Dunque ti sei decisa…. Hai presentato ricorso al Presidente della Repubblica? Ma come ti è venuto in mente Mattarella?
Sono sincera. Quando è successo non ci potevo e volevo credere. Ne ho vissute parecchie in politica e in amministrazione, ma di questo livello mai. Ci si scontrava nel merito, nel metodo, per i tempi con cui portare avanti le attività, ma non ho mai visto fare cose così da chi conosce i sacrifici e il lavoro di chi fa politica partendo dalle persone, dal giorno per giorno, costruendo la propria credibilità dal basso. C’è sempre stato comunque un certo rispetto. Questo per dire che inizialmente ho fatto fatica anche a comprendere cosa fosse successo e ho dovuto mettere insieme i pezzi, i segnali che non avevo colto nella mia buona fede. Ho deciso poi di fare ricorso anche per amici e sostenitori che mi hanno sollecitata a farlo. Di sicuro lo dovevo prima di tutto a loro. I tempi per il ricorso al TAR a quel punto non c’erano più e bisognava rivolgersi al Capo dello Stato.
Sei ancora arrabbiata con i tuoi oramai ex colleghi?
Più che arrabbiata, incredula. Io ho iniziato a fare politica vent’anni fa perché c’erano cose che consideravo ingiuste, che in genere subivano i più deboli, anche cittadini che non riuscivano a far capire alle amministrazioni di turno i propri problemi e disagi e che di conseguenza non li vedevano cambiare mai. Non sopportavo di vedere i cittadini a volte considerati alla stregua di sudditi e non sopportavo le ingiustizie. In generale penso sempre che chi fa politica le ingiustizie le dovrebbe combattere e non commettere o non alzare un dito per evitarle. Ma chiaramente questa è la mia versione dei fatti, che non può essere che di parte. Ma se sono arrivata a scriverla nero su bianco in un documento ufficiale passibile di denuncia è perché è ciò che ho realmente vissuto e non ho timori di smentite.
Chi ti ha deluso di più…?
Elisabetta Piccoli. Mi sono fidata di lei senza indugi. E alcuni Consiglieri definiti dissidenti che ponevano questioni nel merito. Anche di loro mi sono fidata. Forse perché ad appassionarmi sono sempre le questioni nel merito e dimentico troppo spesso di curare le dinamiche della “gestione del potere” che era evidentemente invece la questione principale. Sul Sindaco preferisco non esprimermi.
In generale sono delusa perché ho fatto quel che ho fatto credendo in buona fede di cambiare un sistema che si era involuto su stesso dopo troppi anni di continuità amministrativa, mentre è stato poi evidente che accanto avevo alcuni che semplicemente volevano sostituirsi a quel sistema. E per farlo hanno usato molti in buona fede. Me compresa. Molti lo dicevano già durante le elezioni. Non ho voluto avere pregiudizi e fidarmi. Oggi chi governa Ivrea non siede in amministrazione. Uno schiaffo per la città. Difficile così avere come priorità la cura della Città o occuparsi davvero della sua crescita. Mi pare piuttosto che il rischio che c’è è che ci sia più attenzione verso alcune lobby e verso alcuni interessi personali.Cosa ti ha fatto più male?
La scorrettezza. La meschinità. La diffamazione che hanno messo in moto dicendo che non ero presente o efficiente. Come lo stesso Consigliere Fresc ha avuto la grande onestà intellettuale di dichiarare pur dai banchi dell’opposizione avevo lavorato per istituire la consulta del commercio all’ultima bocciata da Ascom che nonostante avesse un rappresentante di diritto voleva poter contare di più come asserì all’ultima riunione. Al momento non so che fine abbia fatto la consulta. Se non sono stata presente alle riunioni erano quelle a cui non ero invitata e che venivano fatte sul commercio senza la mia presenza e senza peraltro i commercianti ma gestite dal capo di gabinetto come ho avuto modo di scoprire poi. Ero anche in attesa di sapere quando Ivrea Parcheggi avrebbe messo in atto i parcheggi gratuiti come da programma elettorale negli orari proposti dai commercianti. Piazza Ottinetti era pronta ad accogliere il nuovo progetto di arredo come in Piazza di città e le manutenzioni erano state messe sotto controllo dal nuovo assetto organizzativo. Certo per Natale e Carnevale avevo fatto a volte un passo indietro lasciando ai colleghi ma per spirito di squadra.
Quindi mi viene davvero da dire oltre il danno la beffa.
Sentirmi poi accusare di assenze che erano giustificate dall’attesa dei permessi lavorativi di un nuovo lavoro l’ho trovato piuttosto triste. Sarà ma ho sempre considerato che avere un reddito da lavoro renda indipendenti dai libri paga della politica, proprio a garanzia della città e delle scelte che la stessa si trova a vivere e a volte a subire per motivazioni che nulla hanno a che fare con la sua cura.
Senti ancora qualcuno?
Si, ma visto l’ambientino non molto democratico della serie colpirne uno per educarne cento, preferisco nel loro interesse non fare nomi.
E adesso cosa farai?
Mi avevano eletta i cittadini, ma il Sindaco e qualcun altro ha deciso che dovessi essere tolta di mezzo licenziandomi come fossi stata invece assunta. E’ stato molto doloroso perché per me è sempre stata una passione, ma capisco che non per tutti sia proprio così. Ho amici cari che siedono alla guida di gruppi di volontariato o associazioni di aranceri magari anche da qualche decennio. Mi chiedo come si sentirebbero se dopo tanti anni di passione, qualcuno che si è aiutato magari ad essere messo alla guida del gruppo desse loro il ben servito senza spendere più di tanto alcuna parola, ma semplicemente dicendo da domani non sei più persona gradita. Pensavo che tutto il centro sinistra o l’opposizione avrebbe gioito per questo trattamento invece sono stata molto felice di ricevere messaggi e chiamate di solidarietà da persone che certo avevano patito le mie ultime scelte ma che ribadivano il rispetto delle persone in quanto tali e del loro lavoro prima di tutto.
Detto ciò, forte anche delle tante persone che mi hanno chiamata e scritto, non smetterò di verificare insieme a loro che ciò che era stato detto nel programma politico venga fatto o che i nuovi bisogni che emergeranno trovino risposta. Visto che non potrò farlo seduta in Comune da dove mi hanno estromessa, mi siederò su una delle panchine che ho fatto in tempo a cambiare in Piazza di Città. Andrà comunque benissimo. In alternativa utilizzerò il sito www.passionecivica.org che ho registrato da poco proprio perché i cittadini possano continuare ad avere un punto di contatto.
Stai già guardando alle prossime elezioni?
C’è tempo.
Dicci la verità…! Con il centrodestra o con il centrosinistra?
Io avevo fatto una scelta precisa. Lasciare un partito politico e dedicarmi solo all’amministrazione quindi in questo momento faccio fatica a rispondere in termini politici. Certo hanno dimostrato che le liste civiche sono utili ma non impegnano più di tanto. Sertoli è stato eletto con 476 voti di scarto rispetto a Perinetti. La lista Insieme per Ivrea ha sostenuto Sertoli con 491 voti. Al momento ha zero Assessori in giunta. Evidentemente il suo compito era solo quello di portare voti. I voti di 491 elettori che però ci avevano creduto e che si erano fidati. Almeno quanto me. Di certo una bella lezione per tutti quelli che pensano di portare ancora avanti determinati valori nella politica e non solo opportunismo. Anche per questo ho ritenuto doveroso fare ricorso.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.