L’ex vicesindaco Elisabetta Ballurio si è rivolta al Capo dello Stato Sergio Mattarella contro il provvedimento attraverso cui le sono state tolte le deleghe? In molti, lì per lì, avevano fatto finta che la cosa poco interessasse...
Nell’elenco dei “chissenefrega...” anche tutti gli assessori e alcuni consiglieri di maggioranza. Ufficialmente non hanno detto “beh”. Hanno cercato di salvare la forma lasciando inalterata la sostanza. In verità, subito dopo la notizia diffusa da questo giornale, e alla prima occasione utile, la giunta s’è riunita e ha nominato subito uno stuolo di avvocati. Vale a dire a Vittorio Barosio, Mario Briccarello e Valentina Troisi, tutti e tre con rappresentanza disgiunta.Con ciò autorizzando il Sindaco a resistere nel giudizio in nome e per conto dell’Ente. Tant’è! La sensazione è che alla maggioranza un po’ brucia il fondoschiena, comunque che non l’han presa affatto sottogamba. Una ragione evidentemente c’è non foss’altro che la decisione rischia di arrivare nel bel mezzo della prossima campagna elettorale.
Insomma, pensavano con il licenziamento di essersi tolta di mezzo la Ballurio e invece potrebbero aver fatto un grandissimo “autogol” a tutto vantaggio della cronaca giornalistica e delle Opposizioni.
Che errore clamoroso ...
Un errore, a ben vedere, tutto politico, considerando che in politica si va in guerra solo se si ha la certezza di “annientare” l’avversario, quando questa certezza non c’è si media, si trova un accordo, si fa altro insomma....Nel ricorso
Nel ricorso a Sergio Mattarella si sostiene che il provvedimentonon contenga motivazioni concrete ma solo una clausola generica da ritenere “illegittima” per non aver consentito alcun contraddittorio.
Sull’obbligo di “motivazione” Ballurio (evidentemente aiutata in ciò da un avvocato) cita una lunga serie di leggi e sentenze della Corte di Cassazione. Non in ultima la 241 del 1990 in cui si specifica che “sussiste comunque il dovere di giustificare l’esercizio del relativo potere, che non può certamente essere arbitrario, dovendo essere rivolto a curare gli interessi della comunità secondo il programma politico amministrativo sulla cui base è intervenuto il voto popolare…”.
C’è poi un aspetto formale. E ci sarebbe dovuta essere una comunicazione di avvio e magari anche “una richiesta di chiarimento”, qualcosa di sostanziale insomma, prima della delibera di presa d’atto del consiglio comunale.
Nel ricorso peraltro Ballurio precisa di non essersi mai scostata dal programma politico condiviso e che la sua attività s’è svolta in modo coordinato,infine che il Sindaco “prima della revoca delle deleghe” non le avrebbe mai contestato alcunché.
Da qui il grave pregiudizio e, in caso di vittoria, la presumibile volontà di procedere con una richiesta di danni direttamente al Sindaco che ha firmato il provvedimento. “Accettando la delega di Assessore – spiega ancora Ballurio – ho rinunciato all’incarico di Consigliere Comunale ed ora essendo stata revocata ingiustamente, risulto esclusa da ogni incarico istituzionale comunale, con conseguente grave pregiudizio…”
La denuncia va ben oltre.
“E’ possibile – scrive sempre nel ricorso Ballurio – che il Sindaco abbia assunto questo provvedimento in quanto Ballurio ebbe a manifestare un parere contrario circa la sua partecipazione ad un corteo vietato durante il periodo pre emergenziale Covid19, corteo peraltro vietato da una sua stessa ordinanza. Una diversa veduta su una questione che nulla aveva a che vedere con il programma politico amministrativo…”.
S’aggiunge (anzi lo aggiunge sempre lei allegando numerosi articoli di giornale) una crisi di maggioranza in Consiglio Comunale risolta proprio grazie al suo licenziamento e alla nomina dell’assessore Costanza Casali. “Ma questo – stigmatizza – cosa c’entra con la fiducia?”
Infine l’affondo: “Dal momento che avevo iniziato un nuovo lavoro all’inizio di febbraio pare che il Sindaco, in più d’una occasione, si sarebbe giustificato puntando il dito sulle numerose mie assenze alle riunioni di Giunta, mentre è documentata la regolarità delle presenze sin dall’insediamento dell’esecutivo, salvo che le ultime quattro del mese di febbraio, periodo in cui stavo attendendo l’autorizzazione del nuovo datore di lavoro arrivata appunto a fine febbraio.”
Giustificazioni “strumentali e meschin” chiosa Ballurio.
Perchè Sergio Mattarellaa?
Benché riferito al Presidente della Repubblica, che formalmente emette la decisione finale il ricorso vede in realtà come reale protagonista il Consiglio di Stato il quale esprime un parere vincolante per la decisione finale e dunque, de facto definisce egli stesso l’esito del ricorso.
Il termine per ricorrere è più ampio di quello previsto per il ricorso giudiziale e non è necessario il patrocinio legale.
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