Fuori da tutte le scuole sacchi pieni di vassoi e stoviglie usa e getta che non si capiva a quale tipologia di rifiuto appartenessero. La segnalazione era di alcuni genitori e insegnanti cheriferivano anche di cibi distribuiti con il solito scodellamento, cioè con i bambini disposti in fila, distanziati e con mascherina, in attesa di essere serviti e poi con il vassoio al proprio posto (tre alunni per tavolo, anziché sei) per consumare il pasto.
Insomma qualcosa sembrava non funzionasse nel servizio di refezione scolastica e nella gestione dei rifiuti al tempo del Covid. Tanto per cominciare perchè le disposizioni ministeriali relative all’emergenza sanitariaprevedono la distribuzione di monoporzioni in vaschette sigillate, preferibilmente compostabili. Secondo perchè si dovrebbe puntare ad alti livelli di raccolta differenziata, abbinata ad abitudini virtuose finalizzate alla riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, per salvaguardare non solo l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini.
Anche di questo si è parlato nel corso dell’ultimo consiglio comunale andato in onda in streaming sulla piattaforma Zoom. Ad accendere la miccia una mozione delle Opposizioni.“Vedere sacchi pieni di materiale non riciclabile fuori dai cassonetti - hanno stigmatizzato - non è certo un bell’esempio da mostrare ai giovani…”.
E poi sulle proroghe al contratto .
“Io credo - ha inforcato il consigliere comunale Andrea Benedino, Pd - non si possa andare avanti di rinnovo in rinnovo, senza far partire una nuova gara a meno che non sia ancora in piedi il project financing perun nuovo centro cottura...”.
Che poi, peraltro, qualche genitore ha pure parlato a Benedino di uno scadimento della qualità dei cibi. “Organizziamoci per qualche blitz. Quando ero assessore lo facevo”, ha esortato.
A correggere alcune informazioni, bollandole come provocatorie e non reali, ci ha pensato il consiglieredi maggioranza Maria Piras.“L’appaltatore sa bene -ha ribattuto - che materiale si sta utilizzando. E’ plastica riciclabile. Sono vassoi presagomati. Non si usano bicchieri ma borracce e le tovagliette sono di carta. Nei primi giorni del servizio c’è stato un problema e Scs ha prontamente risposto posizionando i contenitori per la raccolta differenziata davanti alle scuole. Abbiamo verificato che non c’è più nessun cumulo. Aggiungo che solo in una scuola si usa il refrettorio, in tutte le altre si mangia seduti al proprio banco...”.
Applausi a scena aperta per il gran lavoro realizzato? Macchè! Piuttosto il rimbrotto di Francesco Comotto: “Sarà anche vero che non sappiamo le cose ma è perchè non ce le dite e invece dovreste farlo nelle apposite commissioni...”.Il centro cottura...
Ma è sul famigerato nuovo centro cottura che il dibattito s’è vivacizzato. L’assessore Giorgia Povolo ha infatti sostenuto che fosse una delle tre possibili ipotesi in pista, oltre ad un nuovo bando di gara e alcook and gee (cibi surgelati e poipreparati in cucine, cosiddette di ripristino).
E questa è evidentemente una balla clamorosa. Glielo ha ricordato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti.
“Avevate detto che il centro cottura fosse l’unica scelta non una delle opzioni - l’ha messa al palo - Sapevamo che non sareste stati in grado ed è proprio stato così...
E quando si parla dell’appalto per il nuovo centro cottura, da un milione e mezzo di euro, è bene ricordare tutti quei pastrocchi combinati dal novembre del 2019 in avanti.
Lo si sarebbe voluto piazzare in località San Giovanni a spese di una delle otto imprese che a detta dell’assessore Povolo non vedevano l’ora di formulare una proposta.
Com’è finita lo sappiamo tutti. A febbraio la gara è andata deserta, nonostante un invito a partecipare inviato a otto aziende del settore (Cirfood di Reggio Emilia, Scamar di Lamezia Terme, Camst di Villanova di Castenaso, Elior di Milano, Sodexo Italia di Cinisello Balsamo, Euroristorazione di Quartesolo, Dussman service di Milano, GLE ristorazione di Savigliano).
E siccome l’appalto scadeva da lì a qualche giorno, cioè ad aprile altro non è rimasto da fare che una proroga di qualche mese e poi un’altra proroga per compensare i mesi persi con la prima chiusura da pandemia…
Tutt’altro film lo scorso novembre. In consiglio comunale dopo un tira e molla in commissione durato giorni e giorni su dove costruirlo, si era approvata una delibera di “indirizzo” che avrebbe vincolato la città ad una concessione di non meno di 15 anni del valore di oltre 18 milioni di euro. Il centro cottura sarebbe stato realizzato da un privato ma pagato interamente dagli utenti con le tariffe.“Lo scorso anno abbiamo speso 25 mila euro per le manutenzioni – aveva tuonato Povolo in allora – cascano le piastrelle e piove dentro… non ci sono alternative”.
Inutile chiederle - e glielo chiesero le Opposizioni,“perché mainon si potesse fare un appalto slegato dal centro cottura....”.“Povolo Pinocchio” non aggiunse altro, peraltro prendendosi gioco dell’assise con mezzi sorrisetti. La morale?
Ride bene chi ride per ultimo e Povolo è già da un pezzo che ha smesso di ridere...
Liborio La Mattina
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