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La Regione “boccia” il Prgc! Ivrea 2O3O? Macchè! Forse nel 2O4O!

Ed è giallo sul Piano regolatore affidato, nell’ormai lontano 2O17 al blasonatissimo Studio Boeri, quello dei giardini verticali e, più di recente, dei padiglioni “primula” per il vaccino anti-Covid, a quanto pare “scopiazzato” da un lavoro degli studenti del Politecnico di Milano... Pare (anzi, togliamo il “pare”) che la Regione Piemonte abbia inviato all’Amministrazione comunale un malloppo di “osservazioni” lungo come la quaresima. Qualcuno le ha lette e qualcuno, non in ultima le Opposizioni, non vedono l’ora di poterle leggere e commentare. Lo han già detto in tutte le lingue del mondo ma a Palazzo tutto tace. Non c’è da stupirsi. E’ un po’ come se la Regione avesse detto alla giunta, e più nello specifico all’assessore Michele Cafarelli, di prendere tutto il lavoro sin qui fatto (194 pagine e circa 30 tavole) e gettarlo nel cestino.  Un boccone amaro da digerire considerando quelle che erano state le premesse durante una delle prime assemblee di presentazione. Correva il 2O marzo del 2o18 si parlava dell’Ivrea del 2O3O e cammin facendo stiamo entrando nel 2O21...  Qualcuno se le ricorda, s’intendono le premesse? Stop alle nuove aree edificabili. Recupero degli immobili dismessi. Potenziamento dei servizi e una nuova alleanza tra città e campagna. Trasformazione di Ivrea in città internazionale grazie all’Unesco con più parchi, un collegamento ferroviario decente e un luogo di sperimentazione dell’industria 4.O. La mega variante al Prg (quello attuale fu ideato dall’urbanista Campos Venuti e approvato nel 2OOO) è frutto di un bando europeo costato 158 mila euro. E si cominciava dalle aree dismesse o sottoutilizzate (pari a 177 mila metri quadrati) ma si puntava il dito anche su quel milione di metri quadri di superficie destinata a cambiare uso di cui solo 377 mila (26O all’ex Montefibre) effettivamente utilizzati  per nuove edificazioni.  E poi tutta una lunga serie di elucubrazioni su una delle città con più anziani del Piemonte. Insomma l’ennesimo capitolo di una storia che non smette di stupire per l’improvvisazione, per l’assenza di visione, per il niente che si vorrebbe costruire intorno al niente. Morale? Da allora, cioè da quel  20 marzo del 2018, quando lo studio Boeri dell’architetto Massimo Giuliani presentò per l’ultima volta ai cittadini le linee guida generali, sono passati quasi due anni ma quel che si ha in mano oggi resta una semplice “proposta tecnica del progetto preliminare”, approvata con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. Il prossimo passaggio avrebbe dovuto essere l’adozione del “progetto preliminare” a cui sarebbe dovuta seguire la “proposta tecnica del progetto definitivo” e quindi il “progetto definitivo” vero e proprio, che l’assessore Cafarelli aveva più o meno previsto nel settembre del 2021. Oggi è chiaro che stava raccontando una barzelletta. Ivrea 2O3O? Forse nel 2O4O...! Il nuovo prgc Il nuovo Prgc identifica 5 aree strategiche: Area ex Montefibre (o Polo della Mobilità), Area Edifici Pubblici (via Cardinal Fietta), Polo della Canoa (fra via Dora Baltea 1 e lo Stadio della Canoa), Lago di Città-Risalita al Centro storico e Polo Culturale e, infine il Polo Sportivo (area ex Varzi). Diversamente dalle “visioni” del 2O18, dal progetto è scomparsa l’idea di spostare il mercato nel centro urbano, ma si prevede di collegare quest’area con il centro storico attraverso l’installazione di ascensori o scale mobili.  Per l’area ex Montefibre si passa da una “visione residenziale” ad un Polo di Interscambio e di servizi, cioè ad una fotografia dell’esistente (Tribunale, Ambulatorio e Scuole). Nuova, invece, l’ipotesi di rendere gli edifici comunali di via Cardinal Fietta un Polo dell’Istruzione; idea già criticata in consiglio comunale non foss’altro che le scuole sono oggi dall’altra parte della Dora. Tra le altre cose la variante riporta in auge il traforo di Monte Navale; ipotizza di lasciar riemergere il Lago di Città; introduce la possibilità  di spostare da un punto all’altra della città le capacità edificatorie e  pure un sistema di “destinazioni d’uso” al negativo (cioè per ogni area l’elenco delle cose che non si possono fare, lasciando ai proprietari tutte le altre possibilità edificatorie e di utilizzo). Nessuna novità significativa, sulla zona Unesco. Si parla di fab-lab, start-up, recupero dell’eredità immateriale olivettiana. Si auspica di evitare l’eccessiva museificazione del sito, ma nulla di più.
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