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Maestra d'asilo licenziata per due video e 28 fotografie hard. A Settimo Torinese non si parla d'altro

Maestra d'asilo licenziata per due video e 28 fotografie hard. A Settimo Torinese non si parla d'altro

Abusi su una donna (immagini di repertorio)

Da vittima a colpevole, come spesso - purtroppo - accade quando una donna viene incastrata dal revenge porn. Una storia incredibile. E’ la storia d una giovanissima maestra d’asilo che ha perso il lavoro per colpa di alcune foto e due video hard inviati all’allora fidanzato e che quest’ultimo, dopo la “rottura”, ha girato ad un gruppo di amici del calcetto. Da qui in avanti sino al cellulare di una mamma di uno dei bambini della scuola in cui la maestra insegnava. Ancor più incredibile che alcuni siti  tra cui www.rollingstone.it abbiano localizzato la storia a Settimo Torinese conciò innescando una lunga serie di pettegolezzi su chi sia la maestra e di quale scuola si tratti, con pennellate che hanno dell’inverosimile. Manco a dirlo è da due giorni che nella città delle penne non si parla d’altro. Può capitare e sta capitando proprio questo nel tempo dei social e delle fake news, colpevole una incredibile velocità di moltiplicazione dei lettori.

La storia

Tutto ha inizio nell’inverno del 2018 quando la ragazza conosce un calciatore dilettante di un paese dell’hinterland torinese. Per gioco lei gli invia un book fotografico di 28 fotografie erotiche e un video a luci rosse. Poi l’amore finisce e gli scatti rimangono nella memoria del telefono del ragazzo che li inoltra sulla chat dello spogliatoio. Tra queste ce n’è una che riporta il nome e cognome della maestra.  Il 26 marzo del 2018 scopre da un’amica quel che aveva fatto il ex fidanzato. Lo chiama. Gli chiede di cancellare tutto. La situazione sfugge di mano quando a intercettare il materiale erotico è la moglie di un altro calciatore. La donna riconosce la maestra d’asilo del figlio e grida allo scandalo. Spedisce le foto ad altre mamme e — stando alle accuse della Procura — arriva a minacciare la ragazza di mettere al corrente la direttrice scolastica se avesse sporto denuncia contro l’ex fidanzato. A quel punto la maestra decide di incontrare la direttrice dell’asilo in cui lavora per raccontarle tutto e questa anziché difenderla l’avrebbe invitata a rassegnare le dimissioni per «incompatibilità con il lavoro di educatrice». Aggiungendo che «se avesse dato spontaneamente le dimissioni», lei «non avrebbe avvisato le altre strutture». Viceversa, «avrebbe avuto un marchio per tutta la vita».  In un primo momento, la giovane (aveva appena 22 anni) non si scompone. Lo farà di lì a qualche giorno quando la direttrice la convoca e davanti alle colleghe la sottopone ad una terribile “reprimenda” definendola  «svergognata». Segue un provvedimento disciplinare della scuola. «Siamo venuti a sapere da alcuni genitori  - scrive la direttrice - che lei è protagonista di alcuni video e foto porno diffuse sui social e questo ha creato malcontento tra i genitori, che minacciano di ritirare i figli da scuola». A quel punto, «psicologicamente stremata - scrivono in querela i suoi legali Domenico Fragapane e Dario Cutaia - rassegna le dimissioni. Allo stesso tempo, confida che dal processo contro coloro che l’avrebbero offesa potrà emergere in maniera cristallina la plateale lesione dei suoi diritti…”. Ma le fotografie continuano a circolare e anche una collega di lavoro inoltra le immagini alle amiche.  Nella querela sono anche scanditi i momenti più drammatici di questa storia che ha ingenerato in lei «una profonda frustrazione e angoscia», fino a costringerla a «cambiare abitudini di vita. Deteriorando i rapporti familiari, professionali e sociali». «Soffro ancora per quello che è accaduto — racconta nei verbali agli atti dell’inchiesta — Il mio ex ha tradito la mia fiducia, mai avrei pensato che mettesse le mie foto su una chat». Al processo l’ex fidanzato (difeso dagli avvocati Alessandro Dimauro e Pasqualino Ciricosta) si è pentito. Ha risarcito la giovane, ottenendo così il beneficio della messa alla prova: un anno di servizi sociali. Direttrice dell’asilo e mamma «spiona» (assistite rispettivamente da Valentina Zancan e Flavia Pivano), invece, affronteranno il dibattimento: alla prima viene imputato di aver obbligato la ragazza alle dimissioni e di averla diffamata spiegando ai genitori dei bambini il motivo del suo addio; alla seconda di aver diffuso le immagini. Il marito di quest’ultima e la collega di lavoro della vittima, invece, hanno scelto riti alternativi.
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