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VENARIA. “Abbiamo gestito l’emergenza con attenzione”

Finalmente, dopo settimane di attesa, si è concretizzato l’incontro fra familiari dei residenti della “Piccola Reggia” - compresi quelli purtroppo morti - Asl To3 e vertici della Rsa di via Fratelli Cervi, il tutto alla presenza del sindaco Fabio Giulivi e di una nutrita schiera di amministratori comunali.

Il Teatro della Concordia, aperto per l’occasione, ha visto riunirsi Giuseppe Greco, in rappresentanza dell’Asl To3 e presidente della commissione vigilanza di Rsa ed altre strutture assistenziali sotto l’egida dell’Asl To3; Davide Porta, amministatore delegato di Nuova Assistenza, società che gestisce la “Piccola Reggia”; il comandante della polizia municipale, Luca Vivalda; il presidente del consiglio Giuseppe Ferrauto; il vice sindaco Gianpaolo Cerrini; gli assessori Luigi Tinozzi, Marco Scavone e Paola Marchese; i consiglieri Michelangelo Matteucci, Rosario Galifi, Alessandro Gianasso, Rossana Schillaci, Pino Capogna, Mariachiara Catania, Andrea Carlomagno, Roberto Barcellona, Marco Palmieri, Barbara Virga e Valeria Strazzeri.

La riunione ha preso il via con un minuto di raccoglimento, voluto da Ferrauto, per onorare le vittime della Rsa.

Poi è stata la volta di Greco, che ha spiegato quanto fatto dall’Asl To3 nella prima e nella seconda ondata Covid: “Già nella fase 1 ha predisposto una vigilanza straordinaria su tutte le strutture residenziali, con 5 task force vista la grandezza della nostra Asl, una per distretto. La task force era composta da un medico igienista, un geriatra, da un coordinatore infemieristico e da una infermiera specializzata in infezioni. Da aprile in poi, a Venaria come in tutte le strutture Asl, si sono effettuate verifiche. A luglio è stato approvato e inviato un piano Covid II per l’area territoriale per un monitoraggio continuo anche in un periodo di basso contagio, con report settimanali inviati ai distretti di riferimento, inviando anche gli eventuali alert, ovvero per situazioni di pericolo. Il Dirmei, emanazione dell’Unità di Crisi, ha disposto uno screening per tutti gli ospiti delle strutture, con test antigienici. Il 13 novembre e il 2 dicembre sono state eseguite due ispezioni. Nella prima fase, a marzo, c’era stato un focolaio tra gli operatori, ma la situazione era stata ottimamente gestita e non c’erano stati casi di positività tra i pazienti. Questa volta, purtroppo, ci sono stati questi casi, nonostante le misure da parte della Piccola Reggia siano state adottate in modo impeccabile, ben organizzata anche sotto la divisione ‘sporco-pulito’. Il personale è ben preparato, usando correttamente i dpi, per altro sempre presenti e mai carenti. Dobbiamo essere chiari: il pericolo zero non esiste, specie in strutture sanitarie e ospedaliere. I rischi ci sono, inutile negarlo”.

E poi, finalmente, attraverso il dottor Porta, la Piccola Reggia ha avuto la possibilità di dire la sua versione dei fatti. Dire che lo abbia fatto, però, non ce la sentiamo. Un discorso troppo aziendalista, dove sono stati sciorinati dei numeri su morti pregressi, età dei residenti e poco più.

Ci mettiamo la faccia, dopo tutto quello che è successo in questo mese. Noi avevamo fin dagli esordi della pandemia composta da un medico competente e altri professionisti. Dai primi casi nazionali abbiamo gestito il problema con estrema attenzione. Pur avendo sempre applicato le stesse procedure, come nella prima fase, purtroppo c’è stata una escalation di casi e di morti. Nel 2017 avevamo avuto 31 morti, ora sono 56 ma in questi conteggiamo anche quelli morti per altre cause. La maggior parte dei nostri utenti hanno un’età superiore ai 90 anni. Sul futuro? Commissioni di vigilanza ce ne saranno, controlli anche. Continueremo a dialogare e confrontarci con l’amministrazione comunale. Cosa possiamo fare? Garantiremo tutti i servizi anche in futuro, dalla direzione sanitaria al personale medico, infermieristico e non. Se ci saranno delle responsabilità, le pagheremo. Fino in fondo. C’è bisogno però di serenità, da parte di tutti”.

Sinceramente, però, non possiamo aspettarci solo questo. Perché i parenti meritano rispetto.

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