“Sono solo 20 bambini. Non s’è voluto fare un dispetto. Si sta cercando di fare tutto il possibile per andare incontro alle famiglie...”, così il consigliere Monica Girelli l’altra sera in consiglio comunale, in difesa dei nuovi orari di ingresso e di uscita del pre e del post scuola, fortemente criticati da tutta l’opposizione e, sui social, pure da decine di genitori.
Premessa: mancava il personale per accompagnare i bambini dal cancello all’edificio. Da qui la decisione dell’Amministrazione di individuare fasce molto rigide che vanno dalle 7.30 alle 7.35 (o 7.20-7.25 per chi inizia alle 8.20)e dalle 17.25 alle 17.30 ( o 17.15-17.20 per chi termina alle 16.20).
La leghista Anna Bono ne ha subito fatto una questione politica puntando il dito sugli errori e le omissioni del Governo e su un’emergenza che si poteva “se non evitare, di sicuro prevedere”.“Si tratta di un servizio complementare - ha stigmatizzato - Molti Comuni vi hanno rinunciato ma noi abbiamo fatto del nostro meglio per attivarlo. Piuttosto che sospenderlo si è preferito istituire delle finestre di entrata e di uscita. Considerando i sacrifici e i danni imposti a tutti, non vedo tutto questo scandalo. Scandaloso è semmai l’incuria nell’organizzazione delle lezioni e della scuola. Teniamo conto che il 14 settembre decine di cattedre erano ancora da assegnare...”.
Di tutt’altro avviso il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti.
“Il servizio di pre e post scuola – aveva inforcato e pure scritto – deve servire a garantire un ingresso e un’uscita flessibili per dar modo ai genitori di portare e prendere i bambini. Questa rigidità non ha senso. In piùcontribuisce a creare assembramentoconcentrando nel giro di 5 minuti (sic!) tutti gli ingressi e le uscite. Capisco che per gestire la flessibilità sarebbe necessario avere più personale. Lo si faccia. Non credo proprio che il Comune quest’anno abbia problemi di bilancio. Le risorse ci sono. Così si affonda un servizio e noi siamo assolutamente contrari a questo modo di gestire i servizi…”.
E poi ancora Perinetti: “A Bollengo il pre e il post è stato attivato con quattro persone per accompagnare i ragazzi fuori e dentro la scuola. A Ivrea è chiara la volontà di tagliare il servizio. Insomma la pensiamo i maniera diversa...”.
Diciamo che oggi non ci sono più dubbi. A “Palazzo” questo servizio avrebbero preferito non attivarlo.“Non possiamo paragonare Bollengo con Ivrea -si è inserita nel dibattitoMara Bagnod -Molte famiglie sono contente di quello che sono riuscite ad ottenere. Qualcuno stava abusando del servizio...”
Finita qui? Neanche per idea.
“Bono fa campagna elettorale - ha ribattutto il consigliere comunale Gabriella Colosso chiedendo per l’ennesima volta la convocazione delle commissioni preposte per discutere di problemi come questo - Non è facile organizzare un doposcuola, ma già lo scorso anno, conil centro estivo e la decisione di far anticipare la retta ai genitori si era fatto di tutto per farli scappare. Oggi ci risiamo. Si danno delle direttive e poi si cambiano le carte in corso d’opera con un comunicato fatto apposta per indurre le famiglie a cancellarsi.Ci fossimo messi tutti intorni ad un tavolo a ragionare forse delle risposte si sarebbero potute trovare”.
l.l.m.
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