’azienda (29 comuni più il Consorzio di Bacino 16), che detengono il 51% delle azioni, si sono ritrovati nell’assemblea di coordinamento e hanno indicato lui come nuovo Presidente. Bergamini, esponente del Pd settimese e tra i tanti che, nell’aprile del 2018, firmarono l’ordine del giorno a favore della candidatura a sindaco della Piastra nella direzione del Pd settimese, che aprì la cavalcata dell’allora vice sindaca. A Settimo, poi, lo ricordano anche per l’incarico ricoperto tra il giugno 1995 e il giugno 1999 come consigliere e vice presidente di Asm, la vecchia partecipata della città di Settimo. Bergamini, laureato in geologia, riporta nel suo curriculum numerose esperienze in aziende pubbliche dove, quasi sempre, si è occupato di messa in sicurezza o bonifica di discariche o siti contaminati. Professore di biologia, poi, tra il 1994 e il 2005, prima al Parini di Ciriè e poi al Cena di Ivrea. Si è occupato della progettazione della discarica di Grosso e, infine, dal 2003 al 2020, ha ricoperto il ruolo di direttore generale presso la vecchia amiantifera di Balangero. Incarico, quest’ultimo, lasciato poco prima di entrare in Seta. Ed è proprio su di lui che si concentrerà Mencobello in consiglio.
“Nel dibattito politico/amministrativo che precedeva la nomina del nuovo cda della società Seta, - spiega - la Sindaca di Settimo dichiarava più volte agli organi di stampa l’obiettivo di ridurre “sensibilmente” i costi di indennità del consiglio stesso. Voglio capire che percorso ha fatto il comune di Settimo, può darsi anche che sia tutto in ordine ma cerco di comprendere, attenderò le risposte dell’amministrazione”. Stando a quanto scritto sul sito della partecipata settimese il nuovo presidente porta a casa 75 mila euro l’anno, 5 mila euro in meno rispetto al suo predecessore. Ed è proprio questa una delle cose che sottolineerà Mencobello: il risparmio sulle indennità del Cda, al momento, è di pochissimo conto.
Accanto a Bergamini, poi, nel consiglio di amministrazione, su indicazione dei soci pubblici, ci sono Fabrizio De Bernardi e Sandra Ferrero, per loro c’è un’indennità da 5 mila euro l’anno e 250 euro di gettone di presenza per ogni seduta del cda per un massimo di 100 mila euro complessivi ogni anno.
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