“I mercati devono essere sempre aperti”. È questa la richiesta che arriva da una quarantina di Comuni. Un’iniziativa partita da Settimo che mette insieme tantissime realtà: dai Comuni della collina torinese, passando per Moncalieri, Collegno, Nichelino, per arrivare fino a Sant’Antonino da Susa.
Un’iniziativa che vuole rispondere alle proteste che, in questi giorni, hanno visto come protagonisti i mercatali del “non alimentare” che da settimane non possono più esporre nei mercati cittadini, da quando il Piemonte è entrato in zona rossa. Con il passaggio della nostra regione in zona arancione, questi, potranno tornare a lavorare ma l’intento dei Comuni è quello di guardare anche al futuro, in modo che i mercati possano continuare a funzionare, al completo, anche in caso di nuove restrizioni.“I mercati all’aperto - spiega l’assessore al commercio, Chiara Gaiola - sono luoghi dove è possibile organizzare attività in sicurezza, non solo per i banchi alimentari ma per tutti i banchi. Siccome non siamo ancora fuori dall’emergenza Covid e non si possono escludere nuove ondate, chiediamo agli Enti Competenti che sui mercati si consideri il fatto che sono gestibili e che nei futuri DPCM si possano considerare come luoghi aperti sempre”.
Ben 37 Comuni, quindi, hanno sottoscritto la lettera che la sindaca di Settimo, Elena Piastra, ha inviato al Ministero dell’Interno, al Presidente della Regione, Alberto Cirio, e al Prefetto.
“In questo periodo - scrive Piastra - gli ambulanti di tutto il settore extra alimentare sono stati fortemente penalizzati dalla mancata possibilità di partecipazione e gli ambulanti che vendevano merci inserite nell’allegato 23 al DPCM del 3 novembre sono stati doppiamente penalizzati, in quanto le stesse merceologie potevano essere vendute nei negozi in sede fissa. Inoltre se la chiusura dovesse ancora protrarsi a lungo nel tempo, il danno economico sarebbe ancora aggravato non solo dal mancato guadagno dovuto alla chiusura ma anche dalla perdita di valore della merce stessa. Molti operatori hanno acquistato la merce in vista del periodo invernale, seguendone la stagionalità, se questa non verrà venduta nelle prossime settimane, saranno costretti a svenderla o nella peggiore delle ipotesi a conferirla, in quanto alla riapertura dei mercati sarà ormai obsoleta”. In ragione di questo, si chiede un “via libera” per i mercati per tutte le categorie merceologiche. “Per la modalità con cui si svolgono i mercati - conclude la Piastra - riteniamo possibile il loro funzionamento in sicurezza, nel pieno rispetto delle linee guida emanate in occasione della riapertura delle attività economiche nel mese di maggio, anche con la partecipazione degli operatori mercatali extra alimentari. A tale proposito riteniamo, inoltre, che la riapertura debba essere non limitata al solo periodo natalizio ma continuativa proprio per la particolarità dei mercati che si svolgono in luoghi all’aperto e dotati di ampi spazi per il distanziamento interpersonale. Pertanto si richiede alle SS.VV. di prendere in considerazione la possibilità, in occasione dell’emanazione del nuovo DPCM, di proporre una completa riapertura dei mercati consentendo la partecipazione anche degli operatori che vendono tutti i generi extra alimentari”.
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