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IVREA. Ville abusive e campo nomadi. Il calvario dei Gaida non è finito. Salta l'accordo con il Comune...

IVREA. Ville abusive e campo nomadi. Il calvario dei Gaida non è finito. Salta l'accordo con il Comune...

LE VILLE DEI SINTI A IVREA

Parliamo di un terreno di oltre 5 mila metri quadri in strada vicinale Cascine Forneris. Un giorno di oltre 20 anni fa  è stato occupato abusivamente dai nomadi.   L’incubo di una vita per Giovanni Gaida, venuto a mancare nel 2018 senza veder risolto il problema e oggi pure l’incubo della moglie Gloriana Lesca Gaida e dei figli che purtroppo lo hanno ereditato con la speranza di non doverlo trasferire ai nipoti….  E pensare che quando tutto è iniziato sarebbe bastato che il Comune con poca spesa e un po’ di diligenza avesse dato loro ascolto  ripristinando la recinzione divelta che divideva quel terreno dal Campo Nomadi, il che avrebbe evitato tutti i successivi illeciti.   E invece? Nulla! Al taglio di 29 alberi di rovere per costruire un galoppatoio per cavalli da corsa è seguita la costruzione di una serie di villette abusive, di certo  costruite non in una sole notte.   Tutto spiegato, giorno per giorno, minuto dopo minuto, abusi compresi, in una relazione del maggio del 2000 firmata da due tecnici dell’Arpa, due dirigenti dell’area tecnica e dal maresciallo Rebesco. Ma anche da una sentenza del 30 dicembre del 2003 di condanna del comportamento del Comune di Ivrea per aver posto in essere “una condotta colposa consentendo una sostanziale espropriazione dei fondi…”.  

La sentenza del Tar del 2005

Risale invece al 2005 un sentenza del Tar attaverso cui il giudice ordina all’Amministrazione Comunale la demolizione degli abusi edilizi. Fu quella volta che il Comune avrebbe  chiesto (sembra di raccontare una barzelletta) che fosse il proprietario ad occuparsene, magari con pala e piccone, a tu per tu con i “Sinti”, cioè quegli stessi “sinti” che in precedenti occasioni lo avevano selvaggiamente aggredito.   Insomma, un’Amministrazione comunale che non vedeva, non sentiva e faceva finta di non capire, paradossalmente però  molto attenta ad inviare al Gaida (proprietario dei terreni) e non ai sinti, accertamenti Ici e Imu del 2015 relativi ai fabbricati abusivi.   Stesso identico film di alcuni anni prima, quando in consiglio approdò l’interrogazione di Pierre Blasotta dei Cinque Stelle.   A Gaida, solo contro tutti, la Pubblica Amministrazione negli anni scorsi è arrivata al punto di notificare persino due grosse multe per mancato accatastamento degli immobili abusivi, ancor oggi irrevocata bensì solo sospesa!....  Nel 2018 la storia eravamo arrivati a raccontarla fino a qui, aggiungendoci che, da 20 anni a quella parte, sindaci e assessori succedutisi “a palazzo” avevano sempre fatto finta di volersene occupare, in verità solo spostando con scuse varie il problema più in là di anno in anno e tra le altre cose, nel 2002, variando la destinazione urbanistica dell’area, da agricola ad area a Servizi per ampliamento del Campo Nomadi, con ciò rendendola invendibile.  Per il Comune comunque un bel “valore aggiunto” in quanto unibile alla adiacente vasta area della Cascina Zanetti già di proprietà Comunale. A maggior ragione se in futuro il Campo Nomadi venisse spostato in altro luogo più idoneo dell’attuale piazzato in mezzo alle tante cascine che ne subiscono la vicinanza.  Della vicenda, come tutti sanno, un paio di anni fa, se ne erano attivamente occupati anche il consigliere comunale Francesco Comotto, l’ex consigliere comunale di Forza Italia Tommaso Gilardini e l’attuale presidente del consiglio Diego Borla, quando era in opposizione.   E c’è anche una lettera del 14/03/2018 firmata dall’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico, l’architetto Nedo Vinzio, inviata all’allora Sindaco ed a tutti i Consiglieri, che informava i Gaida “delle attività avviate per addivenire all’esproprio delle aree” con un elenco di 7 punti necessari per giungere all’atto notarile di acquisizione tra i quali la stesura del Progetto definitivo per la fognatura di cui (pensa un po’ te)  il campo nomadi è sprovvisto.  

Fogne a cielo aperto

E quest’ultimo è davvero un altro grosso problema del Campo Nomadi, essenziale per ogni abitabilità. Attualmente esistono solo pozzi perdenti (non è chiaro quanti e dove siano) il cui scolo da ormai parecchi anni ha creato un laghetto di malsano e maleodorante liquame che in inverno quando gela diventa luogo di pattinaggio di sprovveduti e incustoditi bambini che si divertono inconsapevoli del pericolo. Inutile star qui a sottolineare che costruire in tutta fretta la fognatura non sarebbe un atto di “condiscendenza” verso i Gaida bensì un interesse primario del Comune che di questa situazione è indubbiamente responsabile penalmente e anche passibile di pesanti multe della CEE per comportamenti riguardanti la salute pubblica. Finita qui? Macchè! Veniamo all’oggi.  

L’ultima riunione

Durante una recente riunione in Municipio cos’han fatto Sertoli & C. Han detto a Gloriana Lesca e ai suoi figli che non si poteva adempiere all’acquisizione del terreno in quanto la precedente Amministrazione non avrebbe completato l’iter proposto con la lettera del 14/03/2018 e di conseguenza mancherebbero le basi per dimostrare “un esproprio di pubblica utilità”. E usiamo il condizionale non foss’altro che su quel che è effettivamente successo a quest’incontro non c’è traccia, solo brusii...   Domanda: ma la pubblica utilità non era già stata dimostrata in modo evidente con l’inserimento dell’area nel PRGC?   Ci si chiede che cosa manchi per mettere la parola fine a questo calvario.   Ce lo si chiede a maggior ragione oggi con un’Amministrazione che a parole sembra seriamente intenzionata a risolvere rapidamente l’annoso problema e poi di fatto vuole rinviare la dichiarazione di interesse pubblico a data da destinarsi.   Da un punto di vista formale e sostanziale una vera e propria sconfitta per il cittadino che subisce impotente sino alla morte!   C’è poi anche da chiedersi  (e fanno due) se esista una “malafede” del Comune e dei funzionari nell’aver omesso di eseguire una sentenza e  inottemperato a opere che riguardano la salubrità.  Insomma ma è così che si amministra? Con comportamenti “strategici e dilatori” illudendo  e facendo credere ai Gaida che la situazione si sarebbe risoltando senza la necessità di quelle  azioni giudiziarie che sicuramente oggi si rendono indispensabili,  con aggravi di spese  del Comune, quindi a carico di chi paga le tasse?   C’era una volta un Campo per la sosta temporanea dei nomadi e oggi c’è un nuovo “quartiere residenziale” al quale il Comune presto o tardi dovrà dare una fognatura, l’acquedotto, l’illuminazione e ulteriori servizi il tutto a spese dei cittadini che invece quando costruiscono devono versare costosi oneri di urbanizzazione. Evidente a tutti che di abbattere le villette non se ne parlerà mai.  Resta come unica soluzione possibile l’esproprio dei terreni da parte del Comune per non aggiungere altro danno alle beffe.  Staremo a vedere se il Comune vorrà finalmente dare concretezza alle intenzioni manifestate in tempi brevi per concludere con la dovuta etica questa situazione e vi terremo informati.
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