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04 Gennaio 2021 - 18:09
Neo mamma di Nina, Adele Boggio, 32 anni, originaria di Favria è diventata mamma a Torino alle 23.50 del 31 dicembre 2020
Adele Boggio, 32 anni, originaria di Favria e ora domiciliata a Torino, è diventata mamma alle 23.50 del 31 dicembre 2020. La bimba si chiama Nina, e attualmente sia lei che la mamma sono ricoverate presso il reparto di Maternità e Ostetricia dell’ospedale Sant’Anna di Torino.
“Ho iniziato ad avere le prime contrazioni verso le 19.00, ma non essendo una persona ansiosa ho appreso la notizia con una certa flemma… Infatti solo verso le 21 la piccolina mi ha fatto chiaramente comprendere che dovevo darmi una mossa! - confida Adele Boggio sorridendo -. Alle 22 mi sono presentata al Pronto Soccorso del Sant’Anna dove immediatamente mi hanno preparata per il cesareo. Fortunatamente quella mattina avevo effettuato il tampone oro-faringeo che era risultato negativo”.
Adele, dopo aver conseguito la Laurea Magistrale presso l’Università degli studi di Torino e aver lavorato come docente di italiano presso la Guilin University of Technology a Guilin City (Cina), attualmente lavora negli uffici amministrativi dell’Istituto Confucio di Torino occupandosi dell’organizzazione di eventi artistici e culturali, nonché di comunicazione e assistenza alle delegazioni.
“In pronto soccorso mi hanno fatto immediatamente il tracciato e poi mi hanno trasferita in sala operatoria - fa seguito Adele - E così, dopo avermi somministrato l’epidurale, i medici hanno eseguito il cesareo ed è nata Nina, proprio sulla soglia del nuovo anno! Infatti il brindisi lo abbiamo fatto in sala operatoria…”.
Adele Boggio racconta dell’ambiente gioioso e rilassato in cui ha dato alla luce la piccolina, ma subito il suo volto si offusca e allora lei si sfoga: “Durante la gravidanza non ho avuto particolari paure, nemmeno quelle legate alla pandemia e alla possibilità di essere contagiata. Tuttavia, arrivata in Pronto Soccorso mi sono resa conto che il mio compagno doveva restare fuori, in strada e al freddo — per le norme contro la diffusione del COVID19 — finché io non fossi stata trasferita in sala operatoria. A quel punto, ha dovuto attendere in corridoio che io uscissi dalla sala post-operatoria per poter vedere un istante nostra figlia. Senza toccarla, naturalmente”.
Febin, il compagno di Adele è un giovane uomo di origini indiane adottato da una coppia di Cuneo quando era molto piccolo.
“So che sono precauzioni necessarie, però mi dispiace non essere circondata dai familiari e di non avere accanto il mio compagno in questo momento emotivamente tanto intenso”.
Adele mi dice che per il momento quando le portano la bimba in camera — dopo il cesareo, infatti, non è previsto il rooming in e quindi Nina, dopo l’allattamento, viene portata al nido —utilizza lo smartphone per fare lunghe videochiamate con i genitori, Sandro e Renata, e con Febin nell’attesa di essere dimessa.
“Non è la stessa cosa di averli accanto, ma questi giorni passeranno in fretta e presto il papà e i nonni potranno abbracciare Nina!”.
Per concludere, le chiedo maldestramente come sia la bimba per avere qualche dettaglio sul suo aspetto, e la risposta giunge pronta e realistica: “Bruttissima, come tutti i bimbi appena nati!”.
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