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IVREA. Prgc, quanta fretta ma dove corri (Cafarelli), dove vai ...?

IVREA. Prgc, quanta fretta ma dove corri (Cafarelli), dove vai ...?

L'assessore Michele Cafarelli

Parliamo della variante al PRGC. Ne parliamo non foss’altro che la scorsa settimana, a parte il Covid-19, è l’unico argomento di cui i consiglieri comunali han discusso, collegati in video conferenza con l’assessore Michele Cafarelli.  Al centro del dibattito le modalità attraverso cui coinvolgere  la società civile, a cominciare dalle associazioni di categoria e dai professionisti operanti in città. C’è chi lo chiama: processo partecipativo.  Un bel problema considerando che non ci si può riunire, che si devono mantenere certe distanze che, in buona sostanza, è praticamente tutto bloccato. Insomma l’unico strumento resta la videoconferenza. L’idea è di invitare al massimo 15 persone in chat per un tempo (anche questo “massimo”) di un’ora e mezza.  Storce il naso il consigliere Francesco Comotto. Primo, perchè un’ora e mezza e troppo poco. Secondo, perchè il collegamento in video ha i suoi lati oscuri e tanti, tantissimi, impedimenti, a cominciare dalla linea che a va e viene. Sempre lui ha aggiunto la necessità di  ripubblicare il piano (194 pagine e circa 30 tavole) considerando che per un bel po’ di giorni in Municipio non si sono messe a disposizione le cartografie (si è negato ai cittadini l’accesso) e avrebbero dovuto esserlo per almeno 30 giorni. Ed è bastato questo perchè Cafarelli lo accusasse di voler rallentare l’iter. In sottofondo una canzone di Edoardo Bennato “Quanta fretta ma dove corri, dove vai...?”. Ci pare quasi di sentirla... “Io voglio rallentare il processo? -  stigmatizza Comotto - Ne parliamo da almeno 4 anni, per più di due anni con la precedente amministrazione. Va tutto bene ma credo che l’accelerata dovremmo darcela su altri aspetti primo fra tutti su come rilanciare l’economia cittadina. Mi sembra che l’Amministrazione, a parte farsi fotografare sui giornali mentre imbusta le mascherine, non stia facendo granchè ...” Tornando al prgc. di sicuro c’è che la Conferenza regionale di Co-pianificazione fissata per il 25 marzo è saltata, quindi ci sarebbe tutto il tempo per discutere e per prorogare i tempi  di  presentazione delle osservazioni. La storia del Prgc Insomma l’ennesimo capitolo della storia di un piano regolatore che non smette di stupire per l’improvvisazione, per l’assenza di visione, per il niente che si vorrebbe costruire intorno al niente. Era il 20 marzo del 2018 quando lo studio Boeri dell’architetto Massimo Giuliani presentava per l’ultima volta ai cittadini le linee guida generali. Da allora – e sono passati quasi due anni –  quel che si ha in mano è una semplice “proposta tecnica del progetto preliminare”, peraltro approvata con i soli voti della maggioranza. Il prossimo passaggio sarà l’adozione del “progetto preliminare”, in programma (forse) nell’agosto del 2020. Seguirà la “proposta tecnica del progetto definitivo” (novembre 2020) e quindi il “progetto definitivo” vero e prprio nel settembre 2021.  Il nuovo Prgc identifica 5 aree strategiche: Area ex Montefibre (o Polo della Mobilità), Area Edifici Pubblici (via Cardinal Fietta), Polo della Canoa (fra via Dora Baltea 1 e lo Stadio della Canoa), Lago di Città-Risalita al Centro storico e Polo Culturale e, infine il Polo Sportivo (area ex Varzi). Diversamente dalle “visioni” di due anni fa, dal progetto è scomparsa l’idea di spostare il mercato nel centro urbano, ma si prevede di collegare quest’area con il centro storico attraverso l’installazione di ascensori o scale mobili.  Per l’area ex Montefibre si passa da una “visione residenziale” ad un Polo di Interscambio e di servizi, cioè ad una fotografia dell’esistente (Tribunale, Ambulatorio e Scuole). Nuova, invece, l’ipotesi di rendere gli edifici comunali di via Cardinal Fietta un Polo dell’Istruzione; idea già criticata in consiglio comunale non foss’altro che le scuole sono oggi dall’altra parte della Dora. Tra le altre cose la variante riporta in auge il traforo di Monte Navale; ipotizza di lasciar riemergere il Lago di Città; introduce la possibilità  di spostare da un punto all’altra della città le capacità edificatorie e  pure un sistema di “destinazioni d’uso” al negativo (cioè per ogni area l’elenco delle cose che non si possono fare, lasciando ai proprietari tutte le altre possibilità edificatorie e di utilizzo). Nessuna novità significativa, sulla zona Unesco. Si parla di fab-lab, start-up, recupero dell’eredità immateriale olivettiana. Si auspica di evitare l’eccessiva museificazione del sito, ma nulla di più. Qui il rischio reale è che diventi impossibile qualsiasi intervento edilizio. Osservazioni Tra le osservazioni agli atti ce n‘è una a firma del capogruppo del Pd Maurizio Perinetti di circa una decina di pagine.
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