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IVREA. Cambia l'organizzazione del servizio pre e post scuola. Bufera su Povolo. "Ma cosa vi siete fumati?"

IVREA. Cambia l'organizzazione del servizio pre e post scuola. Bufera su Povolo. "Ma cosa vi siete fumati?"

Giorgia Povolo

E’ bastato avvisare le famiglie che a partire da lunedì 26 ottobre sarebbe cambiata l’organizzazione del servizio pre e post scuola per scatenare, non a torto, un putiferio direttamente sulla pagina Facebook del Comune. In sostanza –  dice l’Amministrazione comunale – gli ingressi per il servizio di “pre” scuola saranno solo consentiti dalle 7.30 alle 7.35 (o 7.20-7.25 per chi inizia poi la scuola alle 8.20), così come il servizio di “post” potrà prevedere l’uscita dei bambini solo dalle 17.25 alle 17.30 ( o 17.15-17.20 per chi termina il tempo scuola alle 16.20).  Le reazioni non si sono fatte attendere a cominciare da quella del capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. “Il servizio di pre e post scuola - ha stigmatizzato - deve servire a garantire un ingresso e uscita flessibile per dar modo ai genitori di portare e prendere i bambini. Questa rigidità non ha senso. In più  contribuisce a creare assembramento  concentrando nel giro di 5 minuti (sic!) tutti gli ingressi e uscite. Capisco che per gestire la flessibilità sarebbe necessario avere una persona. In tutto si tratterebbe di avere 7  persone un’ora al mattino e un’ora al pomeriggio.  Si faccia. Non credo proprio che il Comune quest’anno abbia problemi di bilancio. Le risorse ci sono. Così invece si affonda un servizio e sembra quasi che il Comune voglia scoraggiare le famiglie. Noi siamo assolutamente contrari a questo modo di gestire i servizi da parte di questa  Amministrazione...”. Il dubbio che a “Palazzo” quasi quasi questo servizio preferirebbero non erogarlo è peraltro piuttosto chiaro nel comunicato stampa. Sibillina e fortemente ambigua la chiosa finale: “Chi non volesse più usufruire del servizio altro non dovrà fare che comunicarlo scrivendo una mail a rettescolastiche@comune.ivrea.to.it entro venerdì 23/10/2020 alle 11.00…”. Insomma una bastonata ai genitori che così forte non se la erano mai neanche sognata. “Con questa scelta – è partita alla carica Sara Monte nella pagina Facebook del Comune– si penalizzano ovviamente le famiglie con entrambi i genitori lavoratori e senza assistenza di nonni e paracaduti famigliari, a scapito dei bambini che dovranno stare a scuola fino a 10 ore per la carenza di personale dedicato al servizio…”. Arrabbiato, deluso, sconcertato pure Andrea Bardi. “Devo constatare con rammarico – scrive – che, in un periodo di enormi difficoltà logistiche per le famiglie, tutto state facendo fuorché dare una mano ai cittadini…”.  E più di lui Manuela Ricca:“Con più di 6 mesi di tempo per programmare questa gestione, dopo soli 3 giorni di servizio, si scoprono difficoltà logistiche, inesistenti vorrei sottolineare. Parè che sia l’unico comune a non saper gestire la situazione, le altre scuole al di fuori di ivrea non incontrano difficoltà a venire ncontro ai genitori. Davvero vergognoso…”. C’è chi li prende in giro. “Data l’enfasi dell’articolo del giornale La Sentinella – commenta Manuela Ribolziin cui si evidenziava l’enorme sforzo fatto dal Comune sia in termini economici che organizzativi per aiutare le famiglie, trovo che a distanza di 3 giorni dall’attivazione del servizio modificare in questo modo così vincolante gli orari ed i termini per l’eventuale disdetta, sia l’ennesimo disagio che ricade sulle famiglie. È possibile trovare altre soluzioni, per esempio scaglionare diversamente, ad esempio a distanza di mezz’ora?”. C’è chi non si trattiene più come Mauro Celani (“Ma che cosa avete fumato? Ma che senso ha?!? Quali sono le motivazioni organizzative ed epidemiologiche?!? Per fortuna risiedo a Cascinette…“) e Federica Marta (“Ma stiamo scherzando? 5 settimane per organizzare il pre e post e solo dopo 2 giorno cambiare e limitate gli orari???? Ma a cosa serve il servizio così?…”) “Forse l’attuale amministrazione – stigmatizza Federica Ellenanon si rende conto delle necessità delle famiglie. Ritengo che sia un provvedimento sconsiderato che invece di ridurre gli assembramenti rischia di incrementarli, sempre che le famiglie non siano costrette a dover rinunciare al servizio. Ritengo anche che legalmente non sia possibile trattenere dei minori se i genitori si presentano per prenderli. Ma mi informerò con l’avvocato!”. Una catastrofe... Il dubbio assale Lorenzo Schianta (“Ma eliminando entrate ed uscite libere ed introducendo orari limitati, molto limitati,non si rischia di avere tutti i genitori assembrati e raggruppati a prelevare i bimbi nell’arco di 5 minuti ?!!?”) e pure Massimo Sozzi (“Le limitazioni che avete scelto di imporre, sarebbero utili a limitare i rischi dell’epidemia? In che modo? O servono solo a far allontanare le famiglie, così da poter chiudere il servizio perché i bimbi sono troppo pochi?!”).

L’assessore Povolo

E su questa storia, manco a dirlo, l’assessore Povolo di giustificazioni solide non ne ha data manco mezza. In un’intervista pubblicata su La Sentinella, prima ha tentato di intenerire tutti con i maggiori costi del servizio, poi ha puntato il dito sulle nuove regole che non permettono ai genitori di varcare il portone d’ingresso, infine ha ammesso di non essere riuscita a trovare del personale. Morale? Davanti alle scuole più grandi darà un mano l’associazione UNUCI, per tutte le altre si cercheranno di mettere in piedi dei progetti con il Centro per l’impiego, eventualmente utilizzando i percettori del reddito di cittadinanza. Insomma: campa cavallo. E intanto? Il 20% delle famiglie ha dato forfait. Si erano iscritti 74 bambini delle scuole dell’infanzia e 327 delle primarie.

Colosso chiede più soldi per la scuola

E’ arrabbiatissima il consigliere comunale Gabriella Colosso (Pd). Arrabbiata quanto e più dei genitori sui nuovi orari imposti al servizio di pre e post scuola. Arrabbiata perchè all’assessore non è venuto in mente di convocare la “commissione politiche sociali” con il solito agire “arrogante”. “In situazioni tanto delicate non ci può essere una maggioranza ed una opposizione ma una maggioranza ed una minoranza che, insieme, affrontano il benessere per trovare le miglior risposte - stigmatizza - La situazione è complessa, non si può “liquidare” il problema attraverso un comunicato che ha allontanato le famiglie invece che tutelarle...” Risultato? Molti genitori hanno ritirato i propri figli. Da qui la richiesta di Colosso di convocazione urgente di stanziamento di ulteriori risorse economiche. “Quando i bambini - aggiunge  - lasciano una scuola per un’altra che risponda ai loro bisogni, deve essere chiaro a tutti che ci perde l’intera struttura scolastica... Il servizio integrativo di pre e post scuola ha una funzione socio-educativa e si inserisce in una politica di sostegno alle famiglie e di interventi volti a concorrere all’ effettiva attuazione del diritto allo studio e ad agevolare la frequenza scolastica degli alunni...”
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