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IVREA. Carnevale sì o Carnevale no? Si deciderà entro il 14 ottobre!

IVREA. Carnevale sì o Carnevale no?  Si deciderà entro il 14 ottobre!

Il mai generale Alberto Bombonato e il presidente della Fondazione Piero Gillardi

La notizia è questa. Entro il 14 di ottobre si deciderà,  se organizzare o meno il Carnevale. Uno a dieci che non si fa e, infatti, anche di questo s’è parlato mercoledì scorso ad una riunione di tutte le Componenti, presente Paolo Cafasso che nel cda della Fondazione dello storico Carnevale dovrebbe rappresentarle.  Non è sostenibile da un punto di vista delle distanze. Non è sostenibile da un punto di vista del contagio. A meno che il virus non decida di scomparire nelle prossime settimane e se eventualmente decidesse di togliere il disturbo più avanti il Carnevale salterà lo stesso perchè non ci sarebbero più i tempi, banalmente, per acquistare tutti i quintali di arance che occorrono. Su tutto il resto, la situazione è, a ben vedere, fin troppo kafkiana a cominciare dagli interrogativi sulla bozza del nuovo statuto con 5 membri del cda di cui uno nominato da tutte le Componenti riunite in un’unica nuova “stupida” associazione. Situazioe kafkiana Non si capisce quale sia l’intenzione dei manovratori così come non si capisce con quale faccia il presidente Piero Gillardi e tutta l’Amministrazione comunale che di membri ne avrebbero voluto 7 si siano permessi di correggere il numero senza accompagnare la correzione da un minimo di dibattito in consiglio comunale, ormai da mesi privato da ogni tipo di autorevolezza o se si preferisce relegato in uno degli angoli più bui dell’Amministrazione della cosa pubblica.  A parte l’inciso, tutte concordi, l’alta sera, le Componenti, nel dire che le nuove regole sono un danno alla manifestazione e che la filosofia sembra ispirata dal concetto del dividi et impera. Dividere cosa e da chi? Per esempio la parte storica da tutto il resto. Prendiamo gli aranceri veri padroni della festa.? Diciamo un’eresia nel definirli schiavi anche loro della propria enormità? Probabilmente sì, ma c’è stato un tempo in cui i capi delle squadre erano riconosciuti da tutti gli iscritti, al contrario di oggi con la stragrande maggioranza dei tiratori allegramente indifferente. Mettiamoli pure tutti attorno ad un tavolo: abbà, vivandiere, picche, mugnaie, ufficiali, alfieri, ecceterera eccetera. Agitiamoli ben bene ... E ci saranno quelli che decidono per due e avranno litigato per arrivare ad una sintesi e quelli che dicono di decidere per tre mila ma in realtà stan decidendo tutto da soli. Una nuova associazione La verità è che lo Statuto prevede una nuova Associazione di tutte le Componenti ma l’Associazione non ha un senso e qualsiasi decisione possa essere presa lì dentro nessuno in città sarà in grado di gestirla, salvo non si tratti del rispetto di un’ordinanza sindacale, s’intende.   Sarà come travasare le responsabilità del comando dalla Fondazione al nuovo soggetto e allora qualcuno ci dovrà spiegare che senso avrà la Fondazione. Solo la gestione del denaro e del sito internet, i bandi di arruolamento e la ricerca di mugnaie e Abbà?  Un po’ pochino, considerando che è sulla parte organizzativa che la si è sempre misurata. Sembra di sentire un vecchio disco. Per fare il Carnevale ci vuole una Fondazione. Per fare la Fondazione ci vuole un’associazione. Roba da squilibrati mentali ed anche un po’ per questo non si capisce chi abbia partorito l’idea... .  La speranza è che le Componenti lungi dal piegarsi alle decisioni calate dall’alto si facciano sentire e come loro battano i pugni sul tavolo anche le Opposizioni in consiglio comunale.  Anche perchè se tanto ci dà tanto la bozza 2.0 del nuovo statuto sarà sicuramente approvato  nel primo consiglio comunale utile. Le bugie di Sertoli Un argomento su cui in quella sede varrebbe davvero la pena discutere sono peraltro, oltre alle bugie raccontate da Sertoli sul perchè si sia perso tutto questo tempo in Regione con la prima bozza di statuto, anche i conti del Carnevale. Nè il sindaco Stefano Sertoli, nè l’Amministrazione comunale nel suo insieme, nè la Fondazione, nè il presidente Piero Gillardi, ci hanno ancora illuminato su come sia andata da un punto di vista finanziario l’ultima edizione. Non esiste, comunque non è mai stato pubblicato, un bilancio di previsione. Fermo con le quattro frecce, chissà in quale cassetto, pure il conto consuntivo. Non esiste un bilancio preventivo per il 2019/2020, ma si scopre che non è mai stato pubblicato anche il Bilancio preventivo 2018/2019 che è poi quello che a consuntivo ha rivelato una perdita di 36.947 euro coperta per fortuna dagli utili degli anni precedenti. Insomma una gestione che fa acqua da tutte le parti considerando che l’esercizio non chiude al 31 dicembre ma al 30 giugno e sono passati già quasi tre mesi. Il fronte giudiziario Con l’autunno alle porte, peraltro, la concentrazione dell’Amministrazione comunale, dovrà essere molto alta anche sul fronte della “giustizia”.  E si comincerà con un’udienza davanti ai giudici del Tar a cui si è rivolto Alberto Bombonato (grande amico del deputato Alessandro Giglio Vigna e degli assessori comunali Giorgia Povolo e Giuliano Balzola), chiedendo di dichiarare “nullo” l’atto con cui il cda, presieduto da Piero Gillardi, lo ha sostituito nel ruolo di “Generale” con Vincenzo Ceratti. Da aggiungersi all’altro ricorso al Tar (la prima udienza è fissata il 7 ottobre) promosso da 11 ufficiali sui 29 esclusi dal bando di arruolamento.  Altra patata bollente la querela dell’ex vivandiera Federica Di Matteo (difesa dall’avvocato Manuel Peretti) a Alberto Bombonato e alla Fondazione. La vicenda, finita su tutti i rotocalchi italiani è assai nota. Ad un certo punto una vivandiera si dimette e nel totale silenzio degli organizzatori intenti a non far trapelare nulla si scopre che prima di abbandonare il campo aveva informato Gillardi e il sindaco su presunte molestie telefoniche da parte del Generale designato e non ancora salito a cavallo. I giornali lo scoprono. Lo scrivono. E succede un patatrac. Evidenti però le resistenze sia del cda della Fondazione, sia del sindaco a dare troppo credito alla storia, un po’ per quell’insano maschilismo che governa la festa, un po’ per il danno di immagine che la manifestazione ne avrebbe avuto, infine, un po’ perchè proprio non capiscono e sono duri di comprendonio… Gran finale con il sindaco che se ne lava le mani e affida a Gillardi il compito di risolvere in fretta la “frittata” peraltro considerandolo colpevole per essersela fatta sfuggire di mano quando ancora poteva essere gestita. Un cda in scadenza E si ricomincerà dall’ultimo consiglio comunale con il sindaco “tontolone” che fa finta di non sapere di uno statuto “modificato” ma  fermo con le quattro frecce in Regione perchè Gillardi non si è presentato ad un appuntamento pre-Covid. E si ricomincerà da un cda che è in scadenza, deve essere rinnovato e in tanti stan chiedendo la testa di Gillardi.  E si ricomincerà probabilmente puntando il dito su chi la sta portando avanti per le lunghe con l’obiettivo di nominare il nuovo cda già con il nuovo Statuto. Se non è questo un colpo basso diteci voi che cos’è... Liborio La Mattina
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