Un nuovo centro commerciale alle porte della città. Anzi, più che un centro commerciale parliamo di una vera e propria mega area di svago a pochi metri da Settimo. Un investimento da 190 milioni darà vita al polo commerciale più grande di Torino, che sorgerà nell’area prima occupata dallo stabilimento Michelin nel quadrante Nord-Est. La vendita dell’area lungo corso Romania e strada Cebrosa si è conclusa un anno fa ed ora il progetto è pronto a partire.
Nella nuova imponente struttura ci saranno circa 130 attività tra cui bar, ristoranti, un hotel business e spazi riservati a sport, eventi ed intrattenimento. I cantieri copriranno una superficie di 270 mila metri quadri, di cui 45 mila al coperto riservati a negozi, ristorazione e servizi. Verrà poi ampliato corso Romania dalla rotonda di corso Giulio Cesare sino al confine con Settimo, creando un boulevard con 4 corsie e 2 piste ciclabili, con una fascia verde di 60 metri tra il boulevard e le aree costruite, razionalizzando la viabilità dell’area. Insomma, l’ennesima area commerciale che, per altro, si va ad aggiungere a quelle già presenti in zona: Settimo Cielo e il Torino Outlet Village. Questa volta, però, Settimo non c’entra nulla, siamo sul territorio torinese e, come si dice in questi casi, è tutta farina del sacco della sindaca Chiara Appendino. Eppure, come è normale che sia, l’arrivo di un gigante del genere a due passi da Settimo non potrà che portare ricadute sul commercio settimese, sia quello delle grandi aree commerciali, ma anche sul più classico commercio cittadino, tra le vie del centro storico. Ed è proprio su questo che punta il dito la sindaca di Settimo, Elena Piastra, chiedendo una maggiore condivisione, per il futuro, alla Città di Torino.
“È un mega centro commerciale. - spiega - È necessario che le zone di confine non siano considerate di una o di un’altra città, portare Brico in zona che ha già sue complessità rischia di portare problemi in un’area già sufficientemente provata. La grande città non dovrebbe semplicemente occuparsi di farsi i suoi piani urbanistici. Le aree di confine debbano essere pensate insieme, questo è un punto fondamentale e deve essere considerato, anche da una città come Torino”.
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