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18 Gennaio 2021 - 11:51
In foto, l’assessore Nigrogno e il sindaco Carlo Bongiovanni
Sembra che qualcosa si stia muovendo intorno all’ex Cartiera Burgo. Qualcuno potrà salutare la notizia con un “finalmente” speranzoso; qualcun altro la potrà sbertucciare con un sonoro “era ora!”. Fuori di polemica, però, c’è qualcosa di certo: che l’amministrazione sanmaurese sta lavorando da tempo per racimolare i fondi necessari alla rivalutazione del territorio che sorge intorno al palazzo di Niemeyer, e che ha partecipato a cavallo dell’anno nuovo ad un bando PINQuA per finanziare la messa in atto del progetto.
Ma andiamo con ordine: ci eravamo lasciati alla stretta di mano fra il sindaco Bongiovanni e il vice di Chiara Appendino, Guido Montanari, messo alla porta nel 2019 dopo un commento arrischiato sul Salone dell’Automobile.
A dicembre 2017, da una sfilata fra le volte spaziali partorite dal lapis dell’architetto brasiliano era nato un asse fra l’assessore Nigrogno e il suo omologo torinese Lapietra. Il protocollo d’intesa prevedeva la riqualificazione dell’area che si estende fra Abbadia di Stura, la sede Cartiere Burgo e la zona a nord del distretto oltrepò sanmaurese. I due Comuni parteciparono quindi in sinergia al bando Mibact, che avrebbe finanziato loro un concorso di progettazione, e, piazzatisi al primo posto in quella bagarre, tengono da allora in pugno il progetto “Parco Niemeyer”.
Che cosa ha causato il protrarsi della stasi fino ai nostri giorni?
Il bando vinto dalla Città San Mauro e quella di Torino nel 2017 non si riferiva già alla disposizione di fondi da parte di un finanziatore per intervenire, ma soltanto alla fase di progettazione di quell’area, Ergo, l’iter relativo alla realizzazione del parco passa quindi per la partecipazione ad altri bandi pubblici.
Chiuso questo capitolo, la vicenda giunge ai giorni nostri. L’assessore Licia Nigrogno non fa promesse ma conferma che la Città di San Mauro si sia peritata a ricercare il malloppo per iniziare i lavori. Come? Ovviamente facendo lega con la Città metropolitana di Torino.
La candidatura più recente è stata inviata al bando PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) che scadeva l’11/01/2021. Si tratterebbe di una riqualificazione generale del territorio in questione. Da un lato è stata avanzata la proposta di riabilitare l’Abbadia per un progetto “Casa-bottega” di assistenzialismo sociale; di concerto si pensa di fare del Parco Niemeyer una parte centrale della “Green belt”, un filtro verde, che dovrà circoscrivere il nodo stradale e industriale che sorgerà intorno alla fermata della futura Linea M2.
Fantascienza?
Ad oggi sembra tanto di sì: non soltanto perché i lavori del tratto della metropolitana sono in programma a partire dal 2024. Principalmente perché la candidatura deve passare una selezione locale prima di ricevere un eventuale imprimatur ministeriale.
Insomma un percorso tortuoso, com’è logico, anche se l’auspicio è che la nave possa arrivare in porto.
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