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IVREA. "Via" Gillardi dalla Fondazione. Tiraboschi benedice l’operazione

IVREA. "Via" Gillardi dalla Fondazione. Tiraboschi benedice l’operazione

Gillardi Piero, presidente della Fondazione dello storico Carnevale

Il deputato leghista Alessandro Giglio Vigna, all’ultimo “incontro politico” di maggioranza era in viaggio, seduto in prima classe a bordo di un intercity. In collegamento on-line non ha detto una parola ma  ha scritto qualche messaggio su whatsapp. C’erano invece il segretario canavesano della Lega Fabio Cordera, la senatrice azzura Virginia Tiraboschi, tutti gli assessori e gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza.  All’ordine del giorno della riunione dei “neofiti”  (così li chiama Marco Neri) i rinnovi dei cda delle due Fondazioni, “Guelpa” e “Storico carnevale”. Per la prima, di cui già esiste un elenco di nomi per le sostituzioni, ci si è nuovamente concentrati, ma senza tirare troppo la corda per non spezzarla, su quel Giacomo Bottino che la Lega vuole a tutti i costi, ma il sindaco e Tiraboschi assolutamente no,  non foss’altro che lo considerano “divisivo” (questa la parola utilizzata). Sul carnevale, invece, han concordato tutti che è arrivato il momento di “far fuori” il presidente Piero Gillardi. A benedire l’operazione #mandiamoloacasasubito è stata proprio la senatrice, peraltro sottolineando come la manifestazione abbia oggi bisogno più che mai, non solo di organizzatori che sappiano promuoverla a livello internazionale, ma anche capaci di trovare sponsorizzazioni all’altezza dei costi. Insomma ci vorrebbe un manager prestato al Carnevale e non un “piantagrane” come più o meno tutti, con diverse sfumature hanno apostrofato Gillardi. Che i suoi giorni siano pressochè contati, lo si era capito chiaro e tondo dalle parole del sindaco pronunciate, in due recenti consigli comunali, in occasione della presa d’atto della seconda versione del nuovo statuto che riportava a 5 i membri del cda che si sarebbero voluti portare a 7, come richiesto dalla Regione Piemonte.  “Credo che vada riconosciuto al cda di aver lavorato al meglio delle proprie capacità e possibilità…” s’era lasciato andare Sertoli. Che tradotto significa: “… arrivano fino a lì!”. L’ennesima occasione per far dire alle Opposizioni quanto fossero distanti da un modello di gestione che ha creato solo tensione, frizioni e spaccature con il Comitato delle Componenti e con il Circolo Ufficiali e, al sindaco, di voler lavorare per  un nuovo statuto. “L’ho già detto alle Componenti e l’ho ribadito all’incontro dei capigruppo con la Fondazione – aveva puntualizzato – Fermo restando questa presa d’atto che chiude un percorso, ci rimetteremo intorno ad un tavolo…”. Dai disastri statutari a quelli giudiziari con la querela presentata dell’ex vivandiera Federica Di Matteo nei confronti di Alberto Bombonato, candidato si a vestire i panni di Generale. Poi lo scontro al Tar promosso da 11 ufficiali sui 29 esclusi dal bando di arruolamento e, infine, la richiesta al Tar di Bombonato per annullare l’atto con cui il cda aveva rinominato Vincenzo Ceratti per la seconda volta. Infine, e fanno “tre disastri”, il problema finanziario dell’edizione 2019 chiusasi con una stratosferica perdita di 36.947 euro nonostante gli incassi per gli ingressi fossero passati da 132 a 176 mila (44 mila in più) e i contributi pubblici  da 141 a 186 mila.  In coda lo scandalo per una gara riguardanti i servizi tecnici, della bellezza di 48.700 euro, aggiudicata a Edil di Renzo Pagliero di Castellamonte e subito subappaltata alla Sicet di Gianluca Actis Perino, che in Fondazione occupava il ruolo di “responsabile organizzativo”. Insomma, nelle prossime settimane tutti i nodi della peggiore gestione di un Ente a cui la città abbia mai dovuto assistere, peraltro subendola, potrebbero arrivare al pettine. Alla buon ora considerando che il cda, composto oltrechè da Piero Gillardi  anche da Roberto Panetti (vice Presidente), Marina Zannini, Marco Boni e Paolo Cafasso  è da considerarsi scaduto come minimo dal giugno del 2020, con la chiusura del bilancio dell’edizione 2019. Liborio La Mattina • La riunione politica quasi settimanale con i parlamentari non si è mai capito bene chi se la sia inventata (forse Tiraboschi). Diciamo che negli intenti di chi l’ha voluta dovrebbe servire a rafforzare una maggioranza in cui ognuno faceva da sè.
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